Traduci

Allarme Padoan: “Troppi giovani lasciano l’Italia”

Allarme Padoan: “Troppi giovani lasciano l’Italia”

cms_8212/padoan14_fg.jpgAllarme giovani nel mercato del lavoro. Il bilancio dell’andamento è caratterizzato da “luci ed ombre” e in troppi decidono di andarsene. Così il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, parlando nell’Aula Magna della Sapienza di Roma. “La disoccupazione è calata ma risulta ancora troppo alta, intorno all’11%, il numero dei laureati sta crescendo ma è ancora troppo basso, ancora troppi giovani lasciano il nostro Paese per migliori opportunità all’estero“.

Per superare definitivamente la crisi, aggiunge, “è necessario rilanciare la produttività nel lungo periodo e fare aumentare strutturalmente l’occupazione”.

“Gli interventi strutturali realizzati finora manifesteranno i loro effetti in modo crescente nel tempo – ha continuato il ministro -. Si può essere ottimisti purché nel tempo si faccia uno sforzo di attuazione e implementazione in continuità con la strategia adottata negli ultimi quattro anni”. Molto, secondo il ministro, “è stato fatto ma siamo ancora lontani da risultati accettabili”. Allargando poi l’orizzonte anche all’Europa il ministro ha detto che “non c’è spazio per il compiacimento” e “molto resta da fare in Italia e in Europa”.

“La via maestra – dice – è l’investimento nel capitale umano, che aumenta la produttività e la capacità d remunerazione”.

Il piano Tim: 7.500 uscite e 2.000 assunzioni

cms_8212/tim_logo_fg.jpgTim propone ai sindacati un piano di uscite volontarie fino a 7.500 unità a fronte di 2mila assunzioni da finanziare con una solidarietà espansiva di 20 minuti al giorno. E’ quanto si apprende da fonti sindacali.

Secondo la proposta, l’azienda indica 4mila prepensionamenti ex articolo 4 della legge Fornero, elevabili a 5mila, da attuare entro la fine del 2018. Inoltre la proposta Tim prevede fino a un massimo di 2.500 esodi incentivati entro il 2020. E, con l’obiettivo di finanziare 2mila assunzioni, l’azienda indica per tutto il personale venti minuti al giorno di solidarietà espansiva.

6 MARZO – Tim vorrebbe arrivare ad un accordo sugli esodi volontari nel piano proposto ai sindacati. Secondo quanto riferiscono questi ultimi, conversando con i giornalisti al termine dell’incontro in via di Val Cannuta a Roma, l’azienda vorrebbe arrivare ad una intesa sugli esodi in tempo per la presentazione del piano industriale in programma per il 6 marzo.

“Da parte nostra – spiega il segretario nazionale della Slc-Cgil, Fabrizio Solari – abbiamo ribadito che l’accordo, se ci sarà, sarà siglato nei tempi nei quali matura. E’ un piano da approfondire: alcune cose sono condivisibili, altre no”.

Influenza, mai così tanti ammalati dal 2004

cms_8212/influenza_FTG.jpgL’influenza ha raggiunto il picco. Ed erano 14 anni che non capitavano così tanti casi. Dall’8 al 14 gennaio 2018, infatti, il numero è stabile rispetto al periodo 1-7 gennaio, con una lieve flessione della curva epidemica che “ci fa ben sperare che le ultime due settimane rappresentino il picco epidemico stagionale”. Lo riferisce il nuovo bollettino dei medici sentinella della rete ’Influnet’ dell’Istituto superiore di sanità.

Nel periodo in esame, il numero di casi stimati è pari a circa 832mila, per un totale di circa 3 milioni e 883mila casi dall’inizio della sorveglianza.

Quella di quest’anno, “in termini di diffusione, è la più grave epidemia di influenza stagionale in Italia dal 2004“, commenta all’Adnkronos Salute Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss). I dati Influnet parlano di 140 casi gravi di influenza e di 30 morti, “e siamo preoccupati, perché già l’anno scorso abbiamo avuto l’eccesso di mortalità da complicanze da influenza stagionale più alto in Europa insieme alla Gran Bretagna”. Secondo Ricciardi, dunque, “questo potrebbe essere un anno particolarmente grave”.

Il livello di incidenza dei virus influenzali in Italia nella seconda settimana del 2018 – si legge nel rapporto – è ancora “molto alto” ed è pari a 13,73 casi per mille assistiti (era di 13,89/mille nella settimana di rilevazione precedente).

I PIU’ COLPITI – La fascia di età più colpita è quella dei bambini minori di 5 anni, in cui si osserva un’incidenza pari a 30,84 casi per mille assistiti, seguita dalla fascia 5-14 anni con 15,90 casi per mille. L’incidenza nei giovani adulti (15-64 anni) è di 13,79 casi per mille, mentre quella fra gli anziani di 7,76/mille.

DAL 2004 – Guardando alla tabella contenuta nel report, si nota come l’altezza raggiunta dalla curva epidemica 2017-2018 è seconda solo a quella della curva 2004-2005.

EPIDEMIA – “Nella seconda settimana 2018 – recita infatti il report – si arresta l’ascesa della curva epidemica; il livello dell’incidenza nelle ultime due settimane ha superato la soglia ’molto alta’ ed è quindi paragonabile solo a quello raggiunto nelle stagioni 2004-05 e pandemica 2009-10”.

I MEDICI – Nella seconda settimana dell’anno, in tutte le Regioni italiane il livello di incidenza è pari o superiore a 10 casi per mille assistiti, tranne che in Friuli Venezia Giulia, Veneto e nella Provincia autonoma di Bolzano. Come di consueto, si sottolinea tuttavia che “l’incidenza osservata in alcune Regioni è fortemente influenzata dal ristretto numero di medici e pediatri che hanno inviato, al momento, i loro dati”.

Autore:

Data:

19 Gennaio 2018