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Alfano: “Torrisi non rappresenta Ap”. Lui: “Non me ne vado”

cms_5962/Alfano_serio_Fg-k78E--1280x960@Web.jpgPrendo atto della scelta del senatore Torrisi. Amen. Ha scelto la sua strada. La nostra è diversa: il senatore Torrisi non rappresenta Ap al vertice della commissione Affari costituzionali”. Così il presidente di Alternativa Popolare, Angelino Alfano.Torrisi però non molla. ’’Il gruppo di Alternativa Popolare al Senato mi ha espresso solidarietà, ha condiviso la mia posizione. Io resto al gruppo” dice il senatore all’Adnkronos. “Ieri c’è stata una riunione e io mi atterrò alle decisioni del gruppo parlamentare di cui faccio parte’’, spiega.Ma in una nota la capogruppo di Ap al Senato, Laura Bianconi, precisa: “Le riunioni di gruppo sono state prima delle parole di Alfano. Col massimo rispetto di Torrisi, io sto con Alfano e infatti ero accanto a lui quando, questa mattina, ha parlato. Il gruppo Ap del Senato è con Alfano. Per chiarezza, specifico che la solidarietà che hanno espresso alcuni colleghi a Torrisi è stata data per le prese di posizione di Orfini del Pd e non per altro’’.”Dal Pd leggo cose surreali dette da Orfini, quando nell’accaduto in commissione Affari costituzionali del Senato ci sono proprio responsabilità del Pd. Se la maggioranza è franata, dovrebbe essere il primo partito della maggioranza a porsi il problema di cosa abbia sbagliato” aveva detto in giornata Alfano in una conferenza stampa nella sede del partito.”Non siamo nati ieri – ha aggiunto – e più che chiedere a Torrisi di rinunciare non possiamo fare, ma se qualcuno cerca pretesti per creare fibrillazioni nella legislatura e nel governo e andare a elezioni anticipate, allora lo dica chiaramente”.”A Salvo Torrisi – ha precisato Alfano – ho chiesto di rinunciare alla presidenza della commissione Affari costituzionali perché spettava al Pd e noi rispettiamo i patti. Lui mi ha chiesto 24 ore per rifletterci e gli ho detto che va bene. Gli ho anche detto che la sua permanenza alla presidenza della commissione è incompatibile con la permanenza in Alternativa Popolare”.Intanto, però, Torrisi oggi ha partecipato alla sua prima seduta da presidente Affari costituzionali in un “clima tranquillo, normale”, come viene descritto da qualche componente della commissione.”Sono seriamente preoccupato per Alfano: il suo intervento mi è sembrato assolutamente irrituale e inconcepibile” ha dichiarato Torrisi al termine della seduta di oggi pomeriggio.Torrisi ha sottolineato che “non c’è stato alcun complotto, è stata una vicenda tutta parlamentare. La mia preoccupazione ora è far funzionare la commissione. Se mi fossi dimesso ieri si sarebbe bloccata, mentre oggi abbiamo concluso la discussione generale e fissato il termine per gli emendamenti”.A una domanda circa la richiesta di dimissioni, Torrisi ha replicato: “Vediamo cosa succederà nel Pd. Se ha un nome per il quale vi siano anche i voti…”.A chi gli chiedeva un giudizio sulle 24 ore di tempo per decidere se restare presidente dell’organismo o prendere atto dell’incompatibilità con la permanenza in Alternativa Popolare, Torrisi ha risposto: “Sì, ho visto… ma poi mi domando: come si fa? Che fanno? C’è un’espulsione? Roba che nemmeno il Partito comunista sovietico, lasciando perdere il Partito comunista italiano…”.

M5S, Casaleggio: “Capo politico è Grillo”

cms_5962/casaleggio_fermoimmagine.jpgIl capo politico del Movimento 5 Stelle è Beppe Grillo. Il mio obiettivo non è sostituire mio padre ma continuare ad aiutare il M5S con il sistema di supporto per le decisioni in rete”. Così a ’Otto e mezzo’ su La7 Davide Casaleggio ha replicato all’ex premier Matteo Renzi che lo aveva definito il vero capo del Movimento.”Sono un disciplinato amante del rischio, anche se il tema della politica lo sto lasciando ad altri” ha poi spiegato parlando della sua passione per gli scacchi e per gli sport estremi.”Mio padre era soprattutto un sognatore, che non si arrendeva mai – ha detto Davide Casaleggio – Già nel 2004 quando ha incontrato Beppe Grillo ha capito l’importanza della rete. Mio padre e Grillo capirono che un’ampia parte della popolazione non aveva rappresentanza politica” e quello fu il primo passo per la nascita del Movimento 5 Stelle, “che oggi è la prima forza politica in Italia”.Secondo Casaleggio “una sfida importante oggi è quella di riuscire ad attuare anche in Italia un reddito di cittadinanza. Le risorse? Io inizierei dal taglio delle pensioni d’oro, dei vitalizi e di tutti gli altri orpelli che questo Stato si sta portando appresso”.”Le coperture sono state certificate in Parlamento, non è una sfida impossibile”, anche perché “in pochi giorni sono stati trovati 20 miliardi per le banche…”, ha sottolineato.

