Traduci

Abiy Ahmed: la nuova icona dell’Africa riformista

In poco più di 100 giorni di governo, il premier etiope Abiy Ahmed sta cambiando il volto del suo Paese a trecentosessanta gradi: dal punto di vista sociale, economico e dei rapporti diplomatici. Una vera e propria rivoluzione politica, spinta dalla voglia di cambiamento e superamento radicale del trentennio precedente. Il passato recente dell’Etiopia, caratterizzato da forte instabilità sociale, insurrezioni da parte degli oppositori politici, proteste, omicidi, censure alla libertà di stampa e tensioni etniche, sembra ormai essere solo un lontano ricordo. L’Etiopia sta cambiando velocemente, grazie all’azione riformatrice, dentro e fuori, messa in campo da Abiy Ahmed, che con i suoi 41 anni è il più giovane leader politico africano.

cms_9906/2.jpg

Nei primi interventi politici, durante i primi 100 giorni di governo, Ahmed ha posto le basi per l’affermazione di una nuova democrazia pluralista. Ha di fatto abbandonato il monopolio dello Stato in molti settori chiave dell’economia, come aviazione e telecomunicazioni. Ha inoltre liberato molti giornalisti e oppositori politici reclusi nelle carceri di Stato, affermando l’importanza di una nuova democrazia multipartitica con maggiore libertà d’espressione e d’opposizione. Grandi cambiamenti hanno interessato anche il fronte della politica estera: il giovane premier riformatore ha accettato l’accordo di pace con l’Eritrea del 2000, superando definitivamente un conflitto che durava da circa 20 anni. È stata riaperta l’ambasciata di Addis Abeba nel territorio del Paese e le relazioni tra Eritrea ed Etiopia sono in fase di normalizzazione, con l’apertura di voli civili e commerciali che saranno fondamentali per uno nuovo sviluppo economico e sociale dei due Paesi.

cms_9906/3.jpg

Abiy non si è impegnato solo per la Pace del suo Paese, ma sta diventando un’importante figura politica riformista e portatrice di pace anche per altri stati africani. Ha infatti presieduto l’incontro tra il presidente del Sud Sudan Salva Kiir e il suo rivale Riek Machar, in lotta da più di 5 anni, in una guerra civile tra le più aspre e dure in Africa, che ha portato alla morte migliaia di persone e messo in fuga milioni di cittadini. Il giovane premier sta diventato una vera e propria icona politica dell’Africa anche dal punto di vista mediatico. Le sue immagini sono diventate popolarissime in Etiopia e in tutta l’Africa. Non solo quella col il presidente eritreo Afwert, ma anche quella con Sophia, il robot umanoide, o l’immagine della partecipazione a un evento pubblico con la maglietta con su scritta la frase di Nelson Mandela: “Nessuno è libero finché l’ultimo non sarà libero”.

cms_9906/4.jpg

Inoltre, questi 100 giorni di governo hanno rappresentato una svolta epocale anche dal punto di vista della pacificazione religiosa: il giovane premier ha contribuito a porre fine alla divisione della Chiesa ortodossa etiope dopo quasi 30 anni. Sta nascendo in Africa una nuova primavera dei diritti e della pace grazie all’opera di Abiy Ahmed, che potrebbe nei prossimi anni diventare un elemento politico determinante anche nei rapporti globali tra il continente Africano, l’Europa e il resto del mondo. Abiy può diventare un portatore di pace e di nuovi diritti che possono solo avvicinare i popoli, abbattere le barriere che ci dividono, consentire sviluppo economico e futuro per le nuove generazioni di africani e aiutare i governanti di tutto il mondo a concepire la politica come edificatrice di ponti che uniscono al di là delle differenze che dividono.

Data:

7 Agosto 2018