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8 MARZO:UNA DATA STORICA CHE FA RIFLETTERE

L’8 marzo, Giornata internazionale dei diritti della donna, è stata scelta, a livello internazionale, non soltanto per ricordare le conquiste ottenute dalle donne in campo politico, economico e sociale, ma anche per porre l’accento sulle violenze e le discriminazioni di cui sono ancora vittime in tutto il mondo.

Se si guarda alla sola Europa, ad esempio, un’inchiesta condotta di recente dall’Istituto mediterraneo per il giornalismo investigativo di Atene, e ripresa da una nota testata economica nazionale, evidenzia che la Grecia ha registrato il più elevato incremento di femminicidi nel 2021 con un aumento del 187,5%, da 8 casi nel 2020 a 23 nel 2021. Anche la Svezia ha fatto un “salto di quantità” con un aumento del 120% di femminicidi nel 2018 rispetto al 2017, seguita da Estonia e Slovenia con un aumento del 100% rispettivamente nel 2015 e nel 2020. Il confronto tra il 2020, anno della pandemia, e il 2019 mostra che Grecia, Slovenia, Germania e Italia hanno registrato un incremento significativo dei femminicidi.

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I delitti con vittime donne tra luci e ombre

cms_29665/f1.jpgL’ultimo Rapporto del Servizio Analisi Criminale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno del 6 marzo, registra, per il periodo 1 gennaio – 5 marzo 2023, 56 omicidi, con 20 vittime donne, di cui 18 uccise in ambito familiare e di queste 11 per mano del partner/ex partner.

Inoltre, rispetto all’analogo periodo dello scorso anno, il Rapporto registra una flessione nell’andamento generale degli eventi, che da 57 passano a 56, mentre aumenta il numero delle vittime di genere femminile (che passano da 19 a 20). Analizzando l’ambito dei delitti commessi in ambito familiare/affettivo si registra una sostanziale invarianza (25) a cui fa da contraltare l’incremento delle vittime di genere femminile, che da 17 passano a 18. Gli omicidi commessi dal partner o ex partner appaiono in aumento rispetto allo stesso periodo del 2022 (da 11 a 13) mentre il numero delle vittime donne rimane invariato (11). 8 poi sono gli omicidi commessi nel periodo 27 febbraio – 5 marzo 2023 di cui 2 quelli con vittime donne, una delle quali in ambito familiare/affettivo.

In aumento il numero delle chiamate al 1522

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Il Rapporto 2022 dell’ISTAT, relativo agli anni 2020-2021, segnala, tra le novità, che, nel 2020, sono state più di 54mila (54.609 per la precisione) le donne che hanno fatto ricorso almeno una volta ai Centri Antiviolenza pari a 3.964 in più rispetto al 2019. Nel 2021 è stato registrato un incremento del numero di chiamate valide al numero 1522 (in totale 36.036) pari a un +13,7% rispetto al 2020 (31.688). Dal Rapporto emerge anche il numero di pubblica utilità 1522 ha una importante funzione di snodo a livello territoriale per l’attivazione di servizi a supporto delle donne. In particolare nel 2021 il 68,7% delle vittime è stato indirizzato verso un servizio territoriale. Di queste il 90,1% (10.074 chiamate) è stato inviato a un Centro antiviolenza, il 4,4% (492) alle Forze dell’Ordine e l’1,7% (190) alle Case rifugio.

Piano strategico nazionale sulla violenza contro le donne

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Il 21 novembre 2021 è stato adottato il terzo Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne per il biennio 2021-2023. Questo nuovo Piano ha una struttura identica a quella del Piano precedente, 2017-2020, e poggia su quattro pilastri: dalla prevenzione all’assistenza e promozione passando protezione e sostegno, persecuzione dei reati e punizione. Le linee guida sono quelle indicate nella Convenzione di Istanbul, a ciascuna delle quali si ricollegano specifiche priorità.

La legge di bilancio tra economia e spesa sociale

Alla spesa sociale l’ultima manovra economica dell’Italia dedica una buona parte delle risorse disponibili. La legge di bilancio per il 2023, pur adottando un approccio prudente, dato il complesso scenario economico internazionale, riconferma impegni già assunti. Alle misure per compensare le famiglie e le imprese per gli aumenti dei prezzi dell’energia si aggiungono quelle dedicate alla violenza contro le donne e alla parità di genere.

Le misure per la violenza di genere

In attuazione del Piano nazionale d’azione contro la tratta e il grave sfruttamento degli esseri umani, sono destinati 2 milioni di euro per il 2023 e 7 milioni di euro per il 2024 a cui si aggiunge uno stanziamento di fondi a sostegno di progetti contro la violenza sulle donne. Per ciò che riguarda, invece, la violenza domestica e di genere viene poi rifinanziato il Piano strategico nazionale e potenziato il sistema di assistenza e sostegno alle vittime, oltre allo stanziamento di 1 milione e 850mila euro destinato al Fondo per il reddito di libertà delle donne vittime di violenza.

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Fonti (per alcune informazioni):

Rapporto Ministero dell’Interno 8 marzo

Rapporto ISTAT sui Centri antiviolenza

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Data:

9 Marzo 2023