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25 NOVEMBRE: GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLA DONNA

cms_28423/1.jpgLa dichiarazione delle Nazioni Unite sull’eliminazione della violenza contro le donne, Donne svolta a Vienna nel 1993, definisce la violenza contro le donne: “qualsiasi atto di violenza di genere che provoca o possa provocare danni fisici, sessuali o psicologici sulle donne, incluse le minace di tali atti, la coercizione”.

La letteratura scientifica ha racchiuso nel termine “violenza di genere” tutte le forme di abuso inerenti alla discriminazione relativa al sesso; il sessuologo John Money fu il primo ad utilizzare tale termine nel 1955; sono molteplici le violenze che vengono messe in atto, dalle umiliazioni, all’abuso sessuale, alle vessazioni, allo stalking fino ad arrivare ad atti estremi.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, un grave problema di salute di proporzioni globali.

L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre come data della ricorrenza della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

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La data del 25 novembre è stata scelta in memoria delle sorelle Mirabal, ragazze attiviste politiche trucidate per ordine del dittatore Rafael Leónidas Trujillo, un crimine divenuto, purtroppo, “simbolico” per le modalità in cui è avvenuto. Il 25 novembre del 1960 nella Repubblica dominicana le sorelle Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal stavano andando a trovare i mariti in prigione (detenuti politici perché, come loro, erano oppositori del regime), furono rapite sulla strada da agenti del Servizio di informazione. Portate in un luogo nascosto furono violentate, torturate, massacrate a colpi di bastone e poi strangolate e gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente.

La violenza sulle donne, purtroppo, ha molteplici forme dalla violenza fisica (spintoni, schiaffi, pugni, calci, lanci di oggetti) alla psicologica (attacchi verbali, minacce, gelosia ossessiva), alla violenza sessuale alla violenza economica (limitare l’accesso alla disponibilità economica, appropriarsi dei risparmi).

cms_28423/3.jpgLa violenza più diffusa avviene all’interno delle mura domestiche.

La violenza ha molti effetti negativi a breve ed a lungo termine, sulla salute fisica, mentale, sessuale e riproduttiva della vittima. Difatti le conseguenze possono arrivare a determinare, per le donne, l’isolamento, un annullamento dell’autostima, l’incapacità di lavorare, una limitata capacità di prendersi cura di sé stesse e dei propri figli.

È un fenomeno che sta dilagando e che deve essere contrastato in vari modi: uscendo dal silenzio, cercando un sostegno psicologico, affidarsi a strutture antiviolenza, allargando la cerchia delle amicizie e rivolgersi alle autorità giudiziarie.

All’ interno di questo fenomeno gioca un ruolo molto importante la figura del professionista a cui la donna si rivolge.

Il ruolo dello psicologo è molto importante per poter riuscire ad indagare quegli aspetti utili per poter ricostruire le situazioni di maltrattamento che subisce una donna.

Inoltre, lo psicologo è in grado di fornire l’adeguato supporto alla vittima, sostenendola e supportandola.

È compito di questo professionista riuscire a far capire alla vittima che ciò che ha dovuto subire non è imputabile ad un suo comportamento, sostenerle nella sofferenza, affrontare la paura.

È fondamentale che ogni donna che abbia subito una violenza sia consapevole che non è sola.

Allegato PDF

Dichiarazione delle Nazioni Unite sull’eliminazione della violenza contro le Donne – Vienna 1993

Data:

25 Novembre 2022