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ALLARME INFLUENZA AVIARIA

È allarme influenza aviaria, al momento in Sud America. Il rischio per l’uomo è basso, segnalano i vertici l’OMS, ma non si può dare per certo che rimarrà tale.

L’epidemia è in atto, attualmente, in Argentina e Uruguay, che sono i paesi più colpiti, ma si segnalano episodi ovunque in quel continente, persino negli Stati Uniti. Il fatto che ha suscitato maggiore preoccupazione è stato il contagio di mammiferi, per cui è necessario prepararsi ad un eventuale – ma non impossibile – salto nell’uomo: il primo caso è stato registrato infatti il mese scorso, in Ecuador, ove una bambina di nove anni, che era stata a contatto con pollame di un cortile, è stata infettata.

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Le precauzioni sono sempre le stesse e sono rivolte in particolare a coloro che lavorano in aziende aviarie: uso di guanti, mascherine ed esclusione del contatto con gli animali. Sono infatti questi gli ambienti più a rischio, nei quali è stato raccomandato di “rafforzare la sorveglianza”, ha riferito il direttore dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus.

L’allarme in Argentina è scattato dopo che è stato rilevato il virus in un esemplare di uccello selvatico nella località di Pozuelos, nella provincia di Jujuy, al confine con la Bolivia. Tuttavia le autorità locali hanno subito rassicurato, perché “sono state prese tutte le misure preventive necessarie. La comparsa del virus non sorprende in quanto stavamo già seguendo la sua diffusione nel resto della regione ed era stato attivato un rafforzamento del monitoraggio epidemiologico”, hanno dichiarato.

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Anche in Uruguay è scattata la sorveglianza attiva, dopo che è stata riscontrata la morte di alcuni cigni dal collo nero. Anche qui però i medici hanno rincuorato la popolazione civile, riferendo che il contagio è circoscritto agli animali selvatici, sollecitando tuttavia la stessa a segnalare eventuali casi sospetti su uccelli domestici o allevamenti.

In Italia la circolazione del virus H5N1 fra gli uccelli selvatici è in aumento, “con il rischio che questi possano trasmettere il virus agli allevamenti avicoli”, afferma l’Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Venezie (IzsVe). Proprio in Veneto, infatti, torna l’allarme influenza aviaria, che sta circolando in modo anomalo in tutto il Nord-Est. A partire da settembre 2022 sono stati confermati 79 casi di positività tra gabbiani, alzavole, germani e altri esemplari di rapaci e anatidi, e molti altri casi di gabbiani sono in corso di conferma. In ogni caso, fortunatamente, non stati rilevati casi di trasmissione umana.

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Al lavoro, ancora una volta, l’OMS, la cui attenzione si sta focalizzando sulla circoscrizione e sulla predisposizione di forniture di vaccini e antivirali, in modo che possano essere prontamente disponibili in tutto il mondo.

Una raccomandazione per tutti: non toccare e non raccogliere animali selvatici morti o malati, ma segnalarli alle autorità locali. Il rischio è che si generi una nuova pandemia, che potrebbe mettere in ginocchio nuovamente molti Paesi.

Data:

18 Febbraio 2023