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Alla conquista di Palazzo Chigi

Alla conquista di Palazzo Chigi

cms_8786/palazzo_chigi_fg_1610.jpgGoverno ai blocchi di partenza. L’elezione di Elisabetta Alberti Casellati e Roberto Fico alle presidenze di Senato e Camera e la consegna delle dimissioni di Paolo Gentiloni al capo dello Stato danno il via libera alla formazione di un nuovo Esecutivo. Un Esecutivo che sarà guidato da “un premier indicato dal centrodestra”, garantisce il segretario della Lega Matteo Salvini, cercando di distendere i rapporti con l’alleato Silvio Berlusconi. Eppure l’ipotesi di un accordo Carroccio-M5S, con il conseguente indebolimento di Forza Italia, non sembra così improbabile, soprattutto alla luce dell’apertura mostrata dal garante del Movimento Beppe Grillo, che ieri ha lodato Salvini definendolo “uno che quando dice una cosa la mantiene”.

Intanto prosegue, secondo la tabella di marcia istituzionale, la road map per la formazione del nuovo governo con l’elezione, entro domani, dei presidenti dei gruppi parlamentari. Mercoledì è prevista la prima riunione della Conferenza dei Capigruppo cui seguirà la seduta per eleggere il Consiglio di Presidenza, con la nomina di quattro vicepresidenti, tre questori e otto segretari d’Aula. Tutte procedure, quelle per l’insediamento delle Camere e dei Gruppi parlamentari, che dovrebbero concludersi intorno alla domenica di Pasqua, il primo aprile. Poi, dalla settimana successiva, Mattarella definirà l’agenda delle consultazioni.

La formazione del governo prevede, infatti, un complesso ed articolato processo nel quale si può distinguere la fase preparatoria da quella dell’incarico, fino a quella che caratterizza la nomina. Prima di assumere le funzioni, inoltre, il Presidente del Consiglio e i Ministri dovranno prestare giuramento ed ottenere la fiducia dei due rami del Parlamento come prescritto dagli articoli 93 e 94 della Costituzione. Vediamo, di seguito, le principali tappe istituzionali che scandiranno la nuova legislatura e condurranno all’insediamento del nuovo Esecutivo.

LE CONSULTAZIONI – Dovrebbero partire subito dopo Pasqua le consultazioni del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per capire se e come sarà possibile dar vita a una maggioranza in grado di esprimere e sostenere un governo. Al Quirinale saliranno i presidenti delle Camere, l’ex capo dello Stato Giorgio Napolitano e i rappresentati dei gruppi parlamentari. Al termine delle consultazioni Mattarella deciderà il da farsi: se conferire l’incarico esplorativo o l’incarico pieno per formare il nuovo governo. Nel frattempo, l’attuale presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, resterà in carica per gli affari correnti.

L’INCARICO – Il Presidente conferisce l’incarico direttamente alla personalità che, per indicazione dei gruppi di maggioranza, può costituire un governo ed ottenere la fiducia dal Parlamento. Una volta conferito l’incarico, il Presidente della Repubblica non può interferire nelle decisioni dell’incaricato, né può revocargli il mandato per motivi squisitamente politici. L’incaricato, che di norma accetta con riserva, dopo un breve giro di consultazioni, si reca nuovamente dal capo dello Stato per sciogliere, positivamente o negativamente, la riserva.

LA NOMINA – Subito dopo lo scioglimento della riserva si perviene alla firma e alla controfirma dei decreti di nomina del Capo dell’Esecutivo e dei Ministri. Il procedimento, in sintesi, si conclude con l’emanazione di tre tipi di decreti del Presidente della Repubblica: quello di nomina del Presidente del Consiglio; quello di nomina dei singoli ministri; quello di accettazione delle dimissioni del Governo uscente.

