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AD ACIREALE PARTITA DURA, MA ALLA FINE VINCE IL BARI (1-3)

Dopo la schiacciante vittoria casalinga contro il Locri, il Bari al termine di una vera e propria battaglia supera in trasferta anche l’Acireale (3-1) e accenna ad un primo tentativo di fuga portando a cinque punti il distacco dalla seconda. Il successo dei biancorossi è stato chiaro ed evidente e i meriti ci sono tutti. Una gara dominata e giocata con determinazione, forza e intensità dai ragazzi di Cornacchini ancora imbattuti e sempre più soli al comando della classifica. L’Acireale, invece, pur giocando davanti al proprio pubblico e con una gara condotta ai limiti dell’agonismo, ha dovuto cedere le armi al più forte avversario e perdere, così, la sua prima partita stagionale allo Stadio “Tupparello”

LA PARTITA

Con il consueto 4-3-3, il tecnico dell’Acireale, Carlo Breve, manda in campo: Biondi, Iannò, Gambuzza, Campanaro, Talotta (76’, Manfrè); Savonarola, Aprile (55’, Tramonte) Russo; Leotta Bellomonte e Madonia. Giovanni Cornacchini, invece, conferma modulo (4-2-3-1) e l’undici già schierato in partenza contro il Locri: Marfella; Turi, Mattera, Di Cesare, Nannini; Hamlili (80’, Feola), Bolzoni; Piovanello (67’, Langella); Brienza, Floriano (58’, Simeri); Pozzebon.

Un primo tempo e soprattutto un avvio non facile da gestire per il Bari sotto l’aspetto nervoso con la squadra di casa che prova a infastidire gli ospiti con giocate spigolose e in taluni casi sembrate al limite della correttezza sportiva. Cadono nella trappola i biancorossi e così arrivano tre cartellini gialli (nei primi dieci minuti) due dei quali all’indirizzo della squadra barese. Nonostante ciò il Bari non si fa intimorire e prova a fare la partita. Gioca palla a terra provando ad innescare gli avanti biancorossi. I risultati si vedono perché Mattera si invola sulla sinistra e mette in area una palla che Pozzebon (13’) deve solo spingere in rete. Il Bari è padrone del campo e qualche minuto dopo Floriano (17’ e 26’) va vicino al raddoppio, ma Biondi sventa la minaccia con un paio di uscite tempestive. Tuttavia l’Acireale, al primo tiro in porta, pareggia con Leotta (30’) complice una disattenzione di Nannini. L’attaccante siciliano supera il difensore biancorosso, entra in area e da posizione defilata batte Marfella. In pieno recupero ci prova ancora Leotta (91’), ma il suo sinistro termina fuori sul palo più lontano. Nella ripresa il copione non cambia e Bari subito pericoloso. Hamlili entra in area e serve Piovanello (58’) che in corsa colpisce clamorosamente il palo alla destra del portiere Biondi.

cms_10749/2.jpgMa il gol del vantaggio è solo rimandato perché Simeri (61’), su perfetto assist di Brienza, mette comodamente in rete. Festeggiano i circa 200 super tifosi biancorossi sugli spalti, ma la tensione in campo non cenna a diminuire e aumentano i cartellini gialli da una parte e dall’altra. Tuttavia ne fa le spese soprattutto il Bari che si vede espellere prima Pozzebon (65’) per una gomitata ai danni di Gambuzza e poco dopo Mattera (73’) punito con un rosso diretto per un fallo ai limiti dell’area su Leotta, lanciato a rete dopo un altro errore in fase difensiva di Nannini. Il Bari, così, resta in nove, ma reagisce e trova addirittura la terza rete con Langella (76’) che, ben lanciato da Simeri, entra in area e fulmina il portiere acese con preciso rasoterra. Sul finale però Madonia (90’) potrebbe riaccendere la gara, ma l’errore dal dischetto annulla definitivamente anche le residue speranze dei padroni di casa.

ANALISI E COMMENTI

Il Bari, dunque, vince e convince. Urla la propria forza a denti stretti e a suon di muscoli. Soprattutto sembra aver ritrovato la convinzione dei giorni migliori. Non era facile vincere ad Acireale, contro una squadra ostica e su un campo in condizioni davvero pessime. In tal senso va elogiato il Bari che ha superato un altro importante test adattandosi brillantemente al campo e giocando (o almeno provandoci) a calcio come può e sa fare. Ma l’altro aspetto positivo (oltre al risultato) è che nella prima vera battaglia di questo campionato il Bari ne viene fuori vincente.

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“Sapevamo che sarebbe stata una battaglia – ha dichiarato un soddisfatto Cornacchini al termine della gara – e così è stato. Una partita tosta giocata con delle trame valide. Abbiamo vinto e meritatamente, ma sono contento soprattutto dell’approccio giusto e tosto della squadra. Iniziamo ad essere una squadra vera. Sono stati bravi tutti. Rimanere in 9 non era facile, ma non abbiamo rischiato nulla. I cambi hanno fatto la differenza, ma guai se non fosse così. L’espulsione di Pozzebon? Poteva evitarla. Ci sono stati dei miglioramenti è indubbio, ma il campionato è lungo e bisogna soffrire ancora tanto”.

In effetti ha stupito l’atteggiamento tosto della squadra barese che ha saputo mescolare grinta e qualità in una partita dai toni fortemente accesi e portare a casa il risultato. A tal proposito non si può non evidenziare la prova di Brienza che ha saputo gestire bene il pallone anche su questo campo, fornire l’assist per Simeri e mantenere i nervi saldi per tutto il tempo, a differenza di qualche suo compagno di squadra. Ecco una delle note negative. Mantenere i nervi saldi in questi casi sarebbe auspicabile anche perché non sempre si può vincere con due uomini in meno. Ma il calcio in serie D è anche questo e non è sempre facile reagire bene. Dispiace, infine, per la giornata non proprio positiva di Nannini (che aveva ben figurato fino a questo momento) soprattutto nella fase difensiva, avendo causato il gol del pareggio acese e l’espulsione di Mattera. Detto ciò, aver vinto su questo campo e con questa determinazione impreziosisce la vittoria che dimostra come la squadra biancorossa si stia calando sempre più in questa categoria.

Il Bari, intanto, alla luce dei risultati dell’ottava giornata di campionato, allunga e consolida il primo posto con 20 punti davanti alla Nocerina (15), Gela e Locri (14).

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4 Novembre 2018