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Allarme ricina al Pentagono

Allarme ricina al Pentagono

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Allarme al Pentagono per la sospetta presenza di ricina , sostanza tossica altamente letale, in due plichi indirizzati al Dipartimento della Difesa. Lo affermano le emittenti ’Nbc’ e ’Cnn’, evidenziando che l’Fbi sta indagando sulla vicenda.

Un portavoce del Dipartimento della Difesa ha poi confermato la presenza di “una sostanza sospetta durante i controlli sulla corrispondenza” in un edificio del complesso del Pentagono. I plichi sono stati isolati e non hanno rappresentato una minaccia per il personale.

“Lo so che non pensi”, Trump offende una giornalista

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Nella conferenza stampa alla Casa Bianca in cui ha difeso il giudice da lui nominato alla Corte Suprema di aggressioni sessuali e molestie da tre donne, Donald Trump non ha mancato di offendere una giornalista. “E’ in stato di shock perché l’ho scelta per fare una domanda, va bene, lo so che non pensi, non lo fai mai“; ha detto rivolto a Cecilia Vega, dell’Abcnews, che, quando finalmente ha potuto prendere la parola, ha cercato di fare una domanda sul caso Kavanaugh, il presidente ha insistito affinché si facessero solo domande sull’accordo con Messico e Canada che oggi annunciava.

“Una conferenza stampa significa che uno può chiedere quello che vuole #primo emendamento”, ha twittato poi Vega. Il presidente ha avuto poi un altro scontro con un’altra giornalista, Kaitlan Collins, la corrispondente della Cnn che nei mesi scorsi era stata bandita dalla Casa Bianca con l’accusa di aver fatto domande sconvenienti, che anche ha cercato di avere la domanda su Kavanaugh. “Non farlo – ha detto Trump – hai o no una domanda sul commercio?“.

Quando la giornalista ha fatto egualmente la domanda su Kavanaugh, Trump l’ha ignorata passando ad un altro reporter. Poi quando finalmente gli ha permesso di fare una domanda su Kavanaugh, ha tolto velocemente la parola alla corrispondente della Cnn affermando “hai avuto troppo tempo”. Non sono mancati gli attacchi ai media che accusa di essere “incredibilmente scorretti” con lui: “sono peggiori di sempre, sono ’loco’, pazzi, ma va bene so gestirli”, ha detto sottolineando di aver usato la parola spagnola “perché abbiamo fatto l’accordo con il Messico”.

Amazon alza la paga

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Amazon ha annunciato l’intenzione di aumentare la paga minima dei suoi dipendenti negli Stati Uniti a 15 dollari l’ora. Come riporta il Financial Times, il gigante dell’e-commerce è l’ultima grande azienda Usa, in ordine di tempo, ad annunciare un simile provvedimento nel tentativo di fare fronte alle crescenti difficoltà nel reclutamento del personale.

Il provvedimento che verrà attuato negli Stati Uniti riguarderà circa 350.000 lavoratori, compresi quelli assunti con contratti stagionali. L’aumento, rispetto agli attuali 11 dollari l’ora, sarà effettivo dal 1° novembre. “Abbiamo ascoltato i nostri critici, riflettuto a fondo riguardo a ciò che volevamo fare e abbiamo deciso che volevamo indicare la strada” ha detto Jeff Bezos, numero 1 del colosso dell’e-commerce, in una nota. “Siamo felici per questo cambiamento ed esortiamo i nostri competitori e altre aziende con un elevato numero di dipendenti a unirsi a noi”, ha aggiunto.

Novità in arrivo anche per i 40.000 dipendenti che lavorano nel Regno Unito. Il salario, evidenzia il Guardian, salirà da 8 a 10.50 sterline l’ora a Londra e a 9.50 nel resto del Paese. Il salario minimo previsto dalla legge è di 7.83 sterline l’ora per lavoratori di età superiore ai 25 anni. Secondo i dati elaborati dalla Living Wage Foundation, a Londra è necessario un salario minimo orario di 10.20 sterline per una qualità di vita accettabile. Nel resto del Paese, sono sufficienti 8.75.

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3 Ottobre 2018