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ALLARME CLIMA: PERSO UN ALTRO PEZZO DELL’ANTARTIDE

cms_31355/1690829254Image.jpegLa calotta di ghiaccio dell’Antartide si sta riducendo. La glaciologa Florence Colleoni, dell’Istituto di Oceanografia e Geofisica sperimentale (Ogs) di Trieste, parla – purtroppo – di un fenomeno eccezionale: “io dico no all’allarmismo, ma la situazione va tenuta d’occhio perché, nel 2022 [il livello di ghiaccio, ndr] era basso, nel 2023 è molto basso, ben al di sotto rispetto al 2010 o prima, ma questo non ci consente di dire se nel 2024 la situazione sarà uguale o peggiore”. Mentre per l’Artico al momento si dispone di dati che denotano una tendenza chiara secondo la quale “stiamo perdendo il ghiaccio, per l’Antartide è difficile dire che stia avvenendo lo stesso fenomeno, ma possiamo affermare che osserviamo qualcosa di eccezionale”, ha aggiunto. L’analisi oggi viene fatta poiché, al momento, nel Sud del mondo si vive la stagione invernale e il ghiaccio quest’anno non si è ricostituito secondo i livelli previsti, toccando un record (in negativo) mai registrato da quando si è proceduto con i rilievi ufficiali, ovvero a partire da 45 anni fa. Manca, ad oggi, un quantitativo di ghiaccio pari a tutta l’Argentina.

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“L’oceano si è riscaldato in modo accelerato ma stiamo sottovalutando questa velocità. Non sappiamo ancora quale sia l’influenza del riscaldamento climatico ma di sicuro questo amplifica l’impatto di alcuni fenomeni”, ha aggiunto la Colleoni, specificando tuttavia come siano necessari ancora studi. Mentre infatti gli effetti sui ghiacciai terrestri vengono analizzati da più tempo, per quanto riguarda i ghiacciai marini “bisogna studiare ancora”. La preoccupazione degli scienziati è comunque unanime. Concordemente con le parole della Colleoni, anche Ted Scambos, glaciologo dell’Università del Colorado, spiega che nonostante “il sistema antartico sia sempre stato molto variabile, l’attuale livello di variazione è così estremo che qualcosa di radicale è cambiato negli ultimi due anni, ma soprattutto quest’anno”, riconducendo le responsabilità con ogni probabilità all’inquinamento e al riscaldamento del pianeta. “È più probabile che non vedremo il sistema antartico riprendersi come ha fatto, diciamo, 15 anni fa, per un periodo molto lungo nel futuro. Forse non accadrà mai”, ha concluso Scambos.

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L’Antartide è un continente ricoperto da una calotta di ghiaccio, formatosi a causa delle precipitazioni di neve accumulatesi durante migliaia di anni, compattatesi in ghiaccio glaciale. È la più grande massa di ghiaccio presente sulla Terra ed è di vitale importanza per il sistema climatico globale e per l’equilibrio degli oceani. Ma anche e soprattutto per la fauna locale e per la sopravvivenza dell’uomo stesso: come termine di paragone, se tutto il suo ghiaccio si sciogliesse, il livello del mare aumenterebbe di circa 58 metri, con effetti apocalittici per la vita su tutto il pianeta. Questi dati e ancor più questi effetti, costituiscono un’evidenza oggettiva che non può essere disattesa, nonostante l’onda anomala di negazionismo continui a generare sterili dibattiti che non modificano lo stato delle cose. Per effetto dell’inquinamento le temperature globali medie sono aumentate considerevolmente e il decennio 2010-2019 è stato quello più caldo mai registrato. Tutte le prove scientifiche dimostrano che questa anomalia è dovuta all’aumento delle emissioni di gas serra prodotte dalle attività umane.

Data:

31 Luglio 2023