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Abolizione vitalizi, via libera dalla Camera

cms_6822/camera.jpgLa Camera ha approvato con 348 sì, 17 no e 28 astenuti la proposta di legge Richetti “in materia di abolizione dei vitalizi e nuova disciplina dei trattamenti pensionistici dei membri del Parlamento e dei consiglieri regionali”.

Non più vitalizi per i parlamentari ma pensioni calcolate con il metodo contributivo. Questo il filo conduttore della proposta di legge approvata dalla Camera che ora passa all’esame del Senato e che disciplina con legge ciò che finora è regolato autonomamente dalle Camere. Il nuovo modello, già in vigore, basato interamente sul sistema contributivo e non più su quello retributivo, prevede inoltre, ed è questa l’altra novità, il ricalcolo degli assegni già percepiti, i cosiddetti vitalizi per l’appunto.

I contributi previdenziali saranno trattenuti d’ufficio sull’indennità parlamentare. Qualora i parlamentari optino per il trattamento economico in godimento presso l’amministrazione di appartenenza, in luogo dell’indennità parlamentare, potranno chiedere di essere ammessi al versamento di contributi, allo scopo di ottenere la valutazione del mandato parlamentare ai fini previdenziali. In tal caso, le trattenute si effettuano sulle competenze accessorie.

Verranno rideterminati, da parte delle Camere, tutti gli assegni vitalizi e le pensioni attualmente erogate in modo da adeguarle alle nuove norme introdotte dal provvedimento. L’importo risultante dalla rideterminazione non può essere superiore a quello del trattamento già percepito al momento dell’entrata in vigore della nuova legge.

Per quanto riguarda la decorrenza del trattamento, è richiesto il raggiungimento di un’età pari a quella prevista per l’accesso alla pensione di vecchiaia dei lavoratori e delle lavoratrici dipendenti stabilita dalla legge Fornero. Per i parlamentari che esercitano o hanno esercitato il mandato alla data di entrata in vigore della nuova legge, si applicano i requisiti anagrafici vigenti, in base alle determinazioni delle Camere, a quella data.

Attualmente il parlamentare per ottenere l’assegno pensionistico deve aver svolto il mandato parlamentare per almeno 5 anni e aver compiuto 65 anni di età. Per ogni anno di mandato oltre il quinto, il requisito anagrafico è diminuito di un anno sino al minimo inderogabile di 60 anni.

Il nuovo sistema previdenziale è esteso entro 6 mesi anche alle Regioni (quelle a statuto speciale e le Province autonome si adeguano conformemente ai loro statuti).

A votare a favore sono stati il Pd, M5S, Lega, Fdi, Sinistra italiana e Scelta civica. Voto contrario da Ap, mentre Mdp si è astenuto. Forza Italia, infine, non ha partecipato al voto, restando in Aula.

A presiedere la seduta la presidente Laura Boldrini, che ha letto i risultato del voto, tra gli applausi di molti dei parlamentari presenti. Ora il provvedimento passa al Senato.

In giornata, la Camera ha detto no all’emendamento a firma di Luigi Di Maio, per introdurre la legge Fornero per tutti i parlamentari, non solo dalla prossima legislatura.

Fincantieri, scontro Roma-Parigi su Stx

cms_6822/Fincantieri_Fg.jpgE’ battaglia Italia-Francia: le tensioni con Parigi sull’intesa per il controllo di Stx France pesano sul titolo Fincantieri che cede sulla Borsa di Milano il 10% a 0,945 euro.

Il ministro dell’economia francese Bruno Le Maire ha dichiarato di preferire “soluzioni uguali, al 50 e 50” per Stx France, la società a monte dei cantieri Saint Nazaire, attivi nella produzione di portaerei e navi da crociera. In cambio, Le Maire avrebbe prospettato all’Italia di accrescere la cooperazione in campo navale militare. Un’offerta che non riscuote consensi: Fincantieri ha rilevato lo scorso aprile il 66,67% di Stx France dagli azionisti sudcoreani, Stx Offshore&Shipbuilding finiti in amministrazione straordinaria, con un investimento di 79,5 milioni di euro.

