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Alfie non verrà in Italia, bocciato ricorso, il papà pronto a denunciare medici per “omicidio”

Alfie non verrà in Italia, bocciato ricorso, il papà di Alfie pronto a denunciare medici per “omicidio”

cms_9047/Alfie_manifestazioneafp4.jpgNiente da fare. Anche l’ultima battaglia legale è persa. Alfie Evans, il bambino di 23 mesi affetto da una grave malattia neurodegenerativa il cui caso è da giorni al centro di una disputa legale tra genitori e medici, non potrà lasciare il paese per farsi curare in Italia. La Corte d’Appello di Londra ha respinto infatti il ricorso della famiglia, bocciando l’ultimo tentativo di trasportare il piccolo in aereo dall’ospedale Alder Hay di Liverpool al Bambino Gesù di Roma.

Il papà di Alfie Evans, Tom, vuole par far causa a tre medici dell’Alder Hey Hosipital di Liverpool per “cospirazione finalizzata all’omicidio” del figlio e fa sapere di aver già preso contatti con investigatori privati per istruire il caso.

L’uomo e la moglie Kate James sostengono che i dottori del loro bambino di 23 mesi, affetto da una grave malattia neurodegenerativa, non hanno più parlato con loro e non hanno verificato le condizioni del piccolo da quando gli è stato staccato il respiratore, alle 21 di lunedì. Oggi pomeriggio Tom ha pubblicato un video su Facebook, spiegando che il bimbo “si è ripreso per la terza volta”. “Ci ha fatto prendere uno spavento, ma il guerriero lotta ancora. E’ tornato, ha avuto solo un calo, è diventato pallido, le labbra si sono un po’ scurite, ma è tornato”, ha scritto l’uomo.

Il suo avvocato Paul Diamond ha fatto sapere che un aereo ambulanza è in attesa “su richiesta del Papa” per portare il piccolo in Italia. Ma i suoi piloti tedeschi sono stati cacciati da Alder Hey questo pomeriggio. In queste ore si è verificato “un cambiamento significativo di circostanze” come conseguenza del distacco dei macchinari salvavita ma Alfie “respira ancora”, ha detto il legale ai giudici durante l’udienza in Corte d’appello a Londra in cui si discuteva il ricorso dei genitori per ottenere il permesso di trasportare in Italia il piccolo.

Tifoso Liverpool in coma

cms_9047/liverpool_supporter_1_fg.jpgSean Cox, il tifoso del Liverpool di origine irlandese ferito prima della semifinale di Champions League, è in coma, con gravi danni al cervello. E’ quanto si legge sul ’Mirror’ e su ’Liverpool Echo’. Il 53enne sta lottando per la vita dopo essere stato colpito ripetutamente alla testa con una cinghia e poi scaraventato a terra, davanti all’Albert Pub 10 minuti prima del calcio d’inizio della partita.

Cox, uomo d’affari di Dunboyne nella Contea di Meath, è ricoverato al Walton Hall Neurological Centre. Per la vicenda sono stati arrestati due sostenitori romanisti, accusati di tentato omicidio.

Gli agenti stanno cercando testimoni che abbiano assistito agli scontri. L’ispettore Paul Speight ha dichiarato: “Riteniamo che la vittima fosse a Liverpool, con suo fratello, per la semifinale di Liverpool contro la Roma e sia stata aggredita durante un litigio tra i tifosi di Roma e Liverpool vicino al pub Albert alle 7.35”. “I testimoni riferiscono che la vittima è stata colpita da una cintura e poi è caduta a terra – ha aggiunto – è stato portato in ambulanza al Centro neurologico di Walton, dove viene trattato per un trauma cranico”.

“L’As Roma condanna nella maniera più dura possibile l’aberrante comportamento di una ristretta minoranza di tifosi in trasferta che, coinvolti negli scontri con i sostenitori del Liverpool nel prepartita di ieri, hanno arrecato vergogna al Club e alla stragrande maggioranza dei romanisti che hanno avuto una condotta esemplare ad Anfield”, si legge in una nota. “Non c’è posto per comportamenti così vili nel mondo del calcio – prosegue – Il Club ha offerto la propria collaborazione al Liverpool Fc, alla Uefa e alle autorità. I nostri pensieri e le nostre preghiere sono rivolti al tifoso del Liverpool ricoverato in ospedale e alla sua famiglia”.

L’Uefa si dice “profondamente scioccata dal vile attacco” e aggiunge: “Gli autori di questo attacco ignobile non hanno posto nel calcio e confidiamo che saranno trattati con la massima severità dalle autorità”. Poi spiega di essere “in attesa di ricevere i rapporti completi prima di decidere sulle potenziali accuse disciplinari’’.

WhatsApp vietato agli under 16

cms_9047/smartphone_whatsapp_rit_fg.jpgWhatsApp sarà vietato ai minori di 16 anni in Europa. Almeno in teoria. Il colosso della messaggistica si allinea alle normative Ue in materia di trattamento dei dati, alzando l’età minima degli utenti da 13 a 16 anni.

La normativa che entra in vigore il 25 maggio, come riferisce l’agenzia Dpa, non prevede però l’esibizione di un documento da parte dell’utente e non impone alla società un rigido controllo. Agli utenti, vecchi e nuovi, l’App che fa parte della galassia Facebook sostanzialmente chiederebbe di dichiarare se la propria età è superiore ai 16 anni.

Per processare i dati degli utenti europei, “WhatsApp -si legge sul blog della compagnia in un post – ha istituito una società all’interno dell’Unione europea per fornire là i tuoi servizi e per rispettare nuovi standard di trasparenza elevati relativi a come proteggiamo la privacy dei nostri utenti”.

“Attualmente, non condividiamo le informazioni dell’account per migliorare il tuo prodotto e la tua esperienza relativa alle inserzioni su Facebook -prosegue il messaggio-. Come abbiamo dichiarato in passato, in futuro vogliamo collaborare in maniera più stretta con le altre aziende di Facebook e continueremo ad aggiornarti a mano a mano che sviluppiamo i nostri progetti”.

La società definisce ’’molto importanti” i temi relativi a privacy e sicurezza: “Tutti i messaggi e le chiamate sono protetti dalla crittografia end-to-end così che nessuno, nemmeno WhatsApp, possa leggerli o ascoltarle”. Nelle prossime settimane, sarà possibile “scaricare e vedere il numero limitato di dati che raccogliamo. Questa funzione sarà disponibile per tutti gli utenti nel mondo nella versione più recente dell’App”.

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26 Aprile 2018