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109 i medici morti. Rebuzzi:indennità medici morti (Altre News)

Coronavirus, salgono a 109 i medici morti.Rebuzzi:indennità medici morti in servizio

Si allunga ancora la lista dei camici bianchi italiani uccisi da Covid-19. Altri due nomi in poche ore si aggiungono all’elenco aggiornato dalla Fnomceo, Federazione nazionale Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri, portando il totale a 109 decessi. Gli ultimi ’caduti’ censiti sono Gianfranco D’Ambrosio, ginecologo e medico di medicina generale, e Gaetano Portale, specialista in Chirurgia generale, in Chirurgia vascolare e in Chirurgia toracica, ex primario di Chirurgia Generale.

“Tutti ci dicono che siamo eroi, ma intanto 109 medici sono morti, come pure 28 infermieri. Allora serve una proposta di legge che tratti gli operatori sanitari morti in servizio esattamente come i poliziotti morti sul campo, riconoscendo le stesse indennità”. A sollecitare la politica a intervenire è Antonio Rebuzzi, professore di Cardiologia all’Università Cattolica di Roma e direttore della Terapia intensiva cardiologica del Policlinico Gemelli, che insieme all’Adnkronos Salute e al canale tv su Sky Doctor’s Life (seguito da circa 100 mila medici e farmacisti italiani) chiede con forza al mondo politico di intervenire “con una proposta di legge che dia a medici e infermieri morti mentre erano impegnati a contrastare Covid-19 le stesse indennità dei poliziotti uccisi in servizio”.

“Siamo eroi? Alcuni colleghi sono morti alla soglia della pensione, altri richiamati in servizio, altri ancora quando avevano tutta la vita davanti. Dunque lo Stato – insiste Rebuzzi – deve riservare a questi operatori sanitari e alle loro famiglie lo stesso trattamento dei poliziotti morti in servizio: una somma agli eredi di questi colleghi, medici e infermieri caduti perché stavano facendo il proprio dovere. Vorrei proprio sapere chi sarà contrario, e soprattutto perché”, conclude il cardiologo, prima di andare a ’bardarsi’ per entrare in servizio come ogni giorno in ospedale.

Coronavirus Lombardia, oltre 10200 vittime

Sono 10.238 le persone morte in Lombardia e risultate positive al coronavirus, in aumento di 216 unità rispetto a ieri. Lo ha detto il vicepresidente della Regione Lombardia, Fabrizio Sala. I ricoverati negli ospedali lombardi sono 11.877, in aumento di 81 da ieri, mentre quelli ricoverati in terapia intensiva sono 1.202, in calo di 34 rispetto a ieri. Complessivamente i dimessi sono 32.731, in aumento di 983.

Sono 56.048 le persone risultate positive al coronavirus in Lombardia, in aumento di 1.246 unità rispetto a ieri. I tamponi effettuati ieri sono stati 9.372.

A Milano, sono 5.106 le persone risultate positive, in aumento di 127 unità da ieri. Nell’intera provincia, secondo i dati diffusi da Regione Lombardia, sono 12.748 (+269). Nella provincia di Brescia i positivi sono 10.369 (+247), a Bergamo 10.151 (+108), a Cremona 4.562 (+73), a Monza e Brianza 3.424 (+69), a Pavia 2.963 (+74), a Lodi 2.419 (+43), a Mantova 2.355 (+78), a Lecco 1.838 (+33), a Como 1.686 (+81), a Varese 1.589 (+98) e a Sondrio 661 (+7).

In Lombardia il trend dei contagi da coronavirus “è in diminuzione, ma quello a cui vogliamo arrivare è che il tasso scenda più velocemente” ha detto il vicepresidente della Regione Lombardia, Fabrizio Sala, in diretta su Facebook. “Dobbiamo avere meno positivi, meno ricoveri e meno decessi. Per arrivare a questo in questo momento abbiamo solo un’arma che è quella dell’isolamento e di uscire di casa il meno possibile, quindi una Pasqua assolutamente casalinga”.

Coronavirus Lazio, 154 nuovi casi. D’Amato: “Attenzione alta a Pasqua”

Nel Lazio sono 3.633 gli attuali casi positivi a Covid-19, di cui 2.196 in isolamento domiciliare, 1.236 ricoverati non in terapia intensiva, 201 in terapia intensiva. E’ salito a 263, dieci più di ieri, il numero dei pazienti deceduti, mentre sono state 687 le persone guarite. In totale sono stati esaminati 4.583 casi. L’aggiornamento arriva dall’assessorato alla sanità della Regione Lazio, pubblicato sul suo canale social Salute Lazio.

Nel Lazio “oggi registriamo un dato di 154 casi di positività e un trend al 3,5%. Aumenta la forbice tra coloro che escono dalla sorveglianza domiciliare (16.611) e coloro che sono entrati in sorveglianza (12.792)”, pari a “circa 4 mila unità” riferisce l’assessore regionale alla Sanità e Integrazione socio sanitaria, Alessio D’Amato, dopo che si è conclusa la videoconferenza della task-force regionale per Covid-19 con i direttori generali delle Asl e Aziende ospedaliere e Policlinici universitari e ospedale pediatrico Bambino Gesù. “Bisogna ora mantenere alta l’attenzione per le giornate di Pasqua e Pasquetta”, afferma.

I guariti “salgono di 43 unità – evidenzia D’Amato – arrivando a 687 totali”, pari a “3 volte il numero dei decessi complessivi, mentre nelle ultime 24 ore i decessi sono stati 10 e sono stati eseguiti circa 62mila tamponi”. Per quanto riguarda i Dpi, dispositivi di protezione individuale, “oggi sono in distribuzione presso le strutture sanitarie: 395.200 mascherine chirurgiche, 10.100 maschere Ffp2, 3.500 maschere Ffp3, 31.250 calzari, 48.300 guanti e 52.800 cuffie”.

Sottolinea ancora D’Amato: “Al Covid Spoke Hospital di Palestrina abbiamo il primo paziente guarito: si tratta di un uomo di 57 anni giunto con una polmonite Covid e affetto da diabete e cardiopatia. Nella Asl di Viterbo registriamo una criticità presso la casa di riposo nel Comune di Celleno e nella Asl di Frosinone gli operatori hanno voluto ringraziare e augurare una pronta guarigione al direttore generale Stefano Lorusso”, positivo al nuovo coronavirus. “A Rieti proseguono le verifiche delle strutture per anziani e la situazione del comune di Contigliano è sotto controllo. Sono stati trasferiti presso l’Istituto nazionale malattie infettive Spallanzani tutti i crocieristi positivi Covid-19. Parte domani all’Istituto nazionale tumori-Ifo, e sarà attivo durante le festività pasquali – informa l’assessore – il servizio ’InFO: Mi prendo cura di te’, la linea di ascolto attiva per offrire il supporto telefonico e relazionale ai pazienti cronici, oncologici e con patologie rare e ai loro famigliari. La linea telefonica è attiva dalle 12 alle 18, 7 giorni su 7, e sarà attivata anche in video chat”.

La Regione dettaglia quindi la situazione in tutte le realtà.

Asl Roma 1 – 7 nuovi casi positivi. 1.709 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare;

Asl Roma 2 – 10 nuovi casi positivi. 6 pazienti sono guariti. 1.521 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare. Tutti i tamponi finora eseguiti a Rebibbia sono negativi. I casi positivi del Selam Palace sono stati posti in isolamento domiciliare;

Asl Roma 3 – 18 nuovi casi positivi, la maggior parte riferibili al cluster della casa di riposo delle suore cappuccine di Acilia. I casi positivi si stanno trasferendo all’ospedale Grassi di Ostia. 1.846 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare;

Asl Roma 4 – 7 nuovi casi positivi. 1 paziente è guarito. 3 decessi: un uomo di 68, un uomo di 82 anni e una donna di 75 anni, tutti con gravi patologie pregresse. 1.975 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare;

Asl Roma 5 – 19 nuovi casi positivi. 1 paziente è guarito, il primo al Covid Spoke Hospital di Palestrina: un uomo di 57 anni entrato il 15 marzo con polmonite Covid, affetto da cardiopatia ischemica e diabete di tipo 2. Ha effettuato ossigenoterapia con casco Cpap. Torna a casa accompagnato dalla moglie. 2 pazienti sono deceduti. 2.190 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare. Proseguono i trasferimenti dei pazienti positivi del Nomentana Hospital presso strutture di Rsa Covid o ospedaliere a seconda delle disposizioni mediche;

Asl Roma 6 – 25 nuovi casi positivi. 9 pazienti sono guariti. 2 decessi: un uomo di 81 anni e una donna di 86, entrambi con patologie pregresse. 1.043 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare. Attenzionata la casa di riposo di Albano, Villa Nina di Frattocchie, San Raffaele di Rocca di Papa e Ini di Grottaferrata.

Asl di Latina – 10 nuovi casi positivi tutti in isolamento domiciliare. 2 pazienti sono guariti. 4.477 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare;

Asl di Frosinone – 12 nuovi casi positivi, tra cui il direttore generale della Asl. 2 pazienti sono guariti. 323 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare. Continuano i controlli nelle case di riposo del territorio;

Asl di Viterbo – 33 nuovi casi positivi di cui 31 riferibili al cluster della casa di riposo Villa Noemi di Celleno. 12 i pazienti che sono guariti. Deceduto un uomo di 78 anni con precedenti patologie. 2.397 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare. Su Celleno si stanno valutando ulteriori misure;

Asl di Rieti – 13 nuovi casi positivi. 3 pazienti sono guariti, 2 di Cantalupo e uno di Rieti. 2 decessi: una donna di 89 anni e una donna di 86 entrambe con gravi patologie pregresse. 43 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare.

Policlinico Umberto I – 159 pazienti ricoverati di cui 21 in terapia intensiva. 5 pazienti guariti;

Azienda ospedaliera San Giovanni – Attivo il laboratorio per il test Covid h24;

Azienda ospedaliera Sant’Andrea – 140 pazienti ricoverati di cui 28 in terapia intensiva. Nessun positivo in accesso al pronto soccorso. Zero decessi. 3 pazienti guariti;

Policlinico Gemelli – 201 pazienti ricoverati di cui 30 in terapia intensiva al Covid Hospital Columbus. 17 pazienti guariti. Al Marriott Hotel 110 pazienti in isolamento domiciliare, oggi record di tamponi effettuati 659 in ultime 24h;

Policlinico Tor Vergata – Attivati ulteriori 16 posti letto di malattie infettive Covid.

Azienda ospedaliera San Camillo – Si lavora per attivare anche il turno notturno del laboratorio per test Covid;

Ospedale pediatrico Bambino Gesù – 9 bambini ricoverati e 6 mamme positive nel Centro Covid di Palidoro, tutti in buone condizioni cliniche. Negli ultimi 15 giorni oltre 1.500 consulenze telefoniche alle famiglie e teleconsulti con la rete di 700 pediatri di libera scelta e 24 reparti pediatrici regionali. Oltre 1.000 i pazienti cronici complessi seguiti dai servizi di telemonitoraggio potenziati in questa fase di emergenza;

Ifo – Parte domani, e resterà attivo anche a Pasqua e Pasquetta, il servizio ’InFO: Mi prendo cura di te’, la linea di ascolto attiva per offrire il supporto telefonico e relazionale ai pazienti cronici, oncologici e con patologie rare e ai loro famigliari. La linea telefonica è attiva dalle 12 alle 18, 7 giorni su 7, e sarà attivata anche in video chat.

Ares 118 – Effettuati 68 trasferimenti: tutti i crocieristi positivi di Via Perlasca presso l’Istituto Spallanzani e prosegue lo svuotamento del Nomentana Hospital; Università Campus Bio-Medico – 21 pazienti ricoverati di cui 12 in terapia intensiva al Covid Center.

Intanto “proseguono i controlli a tappeto nelle case di riposo e nelle Rsa su tutto il territorio” del Lazio. “In merito alla situazione delle strutture residenziali, l’Istituto superiore di sanità (Iss) ha realizzato una survey nazionale sul contagio da Covid-19 aggiornato al 6 aprile, che registra per il Lazio un tasso di mortalità 10 volte inferiore a quello della Lombardia: 0,7% contro 6,8%” afferma D’Amato.

Coronavirus, morto detenuto del carcere di Voghera. È la seconda vittima per Covid 19

Un detenuto del carcere di Voghera, positivo al Covid 19, è morto in ospedale a Milano. Lo confermano fonti del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria.

L’uomo era stato portato al pronto soccorso dell’ospedale di Voghera il 17 marzo, quando era arrivato l’esito positivo del tampone al quale era stato sottoposto dopo essersi sentito male nei giorni precedenti. Le sue condizioni si erano aggravate ed era stato poi trasferito a Milano. E’ il secondo detenuto morto per coronavirus, dopo quello della Dozza di Bologna morto al sant’Orsola la settimana scorsa.

Sindaco Porto Empedocle: “Stop sbarco migranti, vado in Procura”

(Rossana Lo Castro) – Divieto di sbarco e di transito di migranti per tutta la durata dell’emergenza sanitaria Covid-19 a Porto Empedocle (Agrigento). Lo prevede un’ordinanza appena firmata dal sindaco, Ida Carmina, e trasmessa al ministro dell’Interno, al prefetto e al questore di Agrigento, al governatore siciliano e alle forze dell’ordine. “Per l’intero periodo di durata dell’emergenza sanitaria nazionale derivante dalla diffusione del virus Covid-19, il porto di questa Città di Porto Empedocle – si legge – non assicura i necessari requisiti per la classificazione e definizione di Place of Safety (’luogo sicuro’), in virtù di quanto previsto dalla Convenzione di Amburgo, sulla ricerca e il salvataggio marittimo, per i casi di soccorso effettuati da parte di unità navali battenti bandiera straniera al di fuori dell’area Sar italiana”.

“E’ vietato, pertanto, lo sbarco ed il transito di qualsivoglia migrante – recita ancora l’ordinanza -, attesa l’impossibilità di individuare la possibile insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili, con particolare riferimento al Covid-19. Le disposizioni del presente atto producono effetto per la durata del periodo di emergenza sanitaria di cui alla deliberazione del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020”.

Già ieri sera il primo cittadino pentastellato, che si dice pronta a “presentare un esposto in Procura”, si era duramente opposto all’arrivo dei 72 migranti, soccorsi a poche miglia da Lampedusa e condotti nella cittadina dell’Agrigentino. Le motovedette hanno fatto il loro ingresso in porto in piena notte e i migranti, dopo essere stati visitati, sono stati sistemati nella tensostruttura allestita al molo. “Sono ancora lì senza nessun rispetto delle norme di sicurezza e delle prescrizioni sul distanziamento sociale – dice Carmina all’Adnkronos -. Qui non possono restare. Noi abbiamo già fatto la nostra parte”.

Il sindaco, da sempre in prima linea sul fronte dell’accoglienza, questa volta non ha intenzione di tornare sui propri passi. E punta il dito contro quello che non esita a definire un “atteggiamento persecutorio”, nei confronti della comunità che amministra. “Non c’è solo Porto Empedocle in Italia. Si requisiscano gli alberghi vuoti in altre regioni del Paese, strutture tali da consentire il rispetto del distanziamento sociale dei migranti tra loro e con la popolazione locale”. Nei giorni scorsi proprio a Porto Empedocle erano stati trasferiti oltre 120 migranti sbarcati a Lampedusa. Dopo il periodo di quarantena effettuato all’interno di un hotel cittadino e dopo giorni di pressioni istituzionali e un lungo braccio di ferro il sindaco era riuscito a ottenerne il trasferimento.

“Quell’albergo era poco adatto al contenimento di tante persone, non essendo presente neppure una recinzione a separare dalle abitazioni dei residenti, molto vicine alla struttura”. Adesso il nuovo sbarco. “Non è ammissibile una simile superficialità nella gestione di una simile situazione. Non vorrei dover parlare di Stato assassino”. Intanto a prendere posizione è stato anche il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci. Al premier Giuseppe Conte ha chiesto “l’impiego di una idonea nave ormeggiata in rada in cui trattenere i migranti per la necessaria quarantena, prima di essere ricollocati nei Paesi membri dell’Ue”. “Lo ringrazio perché sulla materia non può intervenire direttamente, essendo la competenza del Governo nazionale. Io comunque se la situazione non dovesse sbloccarsi sono pronta a presentare anche un esposto in Procura. Non siamo carne da macello”, conclude il sindaco.

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11 Aprile 2020