Italia risarcirà vittime Bolzaneto: 45mila euro a testa

cms_5962/G8_Genova_Fg8.jpgIl governo italiano verserà 45mila euro di risarcimento a testa a sei vittime dei pestaggi nella caserma di Bolzaneto fra il 21 e il 22 luglio 2001 ai margini del G8 di Genova. Lo ha reso noto a Strasburgo la Corte Europea dei diritti dell’uomo, che ha annunciato la chiusura del caso dopo “aver preso atto della risoluzione amichevole fra le parti”.Il governo italiano, si legge, “ha riconosciuto” i maltrattamenti avvenuti nella caserma di Bolzaneto e “l’assenza di disposizioni normative adeguate”. Il governo “si è impegnato ad adottare tutte le misure necessarie per garantire in futuro il rispetto delle esigenze dell’articolo 3 della Convenzione, che implicano l’obbligo di condurre una inchiesta effettiva e di prevedere disposizioni penali per punire i maltrattamenti e gli atti di tortura. Si è anche impegnato a mettere in opera delle formazioni specifiche nell’ambito del rispetto dei diritti dell’uomo destinati a membri delle forze dell’ordine”. Infine il governo italiano si impegna al versamento di 45mila euro per il risarcimento dei danni materiali e morali oltre che delle spese.

LA MADRE DI CARLO GIULIANI – “Il giorno in cui l’Italia arriverà a riconoscere che, oltre alla ’Diaz’ e a Bolzaneto, ha compiuto violenze contro liberi cittadini sia italiani che stranieri anche nelle strade e nelle piazze, sarà finalmente un vero atto di giustizia. Se poi riuscisse persino a concedere un processo a Carlo Giuliani, che non lo ha mai avuto per l’archiviazione decisa da un giudice, allora sarebbe davvero una rivoluzione per la giustizia”. E’ quanto afferma all’Adnkronos Haidi Giuliani, la madre di Carlo Giuliani, giovane vittima delle violenze durante il G8 del 2001 a Genova, commentando il patteggiamento da parte dell’Italia per le violenze nella caserma di Bolzaneto.”Mio figlio – ricorda Haidi Giuliani – era giunto in via Tolemaide dopo aver assistito a precedenti violenze di piazza contro cittadini inermi, per lo più giovani e assolutamente pacifici. Ma tutto questo non fece scalpore, come al contrario quanto accadde alla ’Diaz’ e a Bolzaneto grazie alla stampa, alla tv e al cinema. Ma è triste dover dipendere da un reportage giornalistico o da un film-inchiesta per ottenere giustizia. Se poi fossimo un Paese civile – conclude la madre di Carlo Giuliani – avremmo già una legge sulla tortura”.

AGNOLETTO – “Con la decisione di oggi il governo ha ammesso che ci sono state delle violenze da parte delle forze dell’ordine a Bolzaneto. Ma questa è ormai una verità acclarata ed è verità storica in diverse sentenze sia italiane che della Corte Europea. E’ un’ammissione che giunge tardi, troppo tardi” commenta all’Adnkronos Vittorio Agnoletto, ex portavoce del Genoa Social Forum ai tempi del G8 di Genova 2001.Per Agnoletto quella del governo è “un’ammissione peraltro scontata”. “Manca ancora – sottolinea – l’ammissione delle proprie responsabilità da parte dei vertici delle forze dell’ordine”. “E’ comprensibile che sei persone su 65 dopo 16 anni di attesa decidano di arrivare ad un accordo transattivo. Sul piano umano è comprensibile – conclude – Questo però significa che le altre 59 persone proseguono nel processo per arrivare ad un’ennesima condanna, davanti alla Corte Europea, dell’Italia”.

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7 Aprile 2017