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Haftar “disperato” lancia missili su Tripoli, Serraj lo denuncia all’Aja

Haftar “disperato” lancia missili su Tripoli, Serraj lo denuncia all’Aja

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“Nessuno ha dubbi su chi sia il responsabile dell’attacco missilistico della scorsa notte” contro un quartiere residenziale di Tripoli, Abu Slim, costato la vita a sei persone, tra cui tre donne appartenenti ad una stessa famiglia. Lo dicono all’Adnkronos fonti libiche, al termine di una giornata segnata dalla gravissima accusa al generale della Cirenaica di aver commesso crimini di guerra, con le prove presentate dal premier del governo di accordo nazionale Fayez Serraj alla Corte penale internazionale, e dalla smentita del portavoce di Haftar, secondo cui a colpire Tripoli sarebbero state “le milizie terroristiche”.

L’inviato delle Nazioni Unite Ghassan Salamé ha diffuso una dichiarazione durissima dopo il bombardamento, senza puntare esplicitamente il dito contro nessuna delle forze in campo. “Si aspetta un’analisi” di tutti gli elementi, “ma non ci sono dubbi su chi abbia la responsabilità di questo crimine di guerra, di questo crimine contro l’umanità di inaudita gravità”, sottolineano le fonti, che parlano di una ventina di missili Grad caduti sulle case.

“Il bombardamento della scorsa notte dimostra che Haftar è disperato, nonostante annunci la battaglia finale per Tripoli – commenta con l’Adnkronos Ashraf Shah, ex membro del dialogo politico che ha negoziato gli accordi di Skhirat – E’ finito, ha fallito politicamente e non ha più il sostegno nemmeno della popolazione della Cirenaica, è un perdente da oltre 40 anni”.

Un’opinione, questa, condivisa da fonti a Tripoli, che tuttavia sottolineano come, “nonostante non possa vantare un passato particolarmente glorioso, per prendere Bengasi ci ha messo quattro anni e mezzo e l’ha distrutta, Haftar sta però dal punto di vista geopolitico dal lato giusto della storia: ha al suo fianco Arabia Saudita, Emirati e gli Stati Uniti di Donald Trump”, che lo vedono come l’uomo forte della lotta contro il terrorismo.

Una giustificazione insopportabile per la gente di Tripoli e Misurata, convinta già da tempo che lo scopo del generale sia solo quello di creare “una dittatura militare”. Ma Salamé “ci ha messo giorni per denunciare quello che si sapeva da tempo – osserva Shah – Haftar non combatte sotto la bandiera della lotta al terrorismo ma per attuare un golpe”.

Dichiarazioni dell’inviato dell’Onu a parte, al Palazzo di Vetro resta intanto bloccata, per la solita opposizione di Russia e Francia, la bozza di risoluzione presentata dai britannici che chiede un cessate il fuoco immediato. Tiepidi anche gli Stati Uniti. E sul fronte diplomatico è da registrare oggi l’attesa telefonata tra il presidente americano Donald Trump e il premier Giuseppe Conte, che hanno condiviso, secondo fonti di Palazzo Chigi e della Casa Bianca, la preoccupazione per l’escalation sul terreno e per i rischi di una crisi umanitaria.

Intanto, a Tripoli il ministro degli Esteri del governo di concordia nazionale, Mohamed Taher Siala, ha ricevuto alcuni degli ambasciatori rimasti nella capitale libica, tra cui il rappresentante italiano Giuseppe Buccino – l’ambasciatrice francese Beatrice Le Fraper du Hellen si trova a Tunisi e ancora la scorsa notte è stata citata dai manifestanti scesi in piazza dopo il bombardamento per protestare contro Haftar e la Francia – ai quali ha fornito un aggiornamento “sugli ultimi sviluppi della crisi libica”, che smascherano “chi cerca con forza di ricorrere a una soluzione militare e sabotare il percorso politico”.

Gli ambasciatori, ha aggiunto il ministro, “sono stati aggiornati sul lavoro per chiedere una riunione del Consiglio per i diritti umani” dal momento che il governo di Tripoli denuncia “crimini contro l’umanità” dopo l’annuncio dell’offensiva “per liberare Tripoli” voluta dal generale Khalifa Haftar.

Guardia costiera europea si rafforza

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Diecimila unità per la Guardia costiera europea a partire dal 2027. Il Parlamento europeo riunito in plenaria a Strasburgo ha approvato in via definitiva la normativa che rafforza la Guardia di frontiera e costiera europea, per garantire una migliore protezione delle frontiere esterne Ue. Le modifiche all’Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera (Frontex), già concordate con i ministri Ue, mirano a risolvere le attuali carenze e a rispondere con più efficacia alle esigenze di sicurezza e gestione della migrazione.

La normativa, approvata con 403 voti favorevoli, 162 contrari e 44 astensioni, prevede che sia istituito un nuovo corpo permanente per sostenere i Paesi Ue nel controllo delle frontiere e nei rimpatri, nonché nella lotta alla criminalità transfrontaliera. Con un organico operativo di 5.000 persone nel 2021, il corpo permanente sarà pienamente operativo entro il 2027 con 10.000 unità. Inoltre, sarà creato un pool di intervento rapido per le emergenze.

Il corpo permanente sarà composto da guardie di frontiera e guardie costiere impiegate dall’agenzia, nonché da personale distaccato su base obbligatoria dai Paesi Ue.

