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Abusi, Papa: “Vergogna e pentimento”

Abusi, Papa: “Vergogna e pentimento”

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Con vergogna e pentimento, come comunità ecclesiale, ammettiamo che non abbiamo saputo stare dove dovevamo stare, che non abbiamo agito in temporiconoscendo la dimensione e la gravità del danno che si stava causando in tante vite. Abbiamo trascurato e abbandonato i piccoli”. Così Papa Francesco sulla pedofilia in una Lettera al Popolo di Dio.

Scrive Bergoglio: “Il dolore di queste vittime è un lamento che sale al cielo, che tocca l’anima e che per molto tempo è stato ignorato, nascosto o messo a tacere“. “Ma il suo grido – rimarca Francesco – è stato più forte di tutte le misure che hanno cercato di farlo tacere o, anche, hanno preteso di risolverlo con decisioni che ne hanno accresciuto la gravità cadendo nella complicità. Grido che il Signore – aggiunge il Papa – ha ascoltato facendoci vedere, ancora una volta, da che parte vuole stare”.

“Negli ultimi giorni – spiega il Papa – è stato pubblicato un rapporto in cui si descrive l’esperienza di almeno mille persone che sono state vittime di abusi sessuali, di potere e di coscienza per mano di sacerdoti, in un arco di circa settant’anni. Benché si possa dire che la maggior parte dei casi riguarda il passato, tuttavia, col passare del tempo abbiamo conosciuto il dolore di molte delle vittime e constatiamo che le ferite non spariscono mai e ci obbligano a condannare con forza queste atrocità, come pure a concentrare gli sforzi per sradicare questa cultura di morte; le ferite non vanno mai prescritte”. “Proviamo vergogna – afferma Francesco – quando ci accorgiamo che il nostro stile di vita ha smentito e smentisce ciò che recitiamo con la nostra voce”.

Addio Troika, la Grecia riparte

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La Grecia oggi termina oggi il terzo e ultimo piano di salvataggio, ponendo fine ad otto anni di aiuti finanziari da Unione Europea e FMI per far uscire il paese dalla crisi del debito. Non ci si attendono celebrazioni, anche se il primo ministro Alexis Tsipras per l’occasione farà un discorso molto atteso.

Nel 2015, la Grecia e i suoi creditori europei hanno accettato di pagare 86 miliardi di euro nell’ambito del meccanismo europeo di stabilità. A seguito di un tracollo finanziario nel 2010, i creditori internazionali, compreso il Fondo Monetario Internazionale, hanno fornito complessivamente 289 miliardi di euro di credito. Ma la Grecia ha pagato con severe misure di austerità, che hanno portato il reddito medio greco a diminuire di un quarto.

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Dopo la crisi, il prodotto interno lordo del Paese è passato da 354 miliardi di dollari nel 2008 a 194 miliardi nel 2016. I mercati finanziari nei prossimi mesi decideranno quale sarà la fine del programma di salvataggio finale. Come sicurezza, Atene ha una riserva di capitale di 25 miliardi di euro, il che significa che può coprire i prossimi due anni, indipendentemente da come i tassi di interesse influenzeranno i rimborsi dei prestiti.

Salvini: “Francesi arroganti colonialisti”

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“I francesi continuano a intromettersi per interessi economici nazionali e per semplice egoismo. Hanno fatto disastri ai tempi di Gheddafi e stanno provando adesso con Macron a portare avanti la stessa linea, fissando date delle elezioni senza coinvolgere nessuno”. Lo dice il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in un’intervista a ’Il Giornale’, a proposito della situazione in Libia.

“Noi – aggiunge – ci stiamo affidando all’Onu, l’incontro con Trump è affidato all’Italia. Vogliamo accompagnare i libici che però devono essere gli unici che devono decidere su come e quando votare. Dire in un Paese ancora diviso e bombardato ’si vota il 10 dicembre’ è una cosa grave, pericolosa, da arroganti colonialisti quali i ministri francesi son rimasti”.

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21 Agosto 2018