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ABBIATE A CUORE LA VOSTRA FELICITA’

Fate un favore a voi stessi quest’anno, cambiate vita. Cominciate pure dal colore dei calzini, partite dal piccolo per cercare la vostra felicità. Non accontentavi più. Inutile parlare dei soliti buoni propositi che ad ogni vigilia vengono elencati con cura e dedizione, salvo poi perdersi nel corso di poche settimane. Parole buttate al vento se non seguite da fatti concreti. Fiato sprecato. Il punto è che esiste una moltitudine di gente infelice incapace di regalare una svolta alla propria esistenza.

cms_8033/2.jpgLa vedi ad ogni angolo della strada, cammina smarrita e preoccupata a causa di un lavoro che non piace, di un partner che toglie anziché dare, di parenti soffocanti, di colleghi spietati… La lista è lunga, si potrebbe andare avanti per ore. Forse ricordarsi che siamo qui per gioire e non per piangere può aiutare a tirare un sospiro di sollievo. Tuttavia ci vuole altro. Il tempo scorre velocemente, salta come un grillo impaziente. Invece noi spesso dormiamo incuranti, sediamo assopiti su una comoda sedia trastullandoci nella infelicità. La moda di attribuire colpe ad altri è, ormai, l’abitudine di tanti. Si pensi, per fare un esempio, alla situazione della politica attuale. Nessuno crede alla forza della giustizia e della verità, la disonestà pare farla da padrona. La retorica sembra figlia del nostro tempo, le parole viaggiano da una testa all’altra con un talento incredibile. Le azioni, invece, soccombono a causa di una forza maggiore: la pigrizia. Diciamocelo, terminato l’anno, ci si iscrive in palestra, si lascia il/la fidanzato/a senza cuore, si evitano atti volti a fomentare l’ingiustizia comune… Però il tutto dura qualche giorno e, per i fortunati, uno o due mesi. Quando la resistenza cede, si torna alle vecchie abitudini.

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La debolezza dell’uomo risiede nella mancanza di forza di volontà. In fin dei conti, se il desiderio di cambiare parte da un moto interiore irresistibile, allora accade il miracolo. Ecco perché cambiare è dannatamente difficile. Il dolore deve prima sopraffare la realtà, indurci in uno stato di insopportabile sofferenza. Solo lì, scatta qualcosa nella testa. Sicché l’individuo, oltre al piacere, insegue perennemente la sofferenza, quasi fosse un’amica necessaria. Bisogna invece armarsi di pazienza. Occorre spaccarsi la testa contro il muro per ricostruire i cocci. Anziché parlare conviene darsi una mossa, insomma svegliarsi e scaraventare le proprie paure fuori dalla finestra. Si potrebbe addirittura smettere di ascoltare gli altri, tanto per quanto facciate non sarete mai all’altezza delle loro aspettative. Chiudete la porta a ciò che vi blocca, comportatevi in maniera coscienziosa e abbiate a cuore la vostra felicità. Mi raccomando.

Data:

26 Dicembre 2017