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“Trump ha sostenuto Haftar”

“Trump ha sostenuto Haftar”

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Nel corso di una telefonata con Khalifa Haftar, Donald Trump ha espresso il sostegno degli Stati Uniti all’attacco lanciato dal generale libico a Tripoli, per deporre il governo riconosciuto dall’Onu del premier Fayez Al-Sarraj. Lo riporta l’agenzia Bloomberg, citando fonti dell’Amministrazione Usa a conoscenza della vicenda.

Una precedente telefonata del consigliere per la Sicurezza nazionale, John Bolton, secondo tre fonti diplomatiche, diede ad Haftar l’impressione che da parte di Washington vi fosse il via libera alla sua offensiva contro Tripoli.

Queste rivelazioni, sottolinea Bloomberg, vanno oltre il resoconto della telefonata tra Trump e Haftar del 15 aprile, fatto in un comunicato della Casa Bianca venerdì scorso. La conversazione tra il presidente Usa e il generale libico è avvenuta dopo l’incontro del 9 aprile tra Trump e il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sissi, nel quale quest’ultimo invitò Washington a sostenere Haftar, secondo due fonti citate da Bloomberg.

Il giorno prima del comunicato della Casa Bianca nel quale si dava conto della telefonata con Haftar, Trump parlò anche con il principe ereditario di Abu Dhabi, Mohammed bin Zayed Al Nahyan, anch’egli sostenitore del generale libico.

Biden scende in campo

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Joe Biden ha annunciato la sua candidatura per le Presidenziali del 2020. In un video messaggio pubblicato sui social media, il 76enne ex vice presidente dell’Amministrazione Obama ha attaccato direttamente il presidente Donald Trump, affermano che “siamo in una battaglia per l’anima di questa nazione”.

Il riferimento è agli scontri del 2017 a Charlottesville tra suprematisti bianchi e contro manifestanti, dopo i quali Trump affermò che c’erano “brave persone da entrambe le parti”. E’ in quel momento, ha detto Biden che ho capito che “i valori fondanti di questa nazione, il nostro ruolo nel mondo, la nostra stessa democrazia, tutto ciò che ha reso l’America l’America, è in pericolo. Per questo, oggi annuncio la mia candidatura per la presidenza degli Stati Uniti”.

L’annuncio di Biden precede di qualche ora l’evento di raccolta fondi che è in programma a Philadelphia, mentre il primo vero evento della campagna si svolgerà lunedì a Pittsburgh, città operaia un tempo feudo democratico, che nel 2016 si schierò con Trump.

Macron: “Giuste ragioni gilet gialli ma torni l’ordine”

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“L’ordine pubblico deve tornare” ma questo “non deve far scomparire anche le giuste richieste, avanzate dal Movimento” dei gilet gialli. Un movimento “inedito che ha espresso la sua ira, la sua preoccupazione e la sua impazienza”. Così il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron nel corso della conferenza stampa al termine del grande dibattito. “Quando si ottiene il potere ottenendo la fiducia del popolo, bisogna accettare di avere anche quella parte di collera che va contro il potere. Dirigere oggi in democrazia è accettare di non essere popolare. Preferisco essere responsabile, mantenere i miei impegni e prendere delle decisioni che credo siano giuste. Assumo il fatto