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30 LUGLIO, GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA TRATTA DEGLI ESSERI UMANI

La schiavitù è un fenomeno diffuso in tutti i paesi del mondo, dove purtroppo transita, o vi è destinata, un’enorme schiera di angeli sfortunati.

Le vittime di questo crimine corrispondono ad un numero che supera le 21 mila unità (solo tra quelle censite) secondo l’ultimo rapporto emesso dall’ILO, l’Organizzazione internazionale del lavoro.

Un terzo di questa moltitudine umana, miseramente sfruttata, è rappresentata da minori. In Tanzania, per esempio, i bambini sono preferiti alle donne per espletare mansioni domestiche, in case benestanti private e in strutture turistiche, dove i bambini sono resi schiavi, seppur incoraggiati dai genitori a lavorare. Il “lavoro” rappresenta una buona opportunità di sopravvivenza per tutta la famiglia.

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La tratta dei bambini è una schiavitù sommersa. In Africa orientale e in India, dove si raggiunge il picco dell’indigenza, lo sfruttamento minorile è altissimo. Da un rapporto di Save The Children del 2017, emerge il dato che un bimbo su 4 è vittima di prostituzione, lavoro nero o accattonaggio. Questo esercito invisibile, costituito da bambini perduti, impauriti e senza futuro, viene mandato in strada a praticare queste attività che ledono in maniera indiscussa la dignità umana.

Alcuni secoli addietro, negli Stati Uniti, la tratta degli schiavi era un istituto contemplato dalla legislazione americana. Tale diritto consisteva nell’acquistare uomini in prevalenza africani da assoggettare a schiavitù, spendibili nelle piantagioni di cotone e tabacco, nelle fazende e nelle case padronali.

La schiavitù, di qualsiasi forma, oggi non ha colore e vede uomini, donne e bambini, impiegati in diverse forme di sfruttamento lavorativo o sessuale.

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L’Assemblea Generale dell’Onu ha indetto per il 30 luglio la Giornata internazionale contro la tratta degli esseri umani. Questa ricorrenza vuole essere funzionale a far conoscere in modalità amplificata questa piaga e promuovere la protezione dei diritti dell’uomo. Gli obiettivi dell’agenda 2030, a cui recentemente tutti i governi del mondo hanno aderito, esprimono la necessità di mettere il punto sulla sudditanza dell’essere umano indifeso. L’idea di questa Giornata internazionale nasce da una proposta voluta in particolare dall’Ufficio contro il crimine e la droga. Al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica e sostenere le legislazioni di tutti gli stati del mondo, interviene il Piano dell’Onu, stabilito nel 2010, che esorta tutte le nazioni ad assumere azioni coordinate per debellare questo cancro.

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Una disposizione importante di tale progetto è la creazione di un fondo fiduciario a favore di donne e bambini. Sempre più di frequente siamo costretti a sentir parlare di mercato del sesso, argomento affrontato in maniere marginale dai governi. In realtà, in alcune nazioni il turismo sessuale rappresenta un’entrata primaria nel bilancio. L’epicentro del sesso è nei paesi asiatici, dove il traffico ha inizio a partire degli anni Settanta e il cui commercio include il reclutamento, il trasporto e la vendita di merce umana e lo sfruttamento in locali nei luoghi di turismo internazionale. La preziosa mercanzia serve per approvvigionare i centri di oasi del divertimento di basi militari, laddove il traffico delle donne produce forti incentivi d’incasso, più di ogni altro tipo di illecito. Secondo una stima dell’ONU trentamila donne, negli ultimi anni, sono state oggetto della tratta della vergogna.

Anche papa Francesco è intervenuto per denunciare questa piaga. Il 30 luglio del 2017 si è così espresso: “Sembra che ci siamo abituati a considerare la tratta come un fenomeno normale. Desidero richiamare l’impegno di tutti, affinché questa piaga, aberrante forma di schiavitù moderna, sia adeguatamente contrastata”.

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Data:

30 Luglio 2018