Traduci

Le inchieste scuotono il governo

Le inchieste scuotono il governo

cms_12541/conte_salvini_dimaio-afp.jpg

La prima grana esplode in mattinata e porta il nome del sottosegretario leghista ai Trasporti Armando Siri, molto vicino a Salvini, indagato per corruzione in relazione a una presunta tangente. La Lega fa quadrato, ribadendo “piena fiducia” al senatore. Ma la reazione del Movimento Cinque Stelle è agli antipodi. Peggio, i pentastellati sono categorici e si spingono a invocare le dimissioni dell’esponente governativo. Nel pomeriggio, però, è un altro caso ad agitare le acque grilline: a finire sotto accusa è la sindaca di Roma Virginia Raggi. Secondo quanto riporta l’Espresso’, l’ex amministratore di Ama, l’azienda partecipata che gestisce i rifiuti a Roma sarebbe stato licenziato in tronco a febbraio per essersi rifiutato di modificare il bilancio dell’azienda. Il Campidoglio nega, la sindaca minimizza, “è solo fango”. Ma la Lega coglie la palla al balzo per andare all’attacco. Per Salvini, che da giorni punzecchia la prima cittadina non ci sono dubbi: Raggi “non è in grado di fare il sindaco”.

La tensione nel governo è palpabile. Del resto, che la giornata di ieri fosse ad alta tensione si era capito già nelle prime ore del mattino, quando la notizie dell’indagine che vede coinvolto Siri era arrivata come un fulmine a ciel sereno. L’ideologo della flat tax, 47 anni, nell’ambito di un’inchiesta nata a Palermo è accusato dalla Procura di Roma di uno scambio di favori con un imprenditore nel settore dell’eolico, Vito Nicastri – ritenuto vicino a Matteo Messina Denaro – tramite l’ex parlamentare di Forza Italia Paolo Arata, attraverso il quale il sottosegretario avrebbe ricevuto “30mila euro” per modificare un norma (mai approvata) da inserire nel Def 2018, che avrebbe favorito l’erogazione di contributi per le imprese che operano nelle energie rinnovabili.

Di Maio parla chiaro: “Se i fatti fossero questi, Siri dovrebbe dimettersi”. Sulla stessa linea Alessandro Di Battista: ’’Ho sempre sostenuto questo governo, lo sosterrò ancor di più se il sottosegretario Siri si dimetterà il prima possibile”. La Lega manda avanti Giulia Bongiorno che replica ai Cinque Stelle, prima di far scendere in campo Salvini che blinda Siri. “Lo conosco come persona pulita, specchiata, integra, onesta – scandisce da Reggio Calabria, prima del Cdm -. Quindi, mi auguro che le indagini siano veloci per accertare se altri abbiano sbagliato. Per quello che mi riguarda, lui può tranquillamente rimanere lì a fare il suo lavoro e dico agli amici dei 5 Stelle che non si è dimessa la Raggi che è stata indagata per due anni e quindi in Italia si è colpevoli se si viene condannati”.

Ma Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture, non fa sconti e “in attesa di chiarezza” decide di ritirare le deleghe a Siri. Dal canto suo, Siri rompe il silenzio e all’ora di pranzo ’respinge tramite una nota “categoricamente tutte le accuse’’. Scende in campo anche il premier Giuseppe Conte che comunica la sua intenzione di chiedere “chiarimenti” al sottosegretario Siri, spiegando che “il contratto di governo contiene un codice etico in virtù del quale non possono svolgere l’incarico di ministri e direi anche di sottosegretari coloro che sono sotto processo per fatti gravi e la corruzione è indicata tra i fatti gravi a titolo indicativo non esaustivo”.

Ma i problemi per i Cinque Stelle non sono ancora iniziati. Nel pomeriggio L’Espresso pubblica l’anticipazione di un servizio che verrà pubblicato domenica che parla di un esposto inviato alla Procura di Roma contro la sindaca Virginia Raggi che avrebbe fatto “pressioni” indebite sull’ex presidente e ad dell’Ama Lorenzo Bagnacani e sull’intero cda dell’azienda per modificare il bilancio.

Stando alla denuncia, la sindaca avrebbe spinto il manager a togliere dall’attivo dell’Ama (che aveva un bilancio in utile per oltre mezzo milione di euro) “crediti che invece erano certi, liquidi ed esigibili”, con l’unico obiettivo, stando a Bagnacani, di portare i conti di Ama in rosso. In particolare, alcune registrazioni riportano delle frasi inequivocabili pronunciate da Raggi: “Devi modificare i conti. Punto. Anche se i miei uomini ti dicono che la luna è piatta”, dice la sindaca a Bagnacani, ammettendo che “la città è fuori controllo, i romani vedono la merda, se aumento la Tari, la mettono a ferro e fuoco”.

Per Salvini l’occasione è ghiotta per passare al contrattacco. In serata, da Bruno Vespa, ne approfitta per punzecchiare ancora la sindaca: “Se un sindaco dice ’ho la città fuori controllo’ allora cambia mestiere amica mia”. Poi l’affondo: Raggi, sottolinea, “non è più adeguata a fare il sindaco di Roma non per eventuali illegalità. Però se il sindaco della città più importante d’Italia dice ’i romani vedono la merda’ e ’la città è fuori controllo’ è un giudizio politico il mio, non sei in grado di fare il sindaco”.

