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Al via il processo di canonizzazione di Natuzza

La notizia che i tantissimi devoti di Natuzza Evolo attendevano è arrivata: è iniziato il processo di canonizzazione della mistica calabrese. Ad annunciarlo, Monsignor Luigi Renzo, Vescovo della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, che ha celebrato, nella frazione Paravati di Mileto, nel Vibonese, la messa celebrativa del quinto anniversario della morte di Natuzza.

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Nell’occasione, il Vescovo ha spiegato che, allo scopo, è stato nominato il Postulatore della causa, nella persona di don Enzo Gabrieli, Presbitero dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano della diocesi di Cosenza. Grande la commozione e scrosciante l’applauso delle circa diecimila persone giunte all’alba nella frazione Paravati con autobus provenienti da tutta la Calabria, dalle regioni limitrofe e da altre località italiane, per assistere alla messa nella spianata della Villa della Gioia, il complesso architettonico a sfondo religioso e assistenziale la cui costruzione è iniziata per volere della stessa Natuzza.

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La cui tomba, all’interno della cappella della fondazione “Cuore immacolato di Maria rifugio delle anime”, è stata aperta per permettere ai fedeli di visitarla e nel contempo formulare in raccoglimento le proprie preghiere. La pratica di canonizzazione ha ottenuto il via libera dalla Conferenza episcopale calabrese l’8 ottobre ultimo scorso, come prescritto dal Diritto canonico. L’iter per portare avanti la causa sarà svolto a tamburo battente, tanto che già nei prossimi giorni, sarà inviata alla Congregazione delle cause dei Santi, in Vaticano, la richiesta di autorizzazione formale. Durante la messa è stata letta anche la supplica alla Madonna scritta dalla stessa Natuzza Evolo prima di morire, con l’esortazione a pregare.

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Morta il primo novembre 2009 a Paravati, frazione di Mileto dove ha sempre vissuto dal giorno della nascita, il 23 agosto del 1924, Natuzza era nota come la mistica delle stimmate per la sua capacità di “dialogare” con la Madonna e con i morti e per quelle ferite sanguinanti che le comparivano nel periodo della Quaresima, un mistero che non ha mai trovato alcuna spiegazione scientifica. Quei segni comparvero per la prima volta quando Natuzza aveva dieci anni. Da quel momento l’analfabeta Natuzza divenne il centro di un culto autentico. In tanti si rivolgevano a lei per avere notizie dei parenti defunti e tra le capacità attribuite alla “mistica di Paravati” c’era la bilocazione, quella di trovarsi in due posti diversi contemporaneamente.

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Data:

8 Novembre 2014