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Allarme IPSP- UN DESA sulla sicurezza stradale nel mondo

In base alle sue analisi sui trend di sviluppo sia della rete stradale globale che dei veicoli in circolazione, l’IPSP ovvero l’International state Parliamen organo del UN DESA osserva ed avverte che il rischio di morte a causa di incidenti sulle strade è destinato a crescere sensibilmente, tanto che, senza adeguati interventi, potrebbe divenire, nel 2030, la quinta causa di morte a livello globale.

Lo ha recentemente ricordato l’Alto Commissario per il parlamento Luca Frongia, proprio al lancio ufficiale a Ginevra del Decennio di iniziative 2011-2020 indette dall’Onu per la Sicurezza Stradale. All’evento, organizzato in modo globale, tutti si sono dichiarati concordi nel dichiarare che i paesi aderenti si impegnano a rispettare ciò che l’Onu suggerisce di fare da qui al 2020, in particolare prendendo in considerazione i “5 Pilastri”, ovvero intervenendo sulle aree che possono ridurre od evitare questo rischio, individuate dall’ONU in: Gestione della sicurezza stradale; Strade e mobilità; Veicoli; Utenti della strada; Gestione del post-incidente.

cms_71/poliziajpg.jpgGli Stati che compongono l’ONU e l’International state Parlaiment si impegnano quindi: ad elaborare strategie per la sicurezza stradale che individuino precisi obiettivi, piani per raggiungerli e un costante monitoraggio che ne misuri l’efficacia; a favorire e promuovere l’adozione su ogni categoria di veicoli delle più avanzate ed efficaci tecnologie di sicurezza attiva e passiva; a promuovere azioni informative e didattiche sugli utenti della strada che rendano più consapevoli, attenti e sicuri i comportamenti su strada di tutti, dai pedoni agli automobilisti, passando ovviamente per le due ruote; quindi di migliorare le misure di

soccorso post incidente, sia in termini di tempestività dell’intervento delle strutture pubbliche preposte, che di educazione dei cittadini per i comportamenti più adeguati da tenere in questi casi con le persone coinvolte, e per evitare che il primo incidente ne inneschi altri a catena.

cms_71/traffico.jpgLa generale crisi economica che caratterizza questo periodo impone senz’altro maggiore attenzione nelle spese, ma questo non deve e non può significare un taglio indiscriminato a manutenzione, efficienza e sicurezza della rete stradale, quanto piuttosto l’individuazione e la scelta di tecniche e piani che combinino, ottimizzandoli, manutenzione e riqualificazione della rete esistente e realizzazione di nuove opere.

Non si tratta quindi di spendere di più, ma solo di spendere meglio e con più efficacia applicando finalmente quelle tecnologie più sicure, resistenti e sostenibili che possono nel tempo ridurre sia le spese che gli incidenti. Cosa che però non si ottiene certamente con la logica delle gare al massimo ribasso, il cui unico risultato è di ridurre qualità, sicurezza e durata utile di vita delle strade così “comprate”.

L’Ufficio dell’Alto commissario per la sicurezza stradale nei paesi aderenti IPSP – UN DESA svolge un importante raccordo tra i progetti e le istituzioni che eticamente pronti a fare la loro parte per la sicurezza dei cittadini. Insomma, le superfici stradali sicure e durature esistono, e sceglierle costa anche meno che comperare buche, e rifare le strade costa molto di più che mantenerle in efficienza.

Data:

1 Giugno 2014