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AMAZZONIA: GLI INTERESSI DELLE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI INTERNAZIONALI E LA RISPOSTA BRASILIANA

L’Amazzonia, spesso definita il “polmone del pianeta”, è una delle regioni più ricche di biodiversità e di risorse naturali al mondo. Tuttavia, quest’area di inestimabile valore ambientale è sotto costante minaccia da parte di attività illegali che ne danneggiano gravemente l’ecosistema, dietro la regia del crimine organizzato a livello internazionale. Deforestazione, estrazione mineraria illegale e agricoltura non regolamentata sono coordinate dalla malavita, che sfrutta l’instabilità politica, la corruzione e la mancanza di controllo per trarre enormi profitti a spese dell’ambiente e delle comunità locali.

La vasta estensione dell’Amazzonia, pari a 6,7 milioni di chilometri quadrati, copre diversi paesi del Sud America, tra cui il Brasile, che ospita il 60% della foresta. Per questo motivo, il governo di Brasilia ha avocato a sé le responsabilità di coordinamento delle azioni di contrasto ai crimini ambientali, considerati crimini contro l’umanità. Questo sforzo è rappresentato dal programma denominato MAIS, che unisce tecnologia avanzata, monitoraggio continuo e collaborazione tra varie agenzie governative e non governative, oltre a paesi confinanti.

“Questi crimini sono complessi e coinvolgono altre attività illecite, come il riciclaggio di denaro nella criminalità ambientale,” ha riferito all’ANSA Cristiano Cunha, uno dei coordinatori del programma. “Lo stesso aereo che trasporta la droga trasporta materiale prezioso estratto dalle nostre terre. L’unico modo per combattere questo fenomeno è attraverso la cooperazione, sia interna che esterna.”

Uno dei crimini ambientali più diffusi consiste nella deforestazione. Le organizzazioni criminali spesso operano in maniera sistemica, abbattendo alberi per vendere il legname o per liberare terre da destinare ad attività agricole e di allevamento abusivo, che a sua volta distrugge ciò che resta della vegetazione. La deforestazione illegale è facilitata dalla corruzione: secondo Greenpeace, gran parte del legname così prelevato viene esportato verso mercati internazionali.

Anche l’estrazione mineraria è un’altra attività che contribuisce significativamente alla distruzione della foresta pluviale. Questa attività condotta illegalmente causa un grave inquinamento dei fiumi per via dello smaltimento di mercurio e di altre sostanze tossiche, che pongono a rischio diretto le popolazioni locali e la fauna. Le estrazioni illegali sono estremamente redditizie e vengono condotte con violenza, permettendo alle bande criminali di mantenere il controllo delle aree. Le condizioni di lavoro in queste miniere sono spesso disumane, con lavoratori costretti a operare in ambienti pericolosi e senza alcuna tutela.

Tra le altre attività illegali particolarmente fiorenti si annoverano agricoltura e allevamento, come la coltivazione di soia e l’allevamento di bovini. Come accennato, il ruolo della corruzione è cruciale nel facilitare le condotte criminali in quest’area, che è vitale per la sopravvivenza dell’intero pianeta. Tangenti, favori e falsificazione documentale costituiscono un sistema di corruzione endemica che rende difficoltosa sia l’applicazione delle leggi che l’assicurazione alla giustizia dei responsabili.

Di fronte a questa realtà, il programma MAIS schiera importanti forze in campo in materia di monitoraggio, sorveglianza, rafforzamento della collaborazione interistituzionale e, non in ultimo, coinvolgimento delle comunità locali, promuovendo la partecipazione degli indigeni e riconoscendo il loro ruolo cruciale di custodi della biodiversità. Cunha ha sottolineato che il programma installerà nella capitale amazzonica di Manaus un centro internazionale di cooperazione di polizia, per migliorare ulteriormente il coordinamento con “i Paesi che confinano con l’Amazzonia”.

Da un lato, satelliti ad alta risoluzione, droni di ultima generazione, sensori e intelligenza artificiale per l’analisi della grande mole di dati raccolti sono le armi messe in campo dalle istituzioni; dall’altro, le sfide da affrontare restano molte. I finanziamenti vertono un ruolo fondamentale nella lotta a questa specifica criminalità ambientale e, nonostante gli sforzi compiuti, il lavoro resta gravoso, soprattutto per il continuo aggiornamento tecnologico che le autorità devono sopportare per non perdere il passo contro organizzazioni che, invece, dispongono di enormi quantità di denaro.

Data:

21 Giugno 2024
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