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A cento anni dalla Rivoluzione d’Ottobre

A cento anni dalla Rivoluzione d’Ottobre a San Pietroburgo, il 7 novembre (25 ottobre nel calendario giuliano) tantissima gente ha costituito un affollatissimo corteo composto da numerose delegazioni dei partiti comunisti di tutto il mondo, sventolando le bandiere rosse sulla Piazza Rossa di Mosca. Putin, l’attuale presidente, non ha partecipato alla marcia, alla quale hanno preso parte invece studiosi, ricercatori e nostalgici, oltre a partiti e movimenti politici di diversi Paesi che hanno abbracciato il socialismo tra cui Cina, Corea del Nord, Cuba e Vietnam.

cms_7707/2.jpgMarco Rizzo, segretario del Partito comunista italiano, riferisce di quanto sia attuale il tema della distruzione dell’ambiente, delle guerre e delle diseguaglianze sociali, quasi a voler contrapporre la società socialista al capitalismo e alla globalizzazione. “Dopo il crollo dell’Urss i festeggiamenti sono stati interrotti. Il partito comunista russo – ha detto – continua però a commemorare l’ascesa al potere dei bolscevichi: un fatto storico che adesso divide la società russa. Nella narrativa ufficiale del Cremlino non è più la Rivoluzione bolscevica la festa centrale del calendario laico, ma la vittoria sul nazismo, che si celebra il 9 maggio. Vorrei aggiungere che sabato 11 novembre, a Roma, marcerà il Corteo Nazionale di giovani e lavoratori, che prenderà avvio dal Colosseo”. E’ bene citare, a tal proposito, il nuovo libro del segretario del Partito comunista, intitolato “Urss, a cento anni dalla rivoluzione sovietica, i perché della caduta”, edito da Male Edizioni. Presente alla sfilata di Mosca anche Rifondazione Comunista, con il segretario nazionale MaurizioAcerbo e Marco Consolo, responsabile Esteri del partito. Ma il gruppo più numeroso è stato senza dubbio quello del Partito comunista italiano, guidato da Mauro Alboresi. Infine, il Partito comunista dei lavoratori di Marco Ferrando ha tenuto diverse iniziative in Italia sulla Rivoluzione d’Ottobre.

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Per tutto il mese di novembre sono previste iniziative in memoria del centenario. Alla Fondazione Feltrinelli di Milano è stata messa a punto “1917-2017: una storia europea chiamata rivoluzione”, una mostra dedicata alla Rivoluzione d’Ottobre che si avvale anche del contributo di tre “lezioni” di carattere storico e filosofico. Salvatore Veca, Giulio Giorello e Marcello Flores relazioneranno durante la prima conferenza, dal titolo “Dal Palazzo d’Inverno alla Catalogna.”. A Pisa, sabato 11 novembre, è stato celebrato invece il “Book Festival”, uno speciale tribunale che ha “assolto” Lenin. Il prof. Carpi, docente di storia della letteratura russa all’Orientale di Napoli, riferisce che la Rivoluzione è stata il frutto di un determinato periodo storico, in cui si verificò lo sfruttamento e annientamento del ceto contadino. Già gli zar avevano ridotto alla fame questa classe sociale. Carpi conclude riferendosi alle parole di Indira Gandhi, che esalta la figura di Lenin, sostenendo che sia “giusto assolverlo”.

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A Bologna, al Teatro II Celebrazioni, avrà inizio lunedì 13 novembre il comizio musicale ideato dal musicista e scrittore Massimo Zamboni, intitolato “I soviet + L’elettricità”; spettacolo, questo, che si avvarrà delle parole d’ordine e dei simboli del socialismo.In questi giorni, invece, proprio in occasione del Centenario della Rivoluzione Bolscevica, la International Publishersha realizzato una nuova edizione dell’incredibile opera di Foner: “La Rivoluzione Bolscevica: il suo impatto su radical, liberal e laburisti Americani”. L’introduzione di Gerald Horne, all’edizione del centenario, ha il merito di collocare la rivoluzione – sebbene infine sconfitta – nel contesto storico mondiale.

cms_7707/5.jpgHorne dimostra il legame con un’altra grande rivoluzione, quella di Haiti (1791-1804, ndr). E’ illuminante nel paragonare il ruolo storico dei comunisti sovietici a quello dei rivoluzionari haitiani: questi ultimi hanno provocato “una crisi generale dell’intero sistema schiavista”, mentre i primi hanno segnato “una crisi generale dell’intero sistema capitalista”, ed entrambi hanno “sconvolto il mondo”. Lo storico evidenzia inoltre il diffuso supporto degli afro-americani alla rivoluzione, e osserva come, vista la loro storia di schiavismo prima e di sfruttamento salariale poi, non ci si debba sorprendere che i bolscevichi si siano ispirati ai lavoratori neri degli Stati Uniti.

Data:

13 Novembre 2017