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ANCHE IL CINEMA CON RENZI ALLA CENA DI OBAMA

Alla cena della Casa Bianca di ieri sera, il premier si è portato il cinema. Qualcuno non ha retto alla tentazione del paragone e ha fatto notare – si veda la rete – che Mussolini agli appuntamenti con sé conduceva Enrico Fermi, Gabriele D’Annunzio, Pietro Mascagni, Guglielmo Marconi, Adriano Olivetti e Giovanni Gentile.

Come paragonare fra loro i due personaggi? Non fosse altro che per l’epoca e per i modelli politici agli antipodi. L’uno progressista e l’altro totalitario. Ovviamente la democrazia è il nostro luogo di discussione. Non stiamo qui a parlare di paradigmi, ma possiamo – questo sì – confrontare due diversi stili, due modi di fare e concepire le relazioni diplomatiche. Guardando indietro nella storia, scivoliamo in un’austerità che, in taluni frangenti, vuoi per l’etichetta, vuoi per il protezionismo, è andata a braccetto con la serietà. Spesso necessaria anche oggi, almeno quando si tratta di USA.Non che il cinema non lo sia. Anzi! Quanto lustro in passato ha dato all’Italia?D’accordo, le produzioni hollywoodiane hanno sempre portato ricchezza. Ma anche la nostra è stata nel settore una tradizione di tutto rispetto.Che Renzi voglia ridarle nuovo smalto? Chissà…Del resto i rapporti italo-americani sul fronte cinematografico appaiono attraversati da una nuova linfa.

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Peccato però per una battuta stonata nel film di Ron Howard “Inferno” dall’omonimo romanzo di Dan Brown, alla quale è affidata la considerazione che chi ha scritto la sceneggiatura ha degli italiani.Peccato soprattutto che nessuno nel Bel Paese se ne sia risentito, chiedendone, nel nome di quella serietà più formale che sostanziale cui si faceva poc’anzi riferimento, la cancellazione dal doppiaggio.Pur tuttavia, il presidente del Consiglio ha richiamato i “suoi” artisti ed è volato negli States, scortato da una delegazione d’eccellenza.

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Nella lista inviata alla Casa Bianca figuravano nomi quali Bebe Vio, Raffaele Cantone, Giorgio Armani, Giusi Nicolini, Paola Antonelli e Fabiola Gianotti. Tutti vicini al nostro Presidente del Consiglio.Roberto Benigni, reduce da una plateale dichiarazione di voto per il Sì, ha dovuto addirittura spostare a domenica prossima l’incontro col pubblico previsto alla Festa di Roma, per non mancare alla mensa di Obama.

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Paolo Sorrentino, che ha visto il premier presente all’anteprima della serie tv “The Young Pope”, avrà forse pensato di dover ricambiargli la cortesia.Ma di cenare alla Casa Bianca non capita spesso nella vita. E a chi sarebbe mai sfiorata l’idea di declinare l’invito?Resterà sempre una foto da sfoggiare ai posteri nelle serate in compagnia degli amici.E comunque lo sfoggio di una delegazione, tutto sommato ben assortita, ricorda un po’ il voler mostrare, da parte di Matteo, la magnificenza degli “Italiani un popolo di santi, poeti, navigatori, artisti, colonizzatori e trasmigratori”.

Data:

20 Ottobre 2016