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Allarme bomba a Mosca, evacuati in migliaia

Allarme bomba a Mosca, evacuati in migliaia

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Diverse migliaia di persone sono state evacuate da oltre dieci centri commerciali a Mosca per una serie di allarme bomba. A riferirlo è la Tass che cita fonti delle forze di sicurezza.

“I servizi operativi hanno ricevuto notizia di minacce bomba in oltre dieci centri commerciali. Diverse migliaia di persone sono state evacuate dagli edifici”, ha affermato la fonte. Tra i centri presi di mira figurano quelli di Tsvetnoi, Atrium e Megapolis (Metropolis).
Notizie diffuse precedentemente parlavano di minacce di esplosioni nel centro Kapitoly sulla Sheremetyevskaya a Mosca e nel Gorbushkin Dvor, dove sono stati fatti allontanare clienti e personale. I centri sono ora oggetto di perquisizioni ad opera di squadre di agenti e di unità cinofile.

Trump non crede al rapporto sul clima

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Donald Trump si mostra scettico sulle conclusioni dell’ultimo rapporto governativo sui cambiamenti climatici. “Non vedo” i cambiamenti climatici come causati dall’uomo, ha detto il presidente Usa in un’intervista al Washington Post. “Molte persone come me, che ricevono informazioni di alto livello (sui cambiamenti climatici, ndr), non necessariamente ci credono“, ha detto Trump, sostenendo che negli Usa l’aria e l’acqua sono in questo momento a “livelli record” di pulizia.

Le parole del presidente Usa fanno seguito al rapporto diffuso venerdì dalla sua stessa Amministrazione, nel quale si afferma che i cambiamenti climatici rappresentano una grave minaccia alla salute e alla sicurezza finanziaria degli americani, così come alle infrastrutture e alle risorse naturali del Paese.

Tutti arrestati i 24 marinai ucraini

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Rimane alta la tensione tra Mosca e Kiev, dopo il sequestro russo di navi ucraine nello Stretto di Kerch. Tribunali della Crimea hanno imposto due mesi di custodia cautelare in carcere per i 24 marinai ucraini fermati a bordo delle tre navi coinvolte nell’incidente di domenica nel Mare d’Azov e accusati di aver violato i confini russi. Lo rende noto l’agenzia russa Tass. La Corte distrettuale Kiev di Simferopoli ha confermato l’arresto ed emesso il provvedimento di custodia cautelare nei confronti di nove ucraini. Ieri erano comparsi in tribunale gli altri 15 marinai fermati.

Mosca intanto rafforza la propria difesa aerea nella regione della Crimea. A quanto riferiscono i media russi, in Crimea verrà dispiegata una unità del sistema di difesa missilistico S-400. Secondo un ammiraglio russo a riposo, Vladimir Komoyedov, citato dall’agenzia di stampa Interfax, i missili in Crimea possono raggiungere tutto il Mar Nero e parte dell’Ucraina.

Domenica scorsa due navi militari ucraine e un rimorchiatore, provenienti dal mar Nero, stavano navigando attraverso lo Stretto di Kerch con l’intenzione di raggiungere il Mare di Azov quando, secondo le accuse di Kiev, la Russia avrebbe speronato una delle sue navi e poi aperto il fuoco ferendo alcuni marinai. Secondo Mosca le navi ucraine, che sono state sequestrate, hanno violato le acque territoriali russe.

“Per quanto riguarda ciò che è successo nel Mar Nero, è sicuramente una provocazione del governo attuale, compreso il presidente, in vista delle elezioni presidenziali in programma a marzo in Ucraina” ha affermato il presidente russo, Vladimir Putin, secondo il quale il presidente ucraino, Petro Poroshenko, “ha bisogno di esasperare la situazione per creare ostacoli insormontabili per i rivali e soprattutto per l’opposizione politica”.

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha avuto colloqui telefonici sia con Putin che con Poroshenko. Lo ha reso noto il sito del quotidiano ’Sabah’, citando una fonte della presidenza turca, secondo la quale Erdogan ha ribadito ai due capi di Stato l’importanza di trovare una soluzione diplomatica alla crisi. Erdogan ha avuto un colloquio telefonico anche con Donald Trump. Lo hanno reso noto fonti della presidenza di Ankara citate dall’agenzia di stampa ufficiale Anadolu. Erdogan e Trump, hanno confermato ancora le fonti, hanno concordato di incontrarsi a margine del G20 di Buenos Aires.

Il Cremlino continua intanto i preparativi per l’incontro fra Putin e Trump a margine del G20 in Argentina, malgrado il capo della Casa Bianca abbia minacciato di annullarlo a causa della crisi in Ucraina. “I preparativi continuano. L’incontro è stato concordato. Non abbiamo altre informazioni dalla controparte americana”, ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dall’agenzia Tass.

Il vicepresidente della Commissione Europea, Valdis Dombrovskis, in conferenza stampa a Bruxelles ha spiegato che il collegio dei commissari Ue “ha discusso della situazione in Ucraina”. La Russia “rilasci immediatamente le navi e i militari catturati. Ci aspettiamo che la Russia ripristini il libero passaggio attraverso lo stretto di Kerch”, ha affermato Dombrovskis.

Schianto Lion Air, “problema ai sensori”

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I piloti del volo Lion Air, che il mese scorso si è schiantato con 189 persone a bordo, tra cui un ragazzo italiano, lottarono quasi fin dall’inizio per controllare l’aereo. E’ quanto scrive il ’New York Times’, citando i dati recuperati dalla scatola nera. I piloti tentarono più di una ventina di volte di mantenere in alto il muso dell’aereo, che invece puntava pericolosamente in basso, apparentemente a causa di un’avaria al sistema automatizzato, che riceveva dei dati sbagliati dai sensori di volo.

La Commissione nazionale dei trasporti indonesiana dovrebbe rendere pubblico in queste ore un rapporto preliminare sul disastro. Il Boeing 737 MAX 8 si è schiantato in mare a una velocità di 724 chilometri all’ora, 11 minuti dopo il decollo dall’aeroporto internazionale di Giacarta, lo scorso 29 ottobre. Tutte le 189 persone a bordo sono rimaste uccise.

LE IPOTESI – Gli investigatori si stanno concentrando sul ruolo che nell’incidente potrebbe avere avuto una nuova funzionalità del Boeing, conosciuta come ’manoeuvring characteristics augmentation system’ (MCAS). Il sistema è stato installato dalla Boeing sui suoi 737 di ultima generazione, per impedire che il muso dell’aereo punti troppo in alto, causando lo stallo del velivolo. Ma nell’incidente del mese scorso, scrive il Nyt, il sistema sembra aver spinto il muso del Boeing in basso, dopo aver ricevuto informazioni sbagliate dai sensori.

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28 Novembre 2018