L’agenzia così rafforzata sarà in grado di sostenere le procedure di rimpatrio negli Stati membri, individuando i cittadini di Paesi terzi che soggiornano irregolarmente nell’Ue e aiutando le autorità nazionali ad ottenerne i documenti di viaggio. Le nuove norme rafforzeranno inoltre la cooperazione con l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (Easo).

Sarà infine rafforzata la cooperazione con i Paesi terzi, consentendo nuovi accordi che andranno oltre i Paesi limitrofi dell’Ue. Il rispetto dei diritti fondamentali e la protezione dei dati personali in tale cooperazione è assicurato da varie garanzie. Le norme stabiliscono l’impiego di personale che valuterà costantemente che le attività operative dell’agenzia siano conformi ai diritti fondamentali.

La relatrice Roberta Metsola, del Ppe, ha dichiarato: “Questa legge trasformerà il modo in cui l’Agenzia europea delle guardie di frontiera e delle guardie costiere si occuperà della migrazione, garantendo l’istituzione di 10.000 nuove guardie di frontiera e nuovo personale, rafforzando la lotta contro la criminalità transfrontaliera, proteggendo i diritti fondamentali e favorendo il rimpatrio efficace di coloro che non hanno diritto alla protezione. Il nostro principio guida è stato quello di essere giusti con coloro che hanno bisogno di protezione, fermi con coloro che non sono ammissibili e duri con coloro che cercano di sfruttare le persone più vulnerabili del pianeta. I cittadini ce lo hanno chiesto e noi lo abbiamo fatto in tempo record”.

Londra, attivisti bloccano metro

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Gli attivisti contro i cambiamenti climatici del movimnto ’Extinction Rebellion’ si sono presi la scena oggi a Londra. Alcuni di loro hanno bloccato parzialmente la metropolitana della capitale britannica. Un uomo e una donna si sono arrampicati sul tetto di un vagone della Docklands Light Railway, alla stazione di Canary Wharf, incollandosi alla carrozza, prima di mostrare uno striscione con la scritta, “emergenza clima“.

Sempre sullo stesso treno, un altro attivista si è incollato a uno dei finestrini. I tre sono stati arrestati dalla polizia. Transport for London ha assicurato che i disservizi a causa della protesta sono stati “minimi”. Oggi, la polizia ha inoltre disabilitato le connessioni WiFi all’interno della metropolitana, per prevenire eventuali azioni da parte degli attivisti, giunti al terzo giorno di azioni dimostrative.

Altri quattro attivisti di Extinction Rebellion si sono invece incollati e incatenati alla recinzione che circonda l’abitazione di Jeremy Corbyn, per costringere il leader laburista ad impegnarsi contro i cambiamenti climatici, Secondo quanto riporta la stampa britannica, Corbyn ha preferito non incontrare gli autori della protesta.

Tragedia in Portogallo, autobus precipita: 28 morti

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Almeno 28 persone sono morte a Madeira, in Portogallo, nel disastro che ha coinvolto un autobus. Il mezzo, come riporta il Correio da Manha, è precipitato in una scarpata dell’isola. A bordo viaggiavano 57 persone da Santa Cruz verso Funchal. Le vittime sono turisti tedeschi: 11 uomini e 17 donne.

L’autista dell’autobus è rimasto ferito. La guida che accompagnava la comitiva di turisti è sopravvissuta, come riferisce il quotidiano Diario de Noticias. I vigili del fuoco, come rende noto l’agenzia Lusa, hanno confermato la presenza di feriti ma non hanno fornito cifre. Secondo le ricostruzioni, l’autobus sarebbe precipitato mentre viaggiava nell’area della località di Canico. L’autista avrebbe perso il controllo del mezzo in curva. L’autobus è precipitato finendo contro una casa. Le operazioni di soccorso coinvolgono in totale 19 mezzi.

Il presidente del Portogallo, Marcelo Rebelo de Sousa, volerà a Madeira dopo il disastroso incidente.

Minacciò scuole Colorado, morta 18enne

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La 18enne ritenuta una ’’minaccia credibile’’ per le scuole del Colorado è morta. Lo riferiscono i media locali, citando fonti delle forze dell’ordine. Il corpo della giovane, identificata come Sol Pais, è stato trovato in un’area montuosa della Clear Creek County, a circa 30 km da Denver. L’Fbi, con un tweet, ha reso noto che nella zona non c’è più alcuna minaccia. Le minacce della ragazza, definita inizialmente armata e pericolosa dalle autorità, erano a arrivate a pochi giorni dal 20esimo anniversario della strage di Columbine e avevano indotto le autorità a sospendere le attività in molte scuole. Secondo Jeff Shrader, sceriffo della Jefferson County, l’Fbi ha confermato che Pais è stata trovata “morta apparentemente per una ferita di arma da fuoco che si è procurata da sola”. La ragazza, descritta come ’’ossessionata’’ dalla strage che il 20 aprile 1999 costò la vita a 19 persone, era arrivata da Miami in Colorado nella serata di lunedì, aveva acquistato un fucile a pompa e munizioni. “Se fosse stata catturata -ha aggiunto lo sceriffo- sarebbe stata trattenuta e sottoposta a controlli per verificare le condizioni psicologiche”. “Prevediamo di tornare domani alle normali attività scolastiche con un livello più alto di sicurezza e procedure di vigilanza per i prossimi giorni”, ha detto Jason Glass, sovrintendente della Jefferson County.

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18 Aprile 2019