Headlines

Traduci

ALLARME SICCITÀ

Sebbene il mondo stia concentrando la propria attenzione sul conflitto che infuria in Ucraina, non possiamo certo mettere in secondo piano la tematica ambientale, considerati gli ultimi risvolti negativi emersi. La natura è la nostra dimora, una sorta di casa comune dove tutti i cittadini devono coesistere in modo sereno. Paradossalmente, proprio noi stessi stiamo distruggendo l’ambiente che ci circonda, con tutte le conseguenze dei nostri comportamenti scellerati. Una tra queste è la crisi idrica che sta interessando prevalentemente il bacino del fiume Po. Nel silenzio generale, la situazione si sta facendo sempre più drammatica, con peggioramenti consistenti nella regione del Piemonte.

cms_25060/Foto_1.jpeg

I dati non mentono e le statistiche lanciate dall’Osservatorio sulle crisi idriche registrano un secco -60% negli affluenti del Po. Diversi fattori causali sono stati presi in considerazione, ma su tutti spicca la prolungata assenza di neve e pioggia, con un grandissimo impoverimento delle falde sotterranee. Pertanto, la soluzione non è facile, e questi dati dovrebbero allarmare chi di competenza. Negli ultimi due anni, si è parlato molto di transizione ecologica, ma “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”. Le idee non mancano, ma metterle in campo evidentemente è più difficile del previsto.

Ad oggi, la crisi idrica del Po è peggiore di quella registrata nel lontano 1961. Infatti, nonostante le piogge del mese di febbraio, l’osservatorio continua a tracciare un bilancio negativo, principalmente perché tali precipitazioni sono state scarse e non omogenee. Tra gli altri indicatori da sottolineare c’è sicuramente il riscaldamento globale, che ad oggi non è più una mistificazione degli ambientalisti. Per questo, il trend fa risaltare un aumento cospicuo di 3 °C, facendo sì che questo inverno sia il secondo più caldo degli ultimi quarant’anni.

cms_25060/Foto_2.jpg

La stagione invernale attuale verrà ricordata come una delle più miti e asciutte e questo non può lasciarci indifferente. Occorrerebbe una quantità importante di neve e di pioggia, che possa essere simile a quella compresa tra il 2006 e il 2020. Al momento tutto tace, ma si spera concretamente in un intervento del governo, affinché questa crisi idrica possa essere quantomeno compensata.

Data:

5 Marzo 2022