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“ALDO MORO: LA VERITA’ NEGATA”

A 40 anni dall’eccidio di via Fani, il libro di Gero Grassi sul caso Moro offre un contributo di verità. In poco più di 230 pagine, edite dalla Pegasus Edizioni, il giornalista-scrittore terlizzese, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera dei Deputati e componente della seconda Commissione sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro nella scorsa legislatura, contribuisce a far luce sul sequestro e sull’assassinio dello statista pugliese, avvenuti quarant’anni fa ad opera delle Brigate Rosse.

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Aldo Moro: la verità negata” è il titolo del volume che l’on. Gero Grassi ha pubblicato al termine della scorsa legislatura e dei lavori della Commissione Moro II. Il tutto con le prefazioni di Maria Fida Moro, primogenita di Aldo Moro, di Giuseppe Fioroni, presidente della Commissione Moro II, dell’ex fondatore delle Brigate Rosse Alberto Franceschini e del presidente del Gruppo Pd alla Camera Ettore Rosato. Pubblicati, inoltre, importanti scritti inediti di Giulio Andreotti, Alberto Franceschini, Leonardo Sciascia e Martin Schulz.

Nel libro sul caso Moro, il deputato terlizzese propone tutto il lavoro svolto dal 2013 al 2018 dalla Commissione Moro II per la ricerca della verità sull’eccidio di via Fani, in cui il 16 marzo del 1978 furono barbaramente assassinati i componenti della scorta dello statista salentino Domenico Ricci, Oreste Leonardi, Raffaele Iozzino, Francesco Zizzi e Giulio Rivera. Un lavoro faticoso, caratterizzato dallo studio di un enorme archivio di documenti pubblici e privati ed articoli giornalistici dell’epoca, messi a disposizione da Maria Fida e Luca Moro. “La verità – scrive Grassi – è quella che emerge dalle indagini ed è suffragata da prove certe”. Prima della Commissione Moro II, infatti, la verità che si conosceva sul caso Moro era tutta rilevata dal Memoriale Faranda-Morucci. Nella terza Relazione Moro, approvata dalla Camera dei Deputati il 13 dicembre 2017, si dice, invece, che “emerge un particolare rapporto di Morucci con apparati dello Stato e figure istituzionali, con i quali si avviò nel corso degli anni ’80 una forma di interlocuzione, in un sovrapporsi di piani tra la vicenda criminale e quelle politico-giudiziarie. Ciò favorì un processo di rielaborazione a posteriori della vicenda Moro, che costituisce un grande problema politico-culturale aperto, perché per molti aspetti si tradusse in una sorta di negoziato di cui l’opinione pubblica fu tenuta sostanzialmente all’oscuro”.

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La documentazione e le novità prodotte dal certosino lavoro della Commissione d’inchiesta restituiscono ad Aldo Moro “un grande spessore politico e intellettuale, facendo emergere il suo martirio laico, nel quale si evidenziarono le sue qualità di statista e cristiano”. Parole di chiusura della terza relazione sul Caso Moro, la cui verità è stata raccontata dall’on. Gero Grassi anche in più di cinquecento incontri organizzati in tutta Italia e non ancora terminati. “Il rapimento – sottolinea Grassi – dimostra quanto Moro non fosse un uomo da abbattere, ma da distruggere”.

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Data:

11 Aprile 2018