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ANCHE GLI OSPEDALI “RICOPERTI” DI CIOCCOLATO

Difficilmente dimenticheremo questa Pasqua. Niente feste, niente processioni né riti religiosi (se non in tv) e neppure la classica giornata da vivere in spensieratezza come la “pasquetta”. Insomma, niente di niente. E sono saltate anche le classiche visite prepasquali dei calciatori negli ospedali pediatrici, un appuntamento fisso che, al di là della consegna delle uova pasquali, resta un momento privilegiato per provare a strappare ai bambini meno fortunati anche un piccolo e semplice sorriso.

Insomma, una restrizione della libertà che mai avremmo pensato e un’esperienza che mai ci saremmo sognati di vivere neppure con la più fervida immaginazione, se non attraverso un film visto comodamente in poltrona. Ma questa è la realtà.

Nonostante tutto, però, i gesti di beneficienza non sono mancati. Anzi, proprio per l’emergenza COVID19, c’è stata una vera e propria gara di solidarietà – iniziata da oltre un mese – non solo a favore dei più bisognosi, ma anche all’indirizzo delle strutture ospedaliere, della Protezione Civile e degli operatori sanitari impegnati nella lotta contro questo maledetto coronavirus.

Una solidarietà espressa attraverso campagne di sensibilizzazione, donazioni e raccolte fondi organizzate e promosse da diversi club e Federazioni tra cui ricordiamo la FIGC (Federazione Italiana Gioco Calcio), l’Inter, il Frosinone, la Juventus, la Roma, la Lazio, il Milan e tante altre società di calcio. Ma tantissime sono state anche le iniziative personali, tra cui ricordiamo quelle promosse dal CT della Nazionale Roberto Mancini, dai tecnici Gian Piero Gasperini (Atalanta) e Antonio Conte (Inter), da Lorenzo Insigne (Napoli), Andrea Petagna (Spal),Federico Bernardeschi e Leonardo Bonucci (Juventus), Zlatan Ibrahimovic (Milan) e Simone Zaza (Torino). E l’elenco dei promotori potrebbe continuare all’infinito.

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Ma la solidarietà verso i più piccoli e il personale sanitario si è manifestata –sia pur con quantità e modalità diverse – anche attraverso i simboli più caratteristici delle festività pasquali, come le colombe e le uova di cioccolato.

Alcune aziende alimentari e produttrici di cioccolato, per esempio, hanno coinvolto diverse società di calcio – tra cui Roma, Fiorentina e Sampdoria – e donato decine di migliaia di uova di cioccolato e colombe a bambini e operatori socio-sanitari di diverse strutture ospedaliere italiane per regalare un momento di gioia e testimoniare la vicinanza verso chi sta rischiando la propria vita per salvare quella di altri.

In particolare, la Roma – attraverso la sua fondazione Roma Cares – ha donato, ai tifosi giallorossi più piccoli, l’uovo pasquale e un abbonamento under 10, mentre la Sampdoria ha pensato ai bambini del “Gaslini”, agli iscritti al progetto Baby Samp e ai ragazzi dell’Istituto “Sorriso Francescano” regalando loro più di 300 uova di cioccolato.

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Allo stesso modo, anche il Parma ha fatto una donazione di 500 uova ai bimbi ricoverati e agli operatori sanitari dell’Ospedale dei Bambini, “Pietro Barilla”, così come il Palermo ha regalato più di 700 uova di Pasqua ai piccoli pazienti del reparto di oncologia pediatrica dell’Ospedale Civico, alle squadre giovanili del club e ai piccoli abbonati al di sotto dei nove anni.

Napoli e Fiorentina, invece, si sono rivolti principalmente agli operatori sanitari. I primi hanno donato le uova pasquali agli ospedali della regione Campania, mentre la società viola ha destinato oltre 4500 uova agli ospedali di Firenze.

Infine, è da menzionare la Lega di “Serie C” che, anche se in modo diversamente utile, ha voluto testimoniare – in questa terribile emergenza – la propria vicinanza verso i più bisognosi attraverso 250 iniziative realizzate in meno di un mese, con aiuti per la ricerca, a favore degli ospedali, con donazioni di sangue e con un biglietto solidale per chi ha difficoltà a fare la spesa.

Ma queste sono appena alcune delle migliaia di iniziative di solidarietà e beneficienza di questo periodo, promosse – non solo del mondo del calcio e dello sport in genere – ma anche dalla gente comune, dalle associazioni, dai Comuni, da vari assessorati al Welfare e delle aziende alimentari e di prodotti dolciari, tanto per citarne alcune.

E ci piace menzionarli proprio in questo giorno di festa, in questa domenica anomala di Pasqua, una giornata che ci ricorda come dopo il buio c’è la luce e dopo la morte c’è la speranza e la rinascita verso un domani migliore.

(Foto da shv.cnabz.com, melarossa.it e adnkronos.com – si ringrazia)

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Data:

12 Aprile 2020