Traduci

Libia, Onu chiede tregua per evacuare civili

Libia, Onu chiede tregua per evacuare civili

cms_12398/libia_militari_AFP.jpg

L’Onu chiede una breve tregua umanitaria in Libia per consentire l’evacuazione di feriti e civili dalle aree attorno alla capitale Tripoli. La tregua dovrebbe iniziare alle 16 e durare 2 ore, come chiarito dalla missione Onu nel paese (Unismil).

IL ’TRADIMENTO’ DI HAFTAR – Il generale Khalifa Haftar si è macchiato di ’’tradimento’’ con l’offensiva militare lanciata verso Tripoli . Lo afferma il presidente del Consiglio presidenziale, Fayez Serraj, in un messaggio televisivo, come riferisce l’emittente ’Al Jazeera’. “Abbiamo allungato le nostre mani verso la pace ma – ha detto Serraj – dopo l’aggressione compiuta da parte delle forze appartenenti ad Haftar e la sua dichiarazione di guerra contro le nostre città e la nostra capitale, non troverà nient’altro che forza e fermezza“.

Mentre ospitavamo a Tripoli il segretario generale dell’Onu”, Antonio Guterres, “siamo rimasti sorpresi ascoltando della mobilitazione militare di Haftar dopo i progressi per una soluzione politica nel Paese” ha aggiunto dagli schermi della tv di Stato. “Tutti coloro che sono coinvolti nell’attuale conflitto a Tripoli saranno condotti davanti alla giustizia, a livello locale e internazionale”.

OPERAZIONE ’VULCANO DI RABBIA’ – L’esercito libico avvia l’operazione ’Vulcano di rabbia’ contro le truppe fedeli al generale Khalifa Haftar. Lo ha annunciato Mohammed Gununu, portavoce delle forze armate, come riferisce il quotidiano Libya Express. “L’esercito libico respinge colpi di stato e militarizzazione dello Stato: la Libia sarà sempre uno stato civile e l’esercito lo proteggerà e garantirà la sicurezza della popolazione”, ha aggiunto Gununu, aggiungendo che le forze regolari stanno avanzando e prendendo possesso di mezzi impiegati dalle truppe inviate da Haftar. “Questo attacco è sorprendente e ha distrutto le speranze dei libici per la democrazia mentre tutti si stavano preparando per la prossima conferenza nazionale a Ghadames”.

TRIPOLI – Secondo quanto riferisce il quotidiano ’Lybia Observer’, inoltre, le forze di Tripoli hanno ripreso il controllo della situazione a sud della capitale, nell’area dell’aeroporto e lungo la strada verso Tarhouna. Contemporaneamente, sono stati condotti raid aerei ad Al-Hira, Gharyan e Wadi Al-Rabea. Ci sarebbero almeno 21 morti e 27 feriti negli scontri in corso alle porte di Tripoli. A diffondere il bilancio, come riferisce il portale libico Alwasat, è un portavoce del ministero della Sanità di Tripoli. L’ambasciata italiana a Tripoli, guidata da Giuseppe Buccino Grimaldi, resta pienamente operativa e non è attualmente prevista alcuna riduzione del personale. La sede continua a monitorare attentamente la situazione. Lo dicono all’Adnkronos fonti della Farnesina, mentre alla periferia della capitale continuano gli scontri tra le forze legate al generale Khalifa Haftar e quelle del Consiglio presidenziale di Fayez Serraj.

MILIZIANI – E oltre 70 miliziani provenienti dalla Libia orientale e collegati alle forze del generale Haftar sono stati catturati nell’area dell’aeroporto di Tripoli e nel distretto di Sawani, riferisce sempre il ’Lybia Observer’.

