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AGGIUSTARE IL MONDO – La vita, il processo e l’eredità dell’hacker Aaron Swartz

Aaron adorava i libri, già da piccolo amava non solo leggerli, ma anche metterli a posto, organizzarli secondo logiche sempre diverse, trovare collegamenti e connessioni.

Aaron amava i libri, amava studiare e soprattutto imparare cose nuove.

Ma la scuola proprio non gli piaceva, si sentiva ingabbiato, poco capito e poco stimolato.

Aaron era un genio.

cms_33399/hacker_Aaron_Swartz.jpegA tre anni già sapeva usare il computer.

A 12 creava un’enciclopedia on line che chiunque poteva modificare. Era il 1999, Wikipedia sarà fondata solo due anni dopo.

A 14 anni Aaron lavorava con Tim Berners Lee, il padre del web. Ed era preso sul serio, perché era incredibilmente bravo.

A 16 collaborava con Lawrence Lessig per sviluppare la licenza Creative Commons, per facilitare l’accesso e la condivisione delle opere intellettuali. Ecco, quello era l’obiettivo di Aaron: condividere idee, informazioni e conoscenza, in modo da poter veramente cambiare e migliorare la vita delle persone.

Un sognatore, un’idealista.

Un genio dell’informatica che non voleva diventare l’ennesimo miliardario di Silicon Valley, anche se per un po’, grazie alla creazione di Reddit, lo era diventato. Ma non era felice: Aaron non voleva diventare ricco, lui voleva cambiare il mondo, o almeno aggiustarlo un po’. Per questo sognava un giorno di entrare in politica.

E invece Aaron finisce sotto indagine, considerato un criminale informatico, perché nel suo sogno di rendere la cultura e il sapere liberi, Aaron scarica 450.000 articoli dalla banca dati JSTOR. Articoli scientifici accessibili a pagamento, quindi potenzialmente un danno economico.

In realtà non li divulga. E infatti JSTOR decide di non procedere legalmente contro di lui. Solo che ormai le cose erano precipitate e Aaron viene accusato di aver violato norme federali e nel 2011 viene arrestato. Con 13 capi di accusa rischia fino a sette anni di carcere.

Seguono anni durissimi, sotto accusa come un pericoloso criminale, in tensione aspettando il processo.

Ma l’11 gennaio 2013 Aaron, a soli 27 anni, si è tolto la vita.

Comunque la si voglia pensare, il mondo ha perso una mente brillante, un sognatore che ha usato il suo talento e le sue straordinarie qualità non per arricchirsi, ma per rendere accessibile la conoscenza, perché se l’informazione è potere, è giusto che non rimanga nelle mani di pochi privilegiati.

Un ragazzo che voleva provare ad “aggiustare il mondo”.

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Su Aaron Swartz c’è il bel libro di Giovanni Ziccardi, “Aggiustare il mondo. La vita, il processo e l’eredità dell’hacker Aaron Swartz”, 2022)

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Data:

4 Febbraio 2024