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Brexit, colloqui difficili

Brexit, colloqui difficili

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I colloqui tra i negoziatori dell’Ue e quelli del Regno Unito sulla Brexit sono stati “difficili” e per ora non è stata trovata alcuna soluzione che avvicini le due parti, specie per quanto riguarda la questione irlandese, il vero nodo della questione. E’ quanto ha riferito, quando mancano poco più di tre settimane alla data dell’uscita del Regno Unito dall’Ue, il capo negoziatore dell’Ue Michel Barnier al collegio dei commissari, ha spiegato il portavoce capo Margaritis Schinas a Bruxelles.

“Il collegio – ha detto Schinas – si è anche occupato degli affari correnti e ha toccato il tema della Brexit. Michel Barnier ha informato che le discussioni” con le controparti britanniche, “sebbene si siano svolte in un’atmosfera costruttiva, sono state difficili. In questa fase non è stata trovata alcuna soluzione coerente con l’accordo di ritiro, che include il protocollo sull’Irlanda e l’Irlanda del Nord, che non verrà riaperto”, ha sottolineato il portavoce.

29 MARZO – Di rinvio “inevitabile” della Brexit oltre la scadenza del 29 marzo, anche se il parlamento approverà l’accordo con Bruxelles (perché bisognerà poi votare su una serie di leggi necessarie all’uscita dall’Ue), ha parlato all’edizione britannica di ’Sky News’ uno dei sottosegretari del governo di Theresa May. L’anonimo membro dell’esecutivo, descritto come un autorevole conservatore strettamente coinvolto nelle pianificazioni per la Brexit, ritiene “ridicolo” che i suoi colleghi continuino a dichiarare pubblicamente che non ci sarà alcun rinvio.

“Ormai è inevitabile un’estensione tecnica di un paio di mesi – ha affermato la fonte – un mese non sarebbe sufficiente per far passare le leggi. Ormai è una cosa accettata nel governo”.

Le indiscrezioni arrivano a pochi giorni della scadenza del 12 marzo entro la quale la premier ha promesso che ci sarà un voto in parlamento sull’accordo con Bruxelles. Se il parlamento lo boccerà, il giorno successivo si voterà se uscire o meno senza accordo. Secondo quanto anticipato dalla May, se il ’no deal’ verrà bocciato si voterà se chiedere un rinvio dell’uscita dall’Ue. Ma, stando alla fonte di Sky, il rinvio dovrebbe essere comunque inevitabile.

Maduro espelle ambasciatore tedesco

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Il governo di Nicolas Maduro ha dichiarato ’persona non grata’ l’ambasciatore tedesco a Caracas, Daniel Martin Kriener, “per i suoi ricorrenti atti di ingerenza nelle questioni interne del paese”. Kriener ha 48 ore per lasciare il paese.

In un comunicato, il ministero degli Esteri ha definito “inaccettabile che un rappresentante diplomatico straniero eserciti” nel territorio del paese che lo ospita “un ruolo pubblico più tipico di un leader politico in chiaro allineamento con l’agenda di cospirazione dei settori estremisti dell’opposizione venezuelana”.

La Germania è uno dei numerosi paesi europei che hanno riconosciuto Juan Guaidò come presidente ad interim del Venezuela. L’ambasciatore tedesco ha preso parte ad incontri con il presidente dell’assemblea nazionale, che punta a condurre il paese a nuove elezioni. L’ultimo di tali summit è andato in scena martedì nella residenza dell’ambasciatore spagnolo a Caracas, Jesus Silva. Secondo fonti diplomatiche iberiche, all’incontro hanno partecipato anche gli ambasciatori di Francia, Portogallo, Romania, Paesi Bassi, Stati Uniti, Canada e Cile.

Il governo ungherese:”Non cediamo a ultimatum Weber”

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Budapest non ha alcuna intenzione di cedere all’ultimatum posto dal capogruppo del Partito popolare europeo Manfred Weber, che ha fissato alcune condizioni per evitare l’espulsione di Fidesz, il partito del premier Vitkor Orban, dal Ppe. Lo ha reso noto il portavoce del governo ungherese, Zoltan Kovacs. “C’è una cosa più importante della disciplina di partito ed è la difesa dei valori cristiani europei e la fine dell’immigrazione – ha spiegato Zovacs – Non su questo non possiamo cedere”. Il ’no’ di Budapest è arrivato all’indomani della lettera aperta al presidente del Ppe, Joseph Daul, a Weber – candidato del Partito popolare europeo alla presidenza della Commissione, finora portatore di una linea morbida con Orban – con una serie di condizioni poste a Fidesz per non essere espulso. Tra queste, la fine “immediata della campagna di fake news contro Jean-Claude Juncker”, le scuse al Ppe e la fine delle pressioni per costringere l’Universita dell’Europa Centrale di George Soros a lasciare Budapest. Per quanto riguarda la campagna contro Juncker e contro lo stesso Soros, i cui volti sono stati immortalati in grandi manifesti nei quali si denuncia il loro sostegno all’immigrazione, il governo ha fatto sapere che questa si concluderà come era stato previsto il prossimo 15 marzo e che a questa ne seguirà una che ha come obiettivo l’attuale vice presidente della Commissione e candidato dei socialisti e democratici Frans Timmermans. L’espulsione o la sospensione di Fidez dal Ppe potrebbero essere decise in una riunione in programma a Bruxelles il 20 marzo.