CONTE – “Ovviamente stiamo seguendo il dossier della Libia da tempo e lo stiamo seguendo anche nelle ultime fasi, è un’evoluzione che ci preoccupa e devo confessare che non ci lascia del tutto sorpresi perché ovviamente avevamo colto questa possibile evoluzione ma non dico altro per via di riservatezza” ha detto il premier Conte al Vinitaly. “Ma sicuramente stiamo cercando di rappresentare soprattutto al generale Haftar e gli altri interlocutori la necessità di evitare conflitti armati, non possiamo permetterci una guerra civile”. In basso foto Adnkronos.

FRANCIA – Serraj ha anche convocato l’ambasciatore francese in Libia, Béatrice du Hellen, per protestare ufficialmente per il sostegno di Parigi ai gruppi armati del generale, fa sapere ancora il quotidiano, citando fonti governative di Tripoli. Serraj, si legge, ha protestato in maniera vigorosa “con l’ambasciatore Hellen per il collegamento tra il suo Paese e l’attuale attacco contro la capitale”. La Francia, prosegue l’articolo, starebbe dando “luce verde ad Haftar per attaccare e prendere possesso di Tripoli nel tentativo di fare la parte del leone” in relazione alle “risorse energetiche del Paese”.

ESERCITO – Serraj ha inoltre tenuto un incontro con il generale Mohammed Al-Sharif, capo di Stato maggiore dell’esercito libico. La riunione è servita per fare il punto delle operazioni nell’area di Tripoli e il coordinamento tra le varie unità sarà accompagnato dall’adozione di misure per tutelare i civili.

USA – Diplomatici americani lasciano intanto Palm City: i funzionari, come apprende l’AdnKronos da fonti d’intelligence occidentali, lasciano l’area a una ventina di km da Tripoli. Dalla capitale, dove la situazione viene descritta come sostanzialmente tranquilla, si percepiscono gli scontri in corso all’esterno della città. Il quotidiano ’Lybia Observer’, in particolare, fa riferimento anche a raid aerei da parte dell’aviazione di Tripoli.

SCUOLE – Il ministero libico dell’Istruzione ha poi delegato ai dipartimenti locali la decisione di chiudere le scuole, vista la situazione di estrema tensione in alcune aree attorno alla capitale: ad Abu Salim, come riferisce il ’Lybia Observer’, è già stata annunciata la sospensione dell’attività didattica.

Brexit, now or never

cms_12398/Brexit_bandiere_londra_Afp.jpg

Se il Parlamento non approva un accordo per uscire dall’Ue, la Brexit”ci scivola dalle dita”. La premier britannica Theresa May, come riferisce il ’Guardian’, nella serata di sabato ha rivolto l’ennesimo disperato appello ai parlamentari, affinché diano il via libera all’intesa con l’Ue. Il rischio, dice il primo ministro, è veder evaporare la Brexit.

“Visto che il Parlamento ha chiarito che fermerà l’uscita del Regno Unito senza un accordo, ora siamo di fronte ad una scelta senza appello: lasciare l’Unione europea con un’intesa o non lasciarla affatto”.

“Più tempo impieghiamo, più grande diventa il rischio che il Regno Unito non esca affatto. Significherebbe lasciarsi scivolare dalle dita la Brexit, per cui il popolo britannico ha votato. Io non sosterrò tutto questo – la posizione di May -. E’ essenziale arrivare al risultato che il popolo ha scelto votando e fare ciò che è necessario per ottenere un accordo”.

La reggia nascosta di Ceausescu

cms_12398/1.jpeg

Palatul Primaverii, la ex residenza privata dell’ex dittatore rumeno Nicolae Ceasescu, della moglie Elena e dei tre figli, sorge in uno dei quartieri più esclusivi di Bucarest. Fuori sembra una villa come le altre ma dentro è una vera reggia con decine di stanze sfarzose.

cms_12398/2.jpg

cms_12398/3.jpeg

cms_12398/4.jpg

cms_12398/5.jpeg

cms_12398/7.jpg

Autore:

Data:

7 Aprile 2019