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ANALFABETIZZAZIONE EMOTIVA – Sulla salute mentale l’Italia ha ancora molta strada da fare

Maggio è internazionalmente riconosciuto come il mese dedicato alla salute mentale dal 1949 per iniziativa degli Stati Uniti e della Mental Health America. Dal 4 all’8 maggio 2026 si è tenuta la settimana europea della salute mentale, attivata da Mental Health Europe, che ha priorizzato la salute mentale in quanto nodo che accomuna una società intera e ne pregiudica l’unità e il benessere. I dati raccolti dal MINDex 2026, barometro realizzato dal servizio di psicologia online Unobravo insieme a Ipsos Doxa proprio in occasione del mese dedicato alla salute mentale, raccontano di un’Italia esordiente e con rilevanti differenze di genere.

Se, infatti, il 52% delle donne chiederebbe aiuto ad un professionista senza difficoltà e il 75% considera priorità insegnare
ai figli a parlare di emozioni, i dati raccolti sugli uomini hanno percentuali più basse, con solo il 33% nel primo caso e il 57% nel secondo.

Danila De Stefano, CEO e founder di Unobravo, spiega che la dedica alla campagna del mese di maggio è stata rivolta al benessere psicologico maschile, in quanto “gli uomini chiedono meno aiuto, arrivano più tardi a farlo e spesso lo fanno quando il disagio è già diventato difficile da gestire.”.


Nel mese di maggio la Mental Health Europe pone al centro dell’attenzione la GenZ, particolarmente toccata
da una crescente esigenza di supporto psicologico, come testimonia Valentina Di Mattei, Presidente Ordine Psicologi Lombardia, che insiste sulla necessità di attuazione concreta del Piano nazionale per la salute mentale 2025-2030, tramite la presenza di psicologi nei territori, nelle scuole, nei servizi pubblici, al fine di intercettare precocemente il disagio e di garantire un supporto a vita.
Corena Pezzella, Clinical Manager e psicoterapeuta, sottolinea l’impulsività che permea la GenZ e delinea un quadro che vede una donna GenZ su 4 riferire di comprendere bene il proprio mondo interiore, a fronte di un uomo su 10 che afferma di riuscire a gestire pienamente le proprie emozioni e a riflettere prima di reagire.

I fatti di cronaca riportano un quadro tangibile di un disagio profondo sempre più evidente, basti pensare ai numerosi suicidi di giovanissimi studenti, che puntualmente si verificano durante l’adolescenza, l’età più complessa di tutte. Di Mattei termina il suo intervento sottolineando che “La salute mentale è una responsabilità collettiva e richiede una rete integrata tra sanità, sociale, scuola e comunità: la psicologia può offrire un contributo decisivo per rendere effettivo il diritto al benessere psicologico dei cittadini”.
L’attenzione al disagio psicologico deve riguardare tutte le fasce sociali senza lasciare indietro nessuno, soprattutto in un mondo globalizzato e in movimento costante, soprattutto se riguarda persone fragili e prive di risorse, materiali ed interiori. I risultati negativi della disattenzione si fanno sentire a gran voce, emblematico è il caso di Modena con Salim El Koudri, giovane di soli 31 anni con evidenti, e conosciuti, problemi di salute mentale. Il rischio è che, come sta già avvenendo, il problema venga fuori autonomamente e con una forza potenzialmente devastante.

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Foto 1 – Fonte: Eurostat URL: https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-
explained/index.php?title=Mental_health_and_related_issues_statistics
Foto 2 – Fonte: Corriere del Ticino URL: https://www.cdt.ch/news/mondo/auto-sulla-folla-a-modena
emergono-nuovi-dettagli-indaga-anche-lantiterrorismo-427944

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Margherita De Giorgi

Data:

24 Maggio 2026
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