E non risparmia un affondo per i partner di governo: “Non sopporto i due pesi e le due misure. Quando ci sono stati problemi con qualche ministro M5S non ho detto una parola perché siamo una squadra… Ognuno è fatto a suo modo, ognuno ha il suo galateo”, scandisce, prima di indirizzare l’ultima stoccata a Toninelli: “Con tutti i cantieri da riaprire in Italia, avrebbe bisogno di qualcuno che lo aiuti a fare il suo lavoro”.

“Spesa pensioni in rialzo fino al 2040”

cms_12541/cruciverba_anziano_ipa_fg.jpg

Quota 100, lo stop fino al 2026 dell’adeguamento degli assegni all’aspettativa di vita e il raffreddamento delle indicizzazioni delle pensioni per il periodo 2019-2021 determinerebbero nel complesso “un ulteriore aumento della spesa pensionistica fino al 2040, con un picco di oltre 0,7 punti percentuali del Pil nel 2022″. Lo rileva l’Ufficio parlamentare di bilancio nel rapporto sulla programmazione di Bilancio.

Dopo il 2040 inizierebbe “una lieve ma prolungata riduzione della stessa (in media circa un decimo di punto di Pil) negli anni successivi fino al 2070, ultimo anno dell’orizzonte previsivo. Fino al 2040, scrive l’Upb, prevale l’effetto di maggiore spesa pensionistica associato con il più elevato numero di persone che vanno in pensione per effetto dei requisiti di ’Quota 100’ e dei mancati adeguamenti dei requisiti anagrafici e contributivi alla speranza di vita. Successivamente prevale invece l’effetto di contenimento degli assegni pensionistici connesso con il raffreddamento della loro indicizzazione e con minori anzianità contributive.

“’Salva Roma’ non nel Dl Crescita”

cms_12541/campidoglioFTG.jpg

Il decreto ’Salva Roma’ non sarà inserito nel decreto Crescita. Lo ha detto il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, a margine di un incontro con Eduardo Bolsonaro, parlamentare e figlio del presidente del Brasile. “Dal mio punto di vista no” ha risposto a chi gli chiedeva se il ’Salva Roma’ sarà inserito nel provvedimento.

“Stiamo lavorando al decreto Crescita: non penso ci siano Comuni di serie A o di serie B. Quindi dico no a regali a qualcuno e non ad altri” ha detto Salvini. “Se vogliamo aiutare i Comuni, sarò il primo a farlo. Ma se c’è un intervento per aiutare un solo Comune, no”.

Greta all’attacco: “Niente è cambiato”

cms_12541/Greta_Thunberg_piazza_del_popoli_adn.jpg

(Loredana Errico) – Nessuna bandiera, solo cartelli originali e colorati e striscioni a tema: ’’Riscalda il tuo cuore e non il tuo pianeta’’; ’’Fate girare le pale, non fateci girare le palle’’; ’’Ci siamo rotti i polmoni’’. Così i ragazzi e le ragazze del ’Friday for future’ sono di nuovo in piazza per chiedere ai governi di tutto il mondo di fare presto perché il clima è già cambiato. Sono circa 3.500, stando alla stima della Questura di Roma.

Il simbolo che ha dato vita a questo movimento mondiale è Greta Thunberg, la sedicenne svedese, presente a Roma in piazza del Popolo. “Negli ultimi 6 mesi, milioni di studenti hanno scioperato per il clima ma niente è cambiato. Le emissioni stanno ancora crescendo e non c’è nessun cambiamento politico” afferma l’attivista. Per questo, “dobbiamo prepararci a lottare per molto tempo e non basteranno settimane e mesi ma ci vorranno anni”. Una battaglia che “stiamo facendo noi bambini per svegliare gli adulti e costringerli ad agire. Ne abbiamo abbastanza delle promesse non mantenute”

“Noi siamo qui oggi perché abbiamo deciso quale percorso intraprendere. E ora stiamo aspettando che gli altri seguano il nostro esempio. Il problema base è lo stesso in tutto il mondo ovvero che nulla viene fatto per arrestare la catastrofe ecologica”.

“Ci dicono stiamo perdendo tempo ma noi diciamo che stiamo cambiando il mondo in modo da poterci guardare indietro e dire che abbiamo fatto tutto il possibile. Continuiamo a combattere per il nostro futuro. Grazie Roma, grazie Italia”. Ad accogliere la giovane, indicata anche al premio Nobel per la pace, un ’Palco a Pedali’ che fornisce l’energia all’impianto grazie a 120 biciclette che animano un generatore. L’idea è di Andrea Satta dei ’Têtes de Bois’, gruppo musicale che sul palco presenta il brano ’Non c’è più tempo’ ispirato proprio alle parole di Greta.

In piazza anche 4 gazebo dove si stanno svolgendo attività musicali, di arti visive, poetiche e artistiche e in uno di questi anche il “filo per il clima”: una corda tesa che unisce il palco con la possibilità per chiunque di scrivere un messaggio esprimendo le emozioni sui cambiamenti climatici e attaccarlo con una molletta di legno. Per coprire “dal basso” tutti i costi dell’organizzazione della giornata è partita da giorni una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe e in piazza alcuni ragazzi ’armati’ di bussolotti continuano a raccogliere fondi. E sulle note di ’’tempo, non c’è più tempo, sono qui questo è il nostro momento’’ i ragazzi del Friday for future fanno sentire la loro voce dando vita allo sciopero mondiale per il futuro perché ’’è arrivato il momento ormai di agire’’.

Autore:

Data:

20 Aprile 2019