IL GIURAMENTO E LA FIDUCIA – Prima di assumere le funzioni, il Presidente del Consiglio e i Ministri devono prestare giuramento. Entro dieci giorni dal decreto di nomina, il Governo è tenuto a presentarsi davanti a ciascuna Camera per ottenere il voto di fiducia, voto che deve essere motivato dai gruppi parlamentari ed avvenire per appello nominale, al fine di impegnare direttamente i parlamentari nella responsabilità di tale concessione di fronte all’elettorato.

Salvini apre al reddito di cittadinanza

cms_8786/salvini_telecamera_fg.jpgReddito di cittadinanza. Cauta apertura del leader della Lega Matteo Salvini che oggi ha fatto tappa al Consiglio comunale di Milano. ’’Se significasse pagare la gente per stare a casa -ha sottolineato- direi di no, ma se fosse uno strumento per reintrodurre nel mondo del lavoro chi oggi ne è uscito allora direi di sì’’.

Parla poi della vicenda della spia russa avvelenata. “Isolare e boicottare la Russia, rinnovare le sanzioni economiche ed espellerne i diplomatici non risolve i problemi, anzi li aggrava. Arrestare l’ex presidente della Catalogna non risolve i problemi, anzi li aggrava” ha detto Salvini. “Sanzioni e manette? Preferisco il dialogo. Voglio un governo che lavori per un futuro di pace, crescita e sicurezza, chiedo troppo?” si interroga.

Quanto alla formazione del prossimo governo e alla premiership dice ai microfoni di Telelombardia: “Non è ’o io o la morte’”. Salvini si è detto comunque “pronto a lavorare 24 ore su 24” ma ha anche chiarito che l’obiettivo è e resta “il cambiamento del Paese“. “Si parte dal programma, chiunque ci stia al programma – dice a Sky TG24 – . Chi fa il presidente del Consiglio è l’ultimo dei miei problemi. Io sono pronto, non sono come quei bambini che vanno al campetto che se non fanno gol se ne vanno col pallone”. “Io sono disponibilissimo a ragionare con tutti”.

A chi gli fa notare che Silvio Berlusconi ha paragonato un potenziale asse M5S-Lega al governo a un ircocervo, animale favoloso la cui natura è insieme quella del cervo e del capro, Salvini risponde: “Vediamo chi ci sta, in Parlamento”. Quel che è certo, sottolinea, è che la gente ci dice “’Fate le cose’”. E io, assicura, “voglio cancellare la Fornero, lo spesometro e controllare l’immigrazione”. Quindi, la prova del nove avverrà in Parlamento”. I 5Stelle hanno dimostrato di “essere affidabili”. “Quello che hanno detto hanno fatto” conclude.

Ruby ter, Berlusconi a processo

cms_8786/berlusconi6_fg.jpgIl gup di Milano, Maria Vicidomini, ha rinviato a giudizio Silvio Berlusconi per corruzione in atti giudiziari. Rinvio a giudizio anche per le showgirl Giovanna Rigato, Aris Espinosa, Elisa Toti e Miriam Loddo che frequentavano Arcore e che devono rispondere di corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza.

Al centro di questa tranche dell’inchiesta ’Ruby ter’, che vede coinvolto il leader di Forza Italia, ci sono versamenti fino a novembre 2016 per quasi 400mila euro in cambio del silenzio di alcune ragazze.

Secondo l’accusa, rappresentata dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e dal pm Luca Gaglio, Berlusconi avrebbe corrotto le quattro ’olgettine’ per rendere testimonianze reticenti o ’aggiustate’ nel processo Ruby, conclusosi con l’assoluzione definitiva dell’ex premier dalle accuse di concussione e prostituzione minorile.

Il processo inizierà il prossimo 9 maggio davanti ai giudici della quarta sezione penale.

“E’ una decisione che non ci sorprende – ha commentato Federico Cecconi, legale di Berlusconi – Prendiamo atto del giudizio e crediamo che il processo sia la sede naturale per dimostrare, nel merito, l’inconsistenza delle accuse e l’estraneità di Berlusconi”.

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27 Marzo 2018