L’obiettivo dell’acquisizione di Stx “è industriale e non politico”, spiega l’amministratore delegato del gruppo navalmeccanico, Giuseppe Bono, nel corso della presentazione agli analisti dei risultati del primo semestre che si è chiuso con un risultato positivo di 11 milioni, in aumento di 6 milioni rispetto al primo semestre 2016. In questa operazione, “abbiamo il pieno sostegno del nostro governo”, aggiunge.

“Siamo fiduciosi che l’accordo sarà raggiunto. Siamo ancora nella fase di negoziazioni con lo Stato francese per la definizione della struttura della futura governance in Stx France con nuove posizioni dopo le elezioni in Francia”, evidenzia il numero uno del gruppo. Parigi però avrebbe ancora la carta per rovesciare il tavolo: l’operazione era stata concertata con Parigi quando all’Eliseo c’era Francois Hollande. Entro sabato 29 luglio il governo targato Macron potrebbe tecnicamente esercitare la prelazione – con un costo economico altissimo – con cui nazionalizzare i cantieri Saint Nazaire.

Non abbiamo nessuna intenzione di andare avanti se non ci sono le condizioni”, afferma dal canto suo il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda. Parlando a margine di una conferenza stampa il ministro ricorda che “è stato firmato un accordo” dal precedente governo francese, che “contiene alcune condizioni fondamentali” per la realizzazione del progetto da parte di Fincantieri. Condizioni che sono, sottolinea Calenda, conosciute anche all’attuale governo. Secondo il ministro questo è “un buon test per capire se chi parla di europeismo e valori liberali poi li applica”.

Il ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan prende atto con rammarico dell’orientamento del governo francese ad esercitare il diritto di prelazione su STX. A esprimerlo è il titolare del dicastero di Via XX Settembre in una nota. ’’L’attuale esecutivo francese ha deciso di cancellare accordi già presi sulla presenza di Fincantieri nella compagine sociale di STX – dichiara il ministro Padoan – Abbiamo dato la nostra disponibilità ad ascoltare le esigenze del nuovo governo, ma non c’è nessun motivo – evidenzia – per cui Fincantieri debba rinunciare alla maggioranza e al controllo della società francese’’.

Attacco hacker a 400mila clienti Unicredit

cms_6822/unicredit_fg.jpgUniCredit comunica di aver subito una “intrusione informatica” in Italia con accesso non autorizzato a dati di clienti italiani relativi solo a prestiti personali. Tale accesso “è avvenuto attraverso un partner commerciale esterno italiano”.

Secondo le risultanze della banca, una prima violazione sembra essere avvenuta nei mesi di settembre e ottobre 2016, mentre è stata appena individuata una seconda intrusione avvenuta nei mesi di giugno e luglio 2017. Si ritiene che nei due periodi siano stati violati i dati di circa 400.000 clienti in Italia.

La banca precisa “che non è stato acquisito nessun dato, quali le password, che possa consentire l’accesso ai conti dei clienti o che permetta transazioni non autorizzate. Potrebbe invece essere avvenuto l’accesso ad alcuni dati anagrafici e ai codici Iban. UniCredit ha informato le autorità competenti ed ha avviato uno specifico audit sul tema”. In mattinata, formalizzerà un esposto in procura a Milano. La banca “ha inoltre immediatamente adottato tutte le azioni necessarie volte ad impedire il ripetersi di tale intrusione informatica”.

UniCredit mette a disposizione il numero verde dedicato 800 323285 per i clienti che desiderino ulteriori informazioni. Il personale della propria filiale di riferimento è a disposizione per qualsiasi ulteriore informazione. La banca contatterà i clienti interessati mediante canali di comunicazione specifici. Per ragioni di sicurezza non verranno utilizzate la posta elettronica o le telefonate dirette. “La tutela e la sicurezza dei dati dei propri clienti sono per UniCredit una assoluta priorità e nell’ambito del recente piano industriale Transform 2019 il gruppo sta investendo 2,3 miliardi di euro per rafforzare e rendere sempre più efficaci i propri sistemi informatici”.

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27 Luglio 2017