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23 GIUGNO. GIORNATA MONDIALE DEL WHISTLEBLOWER

Il 23 giugno si celebra la giornata mondiale del “Whistleblower”, dedicata a coloro che internamente o esternamente all’organizzazione per cui lavorano tentano di portare alla luce un comportamento scorretto, un illecito o una situazione di pericolo che emerge durante lo svolgimento della propria attività lavorativa. La “farfalla della gentilezza” ci racconta una storia per riflettere.

Olivia stava entrando in sala riunioni. Il suo capo le teneva la porta… un gesto apparentemente gentile. Ma non lo era. Perché in realtà quella porta finì violentemente sulla sua faccia.

Eileen era seduta alla sua scrivania in ufficio. Era il giorno del suo compleanno e quando bussarono alla porta pensò che fosse qualcuno che voleva farle gli auguri. Invece erano due colleghe delle risorse umane che le presentavano un documento da firmare. Uno strano accordo che Eileen rifiutò indignata di firmare, e così fu immediatamente obbligata a restituire badge e chiavi, a prendere i suoi effetti personali, e andare via. Licenziata in tronco.

A Rudolf è andata peggio. Non solo le minacce, non solo le lettere anonime, non solo un detective privato a seguire moglie e figlia. Rudolf è finito in prigione per circa 200 giorni.

Linda invece non ha più trovato nessuno disposto ad assumerla, perché con una semplice ricerca su google i potenziali datori di lavoro scoprivano tutto il suo passato.

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Olivia Greene, Eileen Foster, Rudolf Elmer, Linda Almonte: cosa hanno in comune? Di quali gravi colpe si sono macchiati?

Hanno semplicemente fatto il loro lavoro. Sono tutte persone che lavoravano nel settore finanziario, con ruoli importanti, di controllo, auditing, revisione conti. E sono tutte persone che hanno fatto bene il loro lavoro e, infatti, quando hanno trovato anomalie, irregolarità o truffe, hanno fatto una cosa molto semplice. Segnalare.

E per questo hanno subito isolamento, mobbing, ostracismo, demansionamento, licenziamento. Nei casi più gravi sono stati a loro volta denunciati per aver danneggiato la propria organizzazione o per aver rivelato segreti.

Eppure, con la loro denuncia hanno fatto scoprire truffe a danno di investitori e piccoli risparmiatori, si sono sacrificati nell’interesse della collettività, ma hanno pagato un prezzo molto alto. Fino a quando la stampa non si è accorta dei loro casi, e un giudice non ha riconosciuto le loro ragioni, l’opinione pubblica ha mostrato solidarietà.

Olivia, Rudolf, Linda, sono tutti “whistleblower”: persone che segnalano illeciti scoperti nella loro organizzazione e, invece, di essere ringraziati per il loro senso civico, troppo spesso subiscono ritorsioni. Succede ovunque, ma per fortuna oggi ci sono leggi che tutelano i whistleblower anche in Italia.

Ma il problema non sono le leggi: il problema è culturale, vista la diffidenza, se non addirittura ostilità, con cui il whistleblowing è accolto nel nostro paese.

Per questo occorre parlarne, per far conoscere uno strumento che serve per scoprire fatti illeciti, truffe e corruzione. E che non ha niente a che vedere con la delazione.

Oggi è la giornata internazionale del whistleblower: un’occasione per pensare a queste persone che hanno il coraggio di fare la cosa giusta, e lo fanno nell’interesse di tutti noi.

Data:

23 Giugno 2023