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140 vittime tra i medici (Altre News)

Coronavirus, 140 vittime tra i medici

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Un altro decesso fra i camici bianchi per Covid-19. Sale così a 140 il bilancio aggiornato dalla Fnomceo (Federazione nazionale Ordini medici chirurghi e odontoiatri), che aggiunge all’elenco caduti Oscar Ros, specialista in Igiene e Medicina preventiva della direzione sanitaria unità di crisi dell’ospedale di Vimercate (MB).

Zaia: “Non siamo untori, in Campania meno tamponi”

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“In Veneto sono stati realizzati 260.810 tamponi, non abbiamo più arretro, e a questi si aggiungono i test rapidi. I casi positivi oggi sono 16.192, e sono 192 più di ieri. Su questo tema dei positivi, su cui si è innescato un dibattito, in cui sembra quasi che il Veneto, piuttosto che la Lombardia o l’Emilia Romagna siano gli untori, e bisogna quindi ’chiudere le frontiere’, dico che bisogna vedere il dato ufficiale, secondo cui la Campania, che ha lo stesso numero di abitanti del Veneto, ha effettuato un quinto dei tamponi del Veneto, ma ha più di un quinto di positivi, rispetto al Veneto”. Così il governatore del Veneto, Luca Zaia replica se pur indirettamente al collega De Luca. “Ciò dimostra che è difficile paragonare realtà tra di loro se non hanno fatto con lo stesso numero di abitanti lo stesso numero di tamponi: perché il contagiato lo trovi se lo vai a cercare. “Io dico semplicemente che una realtà come il Veneto che ha fatto 260 mila tamponi non la puoi paragone con una realtà come la Campania che ne ha fatti 48 mila come compare dai dati ufficiali della tabella pubblicata dalla protezione Civile”.

Passando alla riapertura, Zaia afferma: “Non siamo degli irresponsabili ma diciamo che l’apertura più che una ’fase 2’ è la fase di convivenza con il virus che è esattamente quello che hanno fatto tutte le comunità che ci sono passate prima di noi”. “Qualcuno dice che si potrebbe attendere ancora un po’ per la riapertura – ha tenuto a sottolineare – ma non è che se attendiamo una settimana, due o tre, o più il virus se ne va. Questa è la fase di convivenza con tutti i rischi che ha una fase di convivenza. In sintesi si potrebbe dire: continuiamo a tenere la guardia alta, e lo slogan potrebbe essere ’attenti che la morte è dietro l’angolo’ , per questo bisognerà continuare a rispettare le regole, e prima di tutto l’uso della mascherina”.

“Che non passi l’idea – aggiunge il governatore – che mettiamo a rischio la salute per il ’dio denaro’, se la comunità scientifica dice che non si può aprire non si apre, poi ognuno si prenderà le proprie responsabilità. Una forma di equilibrio però dobbiamo trovarla. Ma dico anche: se è vero che la deadline è il 21 maggio secondo l’Oms allora perché qui in Veneto almeno il 40% delle aziende sono state aperte? Se è lockdown allora non si capisce perché è stata autorizzata l’apertura”.

“Se non c’è la collaborazione di tutti – spiega quindi il governatore – è inevitabile che ci saranno nuovi contagi, non perché è da irresponsabili aprire, ma perché non rispettiamo le regole. L’alternativa a questa, parliamoci chiaro, è restare chiusi fino all’infinito, ovvero fino a quando il virus non sarà scomparso, il che significa mesi se non anni”.

“Abbiamo messo le basi per farci in casa una App per rintracciare i movimenti , ma se ce ne ed è ben strutturata a livello nazionale, che sia semplice ed eventualmente ricalibrabile a livello regionale, va bene, anche per motivi di privacy. Secondo me per chi ha un telefonino dovrebbe essere obbligatoria e non su base volontaria, perché per funzionare ci deve essere almeno il 60% della popolazione che la utilizza”, ha detto ancora il governatore, che poi passa ai dati sulle Rsa presenti nella regione: “Su 330 case di riposo in Veneto in cui abbiamo fatto il test in 244, più del 70%, non c’è stato neanche un contagio”.

Coronavirus Lombardia, “per riapertura piano da 3 miliardi”

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“Nella riapertura c’è un piano ambizioso da parte di regione Lombardia, abbiamo messo in campo un piano di investimenti straordinari da 3 miliardi di euro che andrà sulle infrastrutture quindi farà ripartire l’economia attraverso le opere pubbliche”. Lo ha detto l’assessore al Bilancio di Regione Lombardia, Davide Caparini, nel corso del punto stampa sull’emergenza coronavirus.

“Da subito – ha sottolineato Caparini – metteremo a disposizione soldi veri per far ripartire i cantieri. Non c’è tempo da perdere”. L’assessore lombardo ha quindi spiegato come verranno utilizzati gli investimenti. “Non saranno solo per progetti individuati da Regione Lombardia – ha detto – ma anche per le province ed enti locali. Una parte dei 3 miliardi, 2 miliardi e 470 milioni, saranno destinati a un fondo per la ripresa economica che finanzierà opere individuate dalla Regione. 400 milioni da subito andranno ai Comuni e alle province per opere cantierabili che devono partire entro il 31 ottobre, 130 milioni saranno dedicati ad investimenti strategici”.

Quindi ha annunciato: “Riapertura significa anche riconoscere il grandissimo lavoro che il nostro personale sanitario ha fatto, lavorando 7 giorni su 7, 24 ore su 24. La Regione Lombardia raddoppierà i 41 milioni di euro che lo Stato ha deciso di stanziare per gli straordinari con 82 milioni per riconoscere un bonus a tutti coloro che hanno contribuito a combattere Covid-19”.

Inoltre, ha sottolineato Caparini, “un riscontro a questo impegno” si concretizzerà con “l’assunzione nelle fila del sistema sanitario lombardo di coloro che al termine dell’emergenza decideranno di restare con noi”. L’assessore ha anche annunciato un bonus da 10 milioni di euro per le aziende che hanno riconvertito le produzioni e oggi producono mascherine e dispositivi per la protezione di medici e infermieri in prima linea.

E, ancora, “abbiamo deciso di destinare tutti gli introiti delle multe di coloro che non hanno rispettato le ordinanze del governatore Fontana alle polizie locali o alle polizie che le hanno riscosse. E’ un giusto riconoscimento per coloro che si sono impegnati a mantenere l’ordine e a controllare che tutto fosse come previsto dall’ordinanza regionale”.

“Inoltre – ha detto Caparini – in consiglio regionale verrà discusso un altro investimento importante, ossia la ricapitalizzazione di Serravalle che per 350 milioni di euro consentirà la ripartenza. Per cui avremo il compimento di una grandissima opera come la Pedemontana lombarda. Ricapitalizziamo la società per 350 milioni per avere investimento da 2 miliardi e mezzo per completare così l’autostrada che da Meda andrà all’altezza di Brembate a connettersi sull’A4. Un’opera che inseguiamo da tempo”.

Facendo il punto sull’emergenza l’assessore ha poi osservato che “sono i tecnici nella task force di Conte, ma non solo, che definiscono i perimetri all’interno dei quali potremo muoverci. E’ evidente che il faro guida deve essere quello della salute pubblica”.

“Ci sono e ci saranno nella nostra vita delle precauzioni da adottare da qui a quando verrà identificato il vaccino – ha aggiunto – Potrebbero servici 16 o 14 mesi, sappiamo che abbiamo davanti un periodo molto lungo. Finché non ci sarà un vaccino dovremo adeguare i nostri comportamenti come abbiamo già dimostrato di sapere fare”.

Sul discorso mascherine Caparini ha sottolineato di voler dare a tutti la possibilità di averle a prezzi di mercato. “Sono fondamentali – ha detto – Regione Lombardia ha distribuito gratuitamente le mascherine ma il nostro ruolo è quello di mettere le persone in condizione di poterle comprare a un prezzo umano, di mercato e non da strozzinaggio come ci è stato segnalato, quindi di poterle trovare in farmacia o al supermercato a dei prezzi accettabili che permettano di proteggerci senza incidere troppo sul portafoglio”.

Quindi ha concluso: “Siamo quasi fuori dall’emergenza, molte aziende lombarde hanno supportato il fabbisogno di un intero Paese” per i dispositivi di protezione individuale “e loro non hanno aumentato di un centesimo il prezzo del loro prodotto. Sono state encomiabili nel garantire la produzione al miglior prezzo”.

Coronavirus, in Toscana scatta obbligo mascherine fuori casa

In vigore l’ordinanza del presidente della Regione Enrico Rossi

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Scatta oggi in tutta la Toscana l’obbligo di indossare le mascherine protettive, secondo quanto previsto dall’ordinanza del presidente della Regione, Enrico Rossi. Il dispositivo di protezione individuale per coprire naso e bocca è necessario sui mezzi pubblici, sui taxi e sui mezzi a noleggio con conducente, nei negozi e a fare la spesa, negli uffici e luoghi chiusi, ma anche negli spazi all’aperto frequentati da più persone e dove è obbligatorio il mantenimento della distanza sociale di sicurezza (1,8 metri), per ridurre la possibilità di contagio da coronavirus.

L’ordinanza entra in vigore dopo che tutti i Comuni hanno completato l’operazione di consegna dei dispositivi di protezione inviati dalla Regione Toscana. Per chi non rispetta l’obbligo sono previste sanzioni amministrative.

L’ordinanza del governatore Enrico Rossi (la n.26 del 6 aprile 2020) stabilisce “l’utilizzo obbligatorio delle mascherine chirurgiche monouso secondo modalità che garantiscano un rafforzamento delle misure di tutela della salute dei singoli e delle collettività, tenuto conto del fattore di rischio nei vari contesti”.

“Grazie ai comuni abbiamo già distribuito 8,5 milioni di mascherine ai cittadini – fa sapere Rossi su Facebook – Oggi parte anche la distribuzione presso tutte le farmacie e presso 230 centri commerciali e nei prossimi giorni di nuovo i comuni daranno una mano. Nel corso della settimana distribuiremo altre 14 milioni di mascherine ai cittadini. Continueremo così anche nelle prossime settimane. La mascherina è un presidio di prevenzione, per questo noi in Toscana l’abbiamo resa obbligatoria e la distribuiamo gratuitamente ai cittadini”.

Le mascherine in distribuzione sono quelle in tessuto non tessuto, prodotte in Toscana grazie al neonato ’distretto delle protezioni’ capace di garantire una produzione da 1 milione di pezzi ogni giorno, e quelle chirurgiche standard acquistate da Estar nelle ultime settimane, 500 mila al giorno. Dopo una prima fornitura di oltre 8 milioni di mascherine avvenuta con la collaborazione dei Comuni, la Regione Toscana ha elaborato un ulteriore processo di distribuzione. Sono stati chiusi due accordi: il primo con Federfarma Toscana e Cispel Toscana; il secondo con le aziende della Grande distribuzione organizzata: Coop Il Tirreno, Coop Firenze, Federdistribuzione, Conad, Esselunga, Lidl e Carrefour. Entrambi gli accordi sono validi per 30 giorni e prevedono la possibilità di proroga.

Attraverso le farmacie convenzionate, pubbliche e private, sarà consegnata una confezione da cinque mascherine a ogni cittadino di età superiore a sei anni, per un numero di trenta mascherine al mese, dietro presentazione della tessera sanitaria o del proprio codice fiscale.

Anche nei supermercati delle aziende della Gdo con cui è stata firmata l’intesa sarà possibile ritirare una confezione di 5 mascherine alla volta. All’interno o all’esterno di ogni punto vendita, sarà allestita una postazione, debitamente indicata e in grado di consentire il rispetto delle distanza di sicurezza secondo le normative vigenti.

Ogni postazione sarà gestita da dipendenti del Servizio sanitario regionale, che forniranno anche tutte le informazioni utili al corretto uso delle mascherine. Negli orari di apertura di market e supermarket, le postazioni per la distribuzione saranno attive dalle 9 alle 16.

“Abbiamo già distribuito, grazie all’impegno straordinario dei comuni e dei volontari, oltre 8 milioni di mascherine ai nostri concittadini. Da lunedì prossimo – ha affermato il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi – consegneremo quotidianamente a tutti e gratuitamente un milione e mezzo di questi dispositivi di tutela primaria della salute”.

Il presidente Rossi ha rivolto anche un appello: “Invito i cittadini a mettersi in fila in modo ordinato e a distanza di sicurezza per evitare inutili e pericolosi assembramenti. Abbiamo mascherine per tutti e ognuno le riceverà gratuitamente, come è giusto che sia per un presidio che consideriamo di prevenzione primaria. A distribuire i dispositivi sarà personale adeguatamente formato che darà ai cittadini anche tutte le informazioni sul loro corretto utilizzo”.

Le modalità di consegna in farmacia – Il sistema informativo del Servizio sanitario regionale genererà, fornendolo alle 1.150 farmacie pubbliche e private, una ricetta individuale mensile dematerializzata per ogni cittadino. Ciascuno, munito della tessera sanitaria o di quella del proprio codice fiscale, si recherà in una farmacia a sua scelta e, attraverso la lettura della tessera, accederà alla ricetta dematerializzata e riceverà le mascherine. Ogni cittadino potrà ritirare una confezione da 5 mascherine alla volta, per un totale da 30 mascherine al mese.

Le modalità di consegna nei supermercati – Grazie all’accordo tra Regione Toscana e Gdo, ogni cittadino potrà ritirare una confezione da 5 mascherine presso uno dei 230 punti vendita di Coop, Conad e Lidl. La consegna avverrà in appositi spazi, all’interno o all’esterno degli stessi punti vendita, dove sarà possibile rispettare le distanze di sicurezza, da parte di dipendenti del Servizio Sanitario Regionale. Gli addetti forniranno anche tutte le informazioni utili per il corretto utilizzo dei dispositivi. Negli orari di apertura dei punti vendita, le postazioni per la distribuzione saranno attive dalle ore 9 alle 16.

Coronavirus, a Napoli nessun nuovo contagio e zero decessi

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Zero nuovi contagi e zero decessi di persone affette da coronavirus in 24 ore a Napoli. E’ quanto riportato nel resoconto giornaliero del Comune di Napoli aggiornato alle ore 11 di oggi, lunedì 20 aprile. Restano invariati quindi il numero dei casi positivi complessivamente registrati a Napoli città dall’inizio dell’emergenza, 833, e dei decessi, 52: si tratta inoltre del quarto giorno consecutivo senza nuovi decessi. Cresce il numero dei totalmente guariti, risultati cioè negativi in due test consecutivi: sono 142, con un aumento di 11 unità rispetto a ieri, mentre sono 42 i clinicamente guariti. I ricoverati in ospedale sono 153 (-1 rispetto al dato diffuso ieri alla stessa ora) di cui 12 in terapia intensiva (-1). Sono 486 le persone in isolamento domiciliare (-10).

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21 Aprile 2020