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AL “BERNABEU” L’ITALIA AFFONDA (3-0). ORA, PER GLI AZZURRI, SI PROSPETTANO I PLAY-OFF

A volte ritornano”, recitava il titolo di un vecchio film di Tom McLoughlin del ‘91. Ed è proprio quello che è accaduto alla nazionale azzurra di Giampiero Ventura.

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Dopo ben 35 anni, infatti, l’Italia rivede il “Santiago Bernabeu” di Madrid, uno stadio che, nel 1982, consacrò gli azzurri, per la terza volta, Campioni del Mondo.

Ma l’epilogo, questa volta, è stato piuttosto amaro. Ci voleva l’impresa per poter ribaltare il pronostico, ma così non è stato. L’Italia, infatti, sconfitta malamente per 3-0 dalla Spagna, dice quasi certamente addio alla possibilità di una qualificazione diretta alla fase finale dei campionati mondiali di Russia 2018. La Spagna è stata nettamente superiore e ha meritato la vittoria e il primato nel girone (19 punti). Alla squadra azzurra (16 p.), invece, non rimane che sperare negli eventuali spareggi a cui, secondo i nuovi regolamenti, potranno accedervi le migliori 8 seconde. Successivamente, da questi play-off verranno fuori i nomi delle 4 squadre che affiancheranno le prime 9 (già qualificate) di ogni girone.

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La partita – Il C.T. della Spagna, Lopetegui, con il 4-3-3, manda in campo: De Gea; Carvajal, Ramos, Piqué, Jordi Alba; Koke, Busquets, Iniesta (Morata 71’); Assenzio (Saul 77’), Silva e Isco (Villa 88’). Il CT della nazionale italiana, Giampiero Ventura, invece, conferma il 4-2-4 e schiera: Buffon; Darmian, Barzagli, Bonucci, Spinazzola; De Rossi, Verratti; Insigne, Candreva (Bernardeschi 70’), Belotti (Eder 70’) e Immobile (Gabbiadini 80’).

Come prevedibile, incitata dal proprio pubblico, parte decisamente meglio la Spagna. Da subito aggressiva, la squadra di casa si fa apprezzare per velocità di palleggio e pressing alto, mentre l’Italia non riesce ad uscire dalla propria metà campo. Così, già al 13’, la Roja si ritrova in vantaggio con Isco, direttamente su calcio di punizione. Gli azzurri, in difficoltà a centrocampo, sono costretti a subire le giocate e il palleggio prolungato degli spagnoli. Poche palle giocabili per gli attaccanti italiani che si fanno notare di più nella fase difensiva. Tuttavia, al 21’, arriva il primo tiro dell’Italia, nello specchio della porta spagnola. Belotti (su perfetto cross di Darmian dalla destra) con uno splendido colpo di testa costringe De Gea ad un volo miracoloso. Ma è l’unico lampo azzurro del primo tempo. Così, al 40’, giunge, inevitabile, il raddoppio di Isco (doppietta per lui), con un tiro dalla distanza.

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In avvio di ripresa, l’Italia prova ad impensierire gli spagnoli con Insigne, ma è bravo il portiere a respingere la sfera. Poi è la volta di Belotti, ma la palla finisce fuori. Rispondono gli spagnoli a metà ripresa con Asensio, ma il tiro non è preciso. Al 67’, da segnalare una grande parata di Buffon su Carvajal. L’Italia non c’è. Così, gli spagnoli riprendono campo e, al 77’, chiudono definitivamente il match con un gol di Morata. Poi, fortunatamente per l’Italia, giunge il triplice fischio finale dell’Arbitro olandese, Björn Kuipers, che chiude le ostilità.

Non era una gara facile per l’Italia che aveva l’obbligo di vincere per poter passare al primo posto e sperare nella qualificazione diretta. Ma una prestazione così incolore non era preventivabile.

cms_7108/5.jpgC’è in generale una differenza di condizione e qualità tra noi e loro – dichiara uno sconsolato Ventura – e poi noi ci abbiamo messo del nostro. Abbiamo sbagliato alcune cose. Loro, al primo tiro in porta, hanno fatto gol mentre il loro portiere ha fatto tre importanti parate che ci hanno impedito di rientrare in gara. Non credo che una sola partita possa incidere sull’autostima o cancellare quanto di buono fatto fino ad ora. Questa partita ci serve per fare esperienza e migliorarci”.

L’Italia, così, si ferma dopo 56 risultati utili consecutivi in gare di qualificazione mondiale ed europea, mentre nelle 40 sfide tra le due nazionali regna, ora, assoluta parità con 13 vittorie ciascuna e 14 pareggi.

(Foto di Antonio Pinto -ringraziamo)

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Data:

3 Settembre 2017