Traduci

Libia, “in 100mila pronti a partire per l’Italia”

Libia, “in 100mila pronti a partire per l’Italia”

cms_12585/Libia_Tripoli_8_Afp3.jpg

“Arriva a circa 100mila il numero complessivo dei migranti posizionati lungo tutta la costa libica, che sarebbero pronti ad imbarcarsi per l’Italia appena dovessero ricevere il segnale di farlo”. E’ quanto scrive la Stampa, citando le stime dei rapporti di intelligence. “Se l’offensiva lanciata dal generale Haftarcontro Tripoli si trasformasse in una guerra riconosciuta ufficialmente come tale dall’Onu, lo status legale di queste persone cambierebbe, e per il governo italiano diventerebbe impossibile rifiutare di aiutarle”, sottolinea il quotidiano torinese. “I rapporti di intelligence parlerebbero di almeno 6.000 profughi pronti a partire”, scrive ancora La Stampa, ma “la stima complessiva più realistica, effettuata sul campo, dice invece che lungo l’intera costa libica ci sono circa centomila esseri umani praticamente con i piedi nell’acqua. Alcuni si qualificano come rifugiati, e altri come migranti”.

“Al numero complessivo – rileva il quotidiano – andrebbero aggiunti anche i cittadini libici, come ha avvertito l’Alto commissario Onu per i Rifugiati, Filippo Grandi, che nel caso dell’esplosione di una vera guerra civile a tutto campo potrebbero iniziare anche loro a cercare rifugio lontano dal proprio paese”.

Nel frattempo continua a salire il bilancio delle vittime. I morti sono ormai 264 e 1.266 i feriti ha reso noto nella notte l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) in un tweet. “L’Oms – si legge – si unisce all’Ocha (Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari, ndr) nel chiedere una cessazione temporanea delle ostilità e a tutte le parti di rispettare il diritto internazionale umanitario”.

Gli ultimi sviluppi in Libia saranno al centro di una riunione consultiva al Cairo organizzata dalla presidenza egiziana e alla quale parteciperanno diversi leader africani. Lo ha riferito il sito del quotidiano ’Al-Ahram’, citando una nota diffusa dallo staff del presidente Abdel Fattah al-Sisi. Si discuterà di come rilanciare il processo politico e allo stesso tempo dei modi per “combattere il terrorismo nel Paese”. Oltre ad al-Sisi, saranno presenti il presidente del Ruanda, Paul Kagame, il presidente del Sudafrica, Cyril Ramaphosa, ed il presidente del Congo nonché presidente della Commissione dell’Unione africana, Denis Sassou Nguesso.

Nuovo terremoto nelle Filippine

cms_12585/Filippine_soccorsi_Afp_23.jpg

Nuova forte scossa di terremoto nelle Filippine, dopo il sisma di magnitudo 6.1 registrato ieri al nord e che ha finora provocato la morte di 15 persone. Secondo l’Us Geological Survey, un terremoto di magnitudo 6,6 è stato rilevato nei pressi di Tutubigan, nel sud del Paese.

L’epicentro del sisma di ieri è stato registrato nella città di Castillejos, nella provincia di Zambales, a nord di Manila. La scossa è stata avvertita nella regione di Metro Manila e nelle vicine province di Pampanga, Bulacan e Cavite.

Morte Lyra McKee, Nuova Ira ammette responsabilità

cms_12585/Lyra_McKee_polizia_Fg_Ipa.jpg

La Nuova Ira ha ammesso la propria responsabilità nell’uccisione della giornalista 29enneLyra McKeedurante gli scontri a Londonderry avvenuti nella notte tra giovedì e venerdì scorsi e ha offerto le sue “sincere scuse” alla famiglia ed agli amici della vittima.
Nel frattempo una donna di 57 anni è stata arrestata in relazione alla sparatoria il cui è morta McKee,uccisa da un colpo d’arma da fuoco alla testamentre si trovava vicino ad alcuni agenti.

“Durante un attacco del nemico – si legge in un comunicato del gruppo terroristico inviato all’’Irish News’ – Lyra McKee è morta tragicamente mentre si trovava a fianco delle forze nemiche”.

Alitalia, il richiamo dell’Ue

cms_12585/alitalia_hostess_porta_fg.jpg

L’Unione europea interviene sulla possibile conversione in capitale del prestito ponte concesso ad Alitalia dallo Stato italiano. Anche se, “in linea generale, il trattato sull’Ue è neutro per quanto riguarda la proprietà pubblica o privata” delle imprese, rende noto un portavoce della Commissione Europea, “gli interventi pubblici devono essere o conformi al mercato oppure rispettare le regole Ue sugli aiuti di Stato”.

La Commissione tuttavia “non ha abbastanza elementi, in questa fase, per prendere una posizione sul fatto se una conversione di una parte del prestito in capitale della Newco rispetterebbe le regole Ue”. Circa la possibile abolizione della data di restituzione del prestito ponte, “la Commissione non può fare speculazioni”, continua il portavoce.

Tuttavia, la data di restituzione del prestito è uno degli elementi di cui la Dg Concorrenza tiene conto per valutare se un operatore privato avrebbe agito nella stessa maniera e se una misura costituisce aiuto di Stato o meno (il cosiddetto arm’s length principle).

E’ evidente che un prestito ’sine die’ ad una compagnia con un margine operativo lordo negativo per 154 mln (dato 2018) non è in linea con quanto avverrebbe se al posto dello Stato italiano ci fosse un operatore privato. In ogni caso, prosegue il portavoce, “la Commissione non può commentare su misure nazionali che sono ancora in discussione nel Parlamento.

L’indagine della Commissione per stabilire se il prestito concesso ad Alitalia costituisca aiuto di Stato e se rispetta le regole Ue sugli aiuti di Stato è tuttora in corso e non possiamo pregiudicarne l’esito. Siamo in regolari contatti con le autorità italiane nel contesto della nostra indagine.

In generale, i trattati sono neutrali circa la natura privata o pubblica della proprietà. Ma le regole Ue sugli aiuti di Stato mirano ad assicurare che una società che riceve sostegno pubblico sia sostenibile nel lungo termine e che competa sulla base dei suoi meriti, piuttosto che appoggiarsi sui soldi dei contribuenti”.

“Arrestato per colpa di Apple”,18ennefa causa per 1 mld

cms_12585/apple_store_fg_ipa.jpg

Un teenager di New York fa causa alla Apple per un miliardo di dollari. Il 18enne Ousmane Bah sostiene di essere stato arrestato ingiustamente. Tutta colpa, o quasi, del sistema di riconoscimento facciale utilizzato negli store dell’azienda di Cupertino che lo avrebbe collegato ad una serie di furti compiuti nei negozi.

Bah, arrestato a novembre, afferma che il mandato comprendeva una foto di un’altra persona. Il giovane ha avviato l’azione legale basandosi anche sulle affermazioni di un detective del Dipartimento di polizia di New York: nei video registrati dalle telecamere degli store, sarebbe stato immortalato un soggetto che “non somigliava nemmeno lontanamente” a Bah. Apple, come riferisce il Washington Post, non ha commentato la vicenda specifica, limitandosi ad affermare che non usa nei propri punti vendita una tecnologia come quella descritta nell’azione legale. Al centro del caso, a quanto pare, c’è un tesserino studentesco che il ragazzo avrebbe smarrito o che sarebbe stato rubato. Il legale di Bah ipotizza che il documento sia stato presentato in un Apple Store e che sia stato quindi abbinato al volto del ladro ripreso dalle telecamere.

Secondo questo schema, ad ogni ingresso del ladro in un negozio della Apple, il sistema avrebbe segnalato la presenza di Bah. In attesa che si faccia definitivamente chiarezza, il 18enne ha dovuto fare i conti con accuse formalizzate in Delaware, Massachusetts, New Jersey e New York. In 3 casi, i procedimenti sono stati archiviati. Gli inquirenti, ad esempio, hanno appurato che il teenager non è mai stato a Boston nel periodo in cui è stato compiuto il furto. In New Jersey il fascicolo è ancora aperto.

Autore:

Data:

24 Aprile 2019