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ABBIAMO SPENTO LE STELLE

Le stelle. Le particelle di cui si sono sempre nutriti i sogni, sin dall’alba dei tempi. Le stelle che hanno indicato la via agli esploratori, ai navigatori, ai poeti. Osservare le stelle e dare forma al futuro, disegnare con la fantasia i segni zodiacali, Orione il cacciatore, Aldebaran ed i viaggi della musica psichedelica. Si potrebbe pensare che la luce delle stelle dovrebbe arrivare fin dentro le nostre stanze immerse nel buio della notte, ed invece ormai quei raggi, lanciati nello spazio da troppo lontano, si fermano, vengono spenti prima di raggiungere i nostri sguardi, bloccati contro un muro invisibile generato da noi. Sembra impossibile anche solo considerarlo, ma ben un terzo della popolazione mondiale non può vedere la Via Lattea, a causa dell’inquinamento luminoso, della luce artificiale, della nostra tecnologia. A stabilirlo una ricerca dal titolo “New World Atlas of Artificial Night Sky Brightness”, che l’Istil (Istituto di Scienza e Tecnologia dell’Inquinamento Luminoso), ha condotto in collaborazione con altri istituti internazionali e che è stata pubblicata sulla rivista Science Advanced. Chissà come reagirebbero gli italiani se sapessero che il 77% di loro non riesce ad ammirare la propria galassia, quel mare cosmico che ormai possiamo vedere solo attraverso lo schermo di un televisore o di un computer. Le cause sono molteplici, ed ovviamente tutte antropiche, dall’illuminazione pubblica alle luci private, comprese quelle dei veicoli.

Ma c’è di più… la tanto declamata tecnologia a LED consente sì di risparmiare energia elettrica, ma emette più luce blu delle vecchie lampade. La somma è presto tirata: riflettendosi nel cielo, incrementa l’inquinamento luminoso. L’eccesso di illuminazione non risparmia nessuno: i suoi effetti si propagano sull’ambiente e sugli esseri viventi, alterandone gli equilibri, con conseguenze sul metabolismo vegetale, animale e umano. A risentirne, nell’ultimo caso, è la produzione di melatonina che regola il ritmo sonno-veglia. Abbiamo spento le stelle, ma non siamo stati nemmeno in grado di accendere la terra, poiché in Italia e in molti altri paesi, i lampioni pubblici sono puntati verso l’alto e mancanti spesso di cupole rifrangenti. In molti casi il vetro sottostante è piano. Non occorre essere dei matematici per comprendere quanto inoltre si potrebbe risparmiare puntandoli verso il basso.

Così, se l’uomo ha compiuto la divina impresa di portar la luce in ogni antro e abisso, ha sopito il sogno di chi, volgendo il guardo al cielo, vi cercava risposte che hanno la stessa densità dell’infinito.

Basterebbe cambiare qualcosa, smorzare la luce quando non serve. Meno pubblicità che tanto di notte non vede nessuno. Allora torneremmo ad avere ciò che ci serve, il cibo per l’anima.

Chissà dov’è finito Peter Pan, ora che non può più vedere la seconda stella a destra.

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Data:

9 Febbraio 2017