Goran Aleksic visita “molto importante” Giuseppe Conte in Serbia

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La visita del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ieri in Serbia, “riafferma la continuità del dialogo politico ed economico tra i nostri due paesi, così come della presenza italiana da noi”. A sottolinearlo, in un’intervista all’Adnkronos, è l’ambasciatore della Repubblica di Serbia in Italia, Goran Aleksic, parlando di una visita “molto importante” e facendo notare come Belgrado – dove Conte ha in programma colloqui con la premier Ana Brnabic e con il presidente Aleksandar Vucic incentrati su temi bilaterali e regionali – sia la meta scelta dal premier italiano per la sua prima visita in Europa quest’anno.

“Per noi un complimento, una testimonianza degli ottimi rapporti che intercorrono tra i due paesi, anche per l’Italia, e del fatto che Roma guarda alla regione dei Balcani occidentali come ad una zona di interesse strategico, che deve essere stabile e prospera”, sottolinea il diplomatico.

L’Italia, spiega Aleksic, “è un paese molto vicino, un paese che dà molto sostegno politico al nostro percorso europeo, che capisce molto bene le relazioni, in una regione che è stata sempre specifica, qualche volta complicata”. “Gli italiani – osserva ancora l’ambasciatore – sono stati sempre in grado di capire i problemi e di cercare di aiutare, non solo noi, ma tutti gli altri, ad andare avanti, tanto più oggi che l’ambizione di tutti noi nella regione dei Balcani occidentali è quella di unirci all’Unione Europea”.

“Per noi – prosegue – entrare nell’Ue è una questione estremamente importante, aiuterà anche noi a cambiare le cose, a riformarci, anche se le riforme sono già in pieno corso”. “Per questo – sottolinea – auspichiamo una maggiore dinamica, un processo più rapido di apertura dei capitoli e questo l’Italia lo capisce, lo riconosce e offre il suo sostegno politico, i suoi consigli da paese non solo già membro dell’Ue, ma anche tra i più importanti”.

“Dall’altra parte, sul versante economico, abbiamo un interscambio di più di 4 miliardi con l’Italia, primo paese di destinazione per l’export serbo e uno tra i primi in termini di scambi commerciali. Abbiamo una forte presenza di ditte italiane, dalla Fiat a Banca Intesa a Ferrero e tante tante altre”, prosegue l’ambasciatore Aleksic, spiegando che la visita di Conte prevede anche una conferenza stampa e un incontro con la business community italiana. “Da parte nostra – conclude – è interesse sviluppare ulteriormente i rapporti economici che sono già ottimi. Penso che le ditte italiane sappiano che la Serbia è un paese che ha i conti a posto, una stabilità politica ed economica che ha portato grandi investimenti, che siamo vicini all’Ue, che abbiamo tanti specialisti”.

L’ambasciatore Aleksic sottolinea quindi come la Serbia sia aperta al dialogo con i rappresentanti di Pristina che si svolge “sotto gli auspici dell’Ue” a Bruxelles e come i colloqui che il premier italiano Giuseppe Conte avrà a Belgrado saranno occasione per la leadership serba per ribadirlo. E per ricordare che “abbiamo fatto tutto quello che era previsto per la nostra parte nell’accordo di Bruxelles”. “E’ nostro interesse avere una situazione stabile, una situazione di sicurezza per tutti i non albanesi che vivono in Kosovo e Metohia, una vita normale come a Belgrado o a Roma”, ha aggiunto.

“D’altra parte – osserva il diplomatico – continuiamo ad attendere la creazione dell’Associazione delle municipalità serbe, prevista dall’accordo, e sulla quale non si è mosso un passo. Al contrario sono stati introdotti dazi sulle nostre merci in entrata. Inoltre, nonostante l’opinione contraria di molti paesi della Nato, le forze di sicurezza locali si vogliono trasformare in un esercito. Anche questo non aiuta ed è una cosa alla quale ci opponiamo perché è contraria alle regole del diritto internazionale. Noi vogliamo che tutti quelli che vivono in Kosovo e Metohia si sentano sicuri come parte di una regione tranquilla”.

“Le nostre intenzioni sono di avere un dialogo con Pristina, normalizzare assolutamente le cose, ma abbiamo ostacoli nel nostro percorso e senza dubbio non siamo noi la parte che sta creando questi ostacoli – conclude l’ambasciatore Aleksic – Importante è dunque procedere verso la rimozione dei dazi introdotti, quindi procedere alla creazione dell’Associazione delle municipalità serbe. Speriamo che Pristina si muova, vada avanti ma le ultime decisioni prese non aiutano e fermano il processo e il dialogo”.

Twitta video osceno su Carnevale, bufera su Bolsonaro

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Un video osceno, postato su Twitter dal presidente Jair Bolsonaroper attaccare il Carnevale, ha provocato una tempesta di polemiche in Brasile. “Non mi sento a mio agio a mostrarlo”, ma bisogna “far vedere la verità perché la gente possa conoscerla”, ha twittato il presidente brasiliano, allegando un video in cui si vedono scene di masturbazione e minzione durante i festeggiamenti in strada per il Carnevale brasiliano.

L’inziativa di Bolsonaro irrompe in un Carnevale dove il presidente dell’estrema destra populista è stato più volte preso di mira nei carri allegorici. Ma invece di scandalizzarsi per il contenuto del video, moltissimi internauti hanno attaccato Bolsonaro per aver scelto di condividere immagini oscene, riferiscono i media brasiliani. Twitter ha intanto apposto un avvertimento agli utenti che volessero visualizzare il video, sottolineando che contiene immagini “sensibili”.

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7 Marzo 2019