Traduci

A Mattarella la ’Lampada della pace’: “E’ riconoscimento all’Italia”

A Mattarella la ’Lampada della pace’: “E’ riconoscimento all’Italia”

“Interpreto la consegna della Lampada della pace come un riconoscimento all’Italia. Una Repubblica che nel rispetto e nella coerenza con la sua Costituzione ha sempre, costantemente, ricercato la pace”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo alla cerimonia di consegna della ’Lampada della Pace’, per mano del Custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti.

“Lo ha fatto e lo fa con i Paesi vicini, anche dove decenni addietro si avevano scontri ed episodi di crudeltà e sono oggi luoghi d’incontro e di pace, di amicizia e collaborazione attiva per il comune futuro”, ha proseguito Mattarella, sottolineando che “la scelta storica dell’integrazione europea ha consentito al nostro continente per secoli attraversato da guerre, sovente feroci, di porre insieme il futuro dei suoi popoli”. “Questo porre insieme il futuro dei popoli europei è stata ed è una grande costruzione di pace”, ha ricordato il Capo dello Stato.

“C’è bisogno di pace nel mondo e la via, l’unica vera via da seguire, è il dialogo, – ha aggiunto Mattarella – sono passati secoli perché si comprendesse che la strada per la pace é quella del dialogo, del conoscersi, e ancor più in un mondo sempre più interdipendente e dove le distanze sembrano venute meno”. Il presidente ha poi sottolineato che “ve ne è grande bisogno, di pace, in un periodo in cui si assiste a numerosi e gravi conflitti regionali, a contrasti crudeli e scontri a carattere etnico o per motivi pseudoreligiosi, in un periodo in cui rischiano di venire meno i limiti agli armamenti nucleari”.

“C’è bisogno – ha proseguito Mattarella – di grande impegno e grande educazione alla pace. E questa educazione ha un punto di partenza: insieme, conoscersi, rispettarsi, apprezzarsi, operare insieme per il comune progresso”. “Da anni l’Italia svolge una politica attiva per la pace nel mondo – ha sottolineato Mattarella – anche in paesi lontani per promuovere la pace dove non c’è e consolidarla dove esiste. Lo fa con la su azione politica, con la sua attività diplomatica. Con le missioni dei suoi militari in luoghi molto lontani come Timor Est, e luoghi meno distanti come Libano da anni l’Italia ha un’attiva e impegnata politica per la pace nel mondo”. Il capo dello Stato ha ricordato che quest’anno ricorrono 800 anni dal viaggio di Francesco presso il sultano in Egitto, “non fu gesto visionario di un sognatore ma un gesto profetico di chi ha compreso che quello è l’approdo per costruire la pace”.

Per il presidente della Repubblica il messaggio di Francesco per la pace “non era utopia, ma un approdo da costruire con convinzione e determinazione”. La pace è “l’approdo, tanto più quest’oggi che sono passati tanti secoli, è necessario comprendere che la strada per approdare alla pace è il dialogo, in particolare in un mondo così interdipendente e che sono venute meno le distanze tra i continenti, quindi è necessario costruire insieme il futuro il cui vero tessuto è la pace. – ha affermato ancora Mattarella – E vorrei rammentare che la nostra Costuzione non si limita al fondamentale richiamo alla pace tra le nazioni e gli stati, articolo 11, ma dall’articolo 2 a seguire il tessuto stesso della Costituzione, richiama, esorta, sollecita la pace interna al nostro paese. E gli italiani – ha aggiunto – non possono che essere sensibili e attenti a questo tema”.

Il presidente ha parlato di “altro fronte della pace, non potendo dimenticare la stagione drammatica e triste del terrorismo. E ben conoscendo – ha concluso Mattarella – le conseguenze nefaste di lacerazioni profonde. E’ una scelta di grande sagacia quella della nostra Costituzione che disegna in tutta la sua architettura un modello di Paese che si senta comunità di vita”.

Terremoto Mugello, scossa magnitudo 3 a Barberino

Una nuova scossa di terremoto, di magnitudo 3.0, è stata registrata dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alle 17,55 di ieri, con epicentro a 5 km a est di Barberino di Mugello, in provincia di Firenze, la zona che da domenica scorsa è attraversata da uno sciame sismico culminato nel terremoto delle 4,37 di lunedì di magnitudo 4.5 che ha causato danni a molti edifici. La scossa di questo pomeriggio, riferisce l’Ingv, ha avuto una profondità di 8 chilometri, a 27 chilometri da Firenze.

La popolazione di tutti i comuni mugellani ha avvertito la scossa e molte persone si sono riversate in strada. In tanti potrebbero decidere di trascorrere di nuovo la notte nelle strutture già allestite per l’emergenza, dove ieri avevano trovato ricovero 104 persone, un numero che stava gradualmente diminuendo, man mano che le persone potevano rientrare nelle case dopo le verifiche effettuate dai vigili del fuoco e dai tecnici comunali.

Valle D’Aosta avvisi di garanzia , il presidente Fosson si dimette

Il presidente della Regione Valle d’Aosta, Antonio Fosson, si dimette ed è in procinto di spiegare la sua decisione in una conferenza stampa a Palazzo Regionale ad Aosta. Lo avrebbe deciso al termine di una riunione di maggioranza convocata a seguito degli avvisi di garanzia inviati dalla Dda in merito all’inchiesta sul condizionamento delle elezioni regionali del 2018 in Valle d’Aosta da parte della ’ndrangheta.

Insieme a Fosson si sono dimessi anche gli assessori Stefano Borrello e Laurent Vierin.

“Per onorare quel senso di responsabilità politica che ho sempre perseguito e anche per salvaguardare la mia personale dignità profondamente ferita per le infamanti ipotesi che vengono formulate ho deciso di fare un passo indietro e di dare le mie dimissioni dalla carica di presidente della Regione Valle D’Aosta”, ha detto Fosson nel corso di una comunicazione alla stampa. “Questo sottolineando però con forza la mia totale estraneità rispetto ai fatti di cui ho avuto lettura negli ultimi giorni sui giornali”, ha aggiunto.

“Informo anche che in mattinata ho ricevuto comunicazione delle dimissioni da parte dei due assessori, Stefano Borrello e Laurent Viérin, al fine di salvaguardare le Istituzioni e tutelare con la dovuta serenità il loro operato”, ha detto ancora. “Altresì comunico che, anche il Consigliere Luca Bianchi ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di presidente della 5 Commissione Permanente e da Capo gruppo dell’Union Valdôtaine”, ha aggiunto concludendo: “Ringrazio chi mi ha aiutato in quest’anno: il mio Governo, la mia maggioranza, il Consiglio tutto nonché i dirigenti regionali e il personale. E’ stato per me un grande onore essere presidente di questa meravigliosa Regione per la quale ho lavorato con impegno e onestà”.

Il comma 2 della legge prevede che le dimissioni siano comunicate al Consiglio, dal presidente dell’Assemblea e diventino efficaci dalla data di presa d’atto del Consiglio stesso. Fino all’elezione del nuovo presidente della Regione e della nuova Giunta, il governo regionale rimarrà in carica per l’ordinaria amministrazione, fatta salva l’adozione degli atti indifferibili ed urgenti, e la carica di presidente della Regione sarà assunta dal vice presidente.

Le dimissioni di Fosson, Borrello e Vierin saranno discusse lunedì pomeriggio in Consiglio regionale. La questione è stata inserita nell’odg della seduta dalla presidente dell’Assemblea Emily Rini.

Autore:

Data:

15 Dicembre 2019