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19 AGOSTO, GIORNATA INTERNAZIONALE DEGLI AIUTI UMANITARI

Il 19 agosto ricorre la Giornata Internazionale degli Aiuti Umanitari, istituita dall’Assemblea Generale per non dimenticare il bombardamento avvenuto nel 2003 a Baghdad, nella sede delle Nazioni Unite, in cui persero la vita 22 persone. Negli ultimi dieci anni le sedi delle Nazioni Unite sono state prese d’assalto da attacchi terroristici. Nel 2007, ad Algeri, sono morte 17 persone a causa di una bomba che ha distrutto gli Uffici del Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite per i rifugiati a Kabul. Nel 2009 sono stati uccisi 6 impiegati dell’Onu che si trovavano ospiti in una foresteria, bersaglio di un attacco armato.

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I princìpi su cui si basa l’aiuto umanitario sono l’umanità, la neutralità, l’imparzialità e l’indipendenza. L’evento è una maniera per ricordare tutti gli operatori di pace che aiutano le persone in difficoltà nel mondo, animati da un forte slancio di solidarietà. Sono uomini che rischiano la loro vita in situazioni tragiche di guerra, portando soccorso ai profughi, ai rifugiati e a tutta quella umanità che ha bisogno di cure mediche, di sostegno morale e di aiuti alimentari. Molti soccorritori muoiono nel silenzio, e di tanti non se ne conosce neanche il nome. Il modus operandi di questi eroi moderni ricalca in ogni aspetto il progetto cristiano di sacrificio della croce. Gli operatori offrono anche supporto psichico, con l’obiettivo sociale di mantenere la pace nelle aree di conflitto.

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Quest’anno, il 23 e 24 maggio, si è svolto un summit umanitario mondiale ad Istanbul per mettere a punto un progetto rivolto ad alleviare le sofferenze di tutti i rifugiati nel mondo. Le nazioni colpite dall’emergenza sono una quarantina. I paesi in cui si conta il maggior numero di rifugiati politici sono lo Yemen, la Siria, l’Iraq, l’Ucraina, la Nigeria, la Repubblica Democratica del Congo, la Columbia, l’Afghanistan, la Repubblica Centroafricana e il Sudan.

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Il tema di questa giornata è definito One Hummanity. Oggi si vuole sensibilizzare l’opinione pubblica con l’obiettivo precipuo di raccogliere fondi per la Central Emergency Fund delle Nazioni Unite, portando l’attenzione sui milioni di civili colpiti ogni giorno da conflitti armati, laddove le scuole e le chiese vengono bombardate, le donne e i bambini abusati e umiliati. Ma l’attenzione particolare è posta sul rischio degli operatori umanitari, che, sebbene protetti dal diritto d’immunità, sono minacciati e spesso uccisi. Il diritto internazionale prevede anzitutto che sia garantito agli operatori umanitari l’accesso ai Paesi colpiti da crisi umanitarie, conflitti o disastri climatici, per poter apportare il sostegno utile alla sopravvivenza e alla dignità dell’umanità a rischio nel mondo.

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19 Agosto 2018