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…ANCORA MAFIA CAPITALE…

Altri 44 arresti nella capitale per associazione di tipo mafioso oltre altri reati come l’estorsione, l’usura, la corruzione ed il riciclaggio di denaro. Non male. Solo nel dicembre 2014 erano state arrestate 37 persone. Il sindaco, Ignazio Marino, non diede le dimissioni “non ritenendole necessarie”. Ma a capo dell’organizzazione vi era Massimo Carminati, ex terrorista dei NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari). A distanza di qualche mese altri arresti. Spiccano i nomi di Luca Gramazio, consigliere regionale del Lazio, Daniele Ozzimo, assessore al Comune di Roma, Massimo Caprari consigliere comunale di Roma, Giordano Tredicine, vicepresidente del Consiglio Comunale di Roma e Mirko Coratti, Presidente del Consiglio Comunale di Roma.

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In un’intervista di Giovanni Floris due mesi fa, Ignazio Marino così commentava: “immediatamente dopo il mio insediamento dissi che certamente c’era la presenza della criminalità organizzata nella nostra città…Non immaginavo sinceramente che durante la giunta del sindaco Alemanno la mafia aveva raggiunto posizioni di vertice nell’amministrazione e di figure chiave che avevano occupato ruoli chiave anche nelle aziende della nostra città e che erano molto vicine al sindaco Alemanno. Dal punto di vista delle cooperative non mi aspettavo che ci fossero dei reati e delle illegalità…non immaginavo che alcune autorità invece di servire i poveri si fossero servite dei poveri”.

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E’ noto che l’incarico degli assessori per occuparsi di un ramo dell’attività amministrativa dell’Ente, viene conferito dopo un’attenta valutazione delle capacità professionali e indubbia moralità, di solito anticipata dalla segnalazione degli aspiranti “amministratori” dal gruppo politico di appartenenza del Sindaco. Quindi, ci si chiede chi ha segnalato il nome dell’assessore Ozzimo? Forse qualcuno ha sbagliato la valutazione! Ma Ignazio Marino non molla, non vuole dimettersi nonostante l’arresto dei compagni di partito con cui amministra Roma Capitale.

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Più stupefacente è la dichiarazione dell’attuale Presidente del Partito Democratico Matteo Orfini: “Per rigenerare Roma c’è bisogno che si rigeneri la classe dirigente e noi lo stiamo facendo”. Ed ancora Matteo Renzi: “Un paese solido è quello che combatte la corruzione con grande decisione e grande forza…”

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Nella sua qualità di premier, Renzi, dovrebbe almeno verificare l’indubbia moralità degli alti dirigenti del suo partito nei ruoli chiave della scena politica. Non è giustificabile ma comprensibile, per i suoi troppi impegni, non riuscire a controllare l’operato dei suoi “alleati” e tutto ciò che avviene all’interno del suo partito, ma per favore… almeno il Sindaco ha l’onere di accertare la moralità dei suoi “amministratori”! E pensare che per funzioni diverse da quelle svolte da un assessore, ad esempio per lavorare in un call center, oggi è necessario avere alcuni requisiti non irrilevanti: una laurea, la conoscenza ottima di almeno 3 lingue e la irreprensibile condotta verificabile attraverso la consegna una tantum dei carichi pendenti ed una lunga ed estenuante attesa per ottenere risposta alla domanda di assunzione.

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Quali sono secondo Voi i comportamenti di assessori e consiglieri comunali che un Sindaco può considerare gravi e quindi dare le dimissioni per mancata vigilanza sull’operato di questi ultimi? Forse un’attentato da parte dell’Isis?

Data:

6 Giugno 2015