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Ancora una volta “Große Koalition”!

Große Koalition. Ancora una volta. La terza nella storia della Germania repubblicana post bellica. Conservatori e progressisti, neri e rossi ancora insieme a guidare Berlino e l’Europa. Come nel lontano ’66. Come nel 2005. Uniti per una Grande Germania. “Deutschland über alles” (la Germania sopra a tutto).

cms_144/2_download.jpgDue partiti profondamente diversi per storia e ideologia. Da una parte il partito socialista dei lavoratori più grande e più antico del continente (fondato nel lontano 1890), tra i cui padri fondatori figurano Ferdinand Lassalle, Wilhelm Liebknecht e Karl Marx. Dopo gli anni della grande coalizione con i partiti conservatori nel 1969 la SPD assunse la piena guida del governo con Willy Brandt e nel 1974 con Helmut Schmidt conservata poi in alleanza con i liberali dell’FPD sino al 1982. Dopo sedici anni di lunga opposizione solo nel 1998 riuscì a riconquistare la guida del governo tedesco in alleanza con i Verdi. Cancelliere fu Gerhard Schroder fautore della politica del “neue mitte” (nuovo centro) e del ritrovato “miracolo economico”. Fu infatti l’Agenda 2010 (programma di riforme radicali della Stato Sociale) a permettere una riconversione strutturale del sistema economico-produttivo tedesco. Da “malato d’Europa” la Germania tornò ad essere locomotiva del continente e modello capitalistico da seguire nel mondo. Dall’altra parte invece i conservatori dell’Unione Cristiano Democratica fondata dopo la seconda guerra mondiale da esponenti del Centro Cattolico della Repubblica di Weimar con l’intento di riunire in un unico partito cattolici e protestanti di Germania. In piena Guerra Fredda la CDU ha dominato la vita politica della Repubblica Federale Tedesca riammettendo nel quadro europeo e internazionale la Germania (la parte Ovest aderente al Patto Atlantico). Guidata dal Cancelliere e Statista Konrad Adenauer la Repubblica Tedesca divenne una piccola potenza economica tanto da far parlare di “miracolo economico tedesco”.

cms_144/3_crollo-muro-di-berlino.jpegDopo il crollo del Muro di Berlino fu sempre la CDU a guidare il processo di riunificazione delle due Germanie. Con il benestare di Francia, Regno Unito e Stati Uniti d’America lo storico Cancelliere Helmut Kohl riportò all’unità nazionale il popolo tedesco e la sua economia tanto da averla nuovamente posta sul tetto di Europa. Una Germania che oggi può guardare dall’alto in basso i suoi partner europei. Un economia solida e florida che negli ultimi quattro anni ha creato circa 1,2 milioni di nuovi posti di lavoro.

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Una Germania che ha riposto ancora una volta fiducia nel proprio Cancelliere Angela Merkel che dopo la sua straordinaria vittoria elettorale si è ritagliata un posto importante nella storia tedesca accanto ai padri nobili Adenauer e Kohl.Una vittoria che però ha lasciato l’amaro in bocca alla “Donna di Ferro” che per soli cinque seggi mancanti non è in grado di assicurare una maggioranza stabile al Bundestag, tanto da riproporre un Governo di larghe intese come quello del 2005 guidato proprio dalla Kanzlerin.Cosi a circa due mesi dalle elezioni, sfumata la possibilità di un governo “nero-verde” tra Union e Grunen, l’efficienza e il pragmatismo teutonico hanno condotto all’unica possibilità di governo per la Germania. Ancora una volta Grosse Koalition.

cms_144/7_download.jpgÈ stato il presidente della SPD, Sigmar Gabriel, nel corso di una conferenza stampa lo scorso 18 Ottobre tenutasi a margine di un summit tra socialdemocratici e cristiano democratici ad aprire lo scenario di un probabile e definitivo accordo di governo, affiancato dal leader della CSU bavarese Horst Seehofer. “Ha senso trattare sul concreto per formare insieme una coalizione -ha affermato il presidente dei Socialdemocratici-crediamo di poter trovare una base d’intesa su punti comuni con la Cdu-Csu”.La base dell’accordo di coalizione è l’introduzione di un salario minimo garantito (cavallo di battaglia elettorale della SPD) e quindi l’assegnazione di ministeri chiave come Economia e Finanze, Lavoro e Politiche Sociali, Istruzione ai socialdemocratici che dall’ultimo governo di larghe intese (2005-2009) hanno subito un inesorabile emorragia elettorale e hanno provocato malumore e scontento tra la base degli iscritti e militanti. Dall’evoluzione politica tedesca i partner europei come Francia, Spagna e Italia si aspettano cambi di rotta nelle politiche di austerità e rigore imposte dalla Merkel in questi anni di crisi economica. L’alleanza con gli eredi del partito socialista più vecchio d’Europa potrà cambiare volto alle politiche europee degli anni a venire?

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1 Giugno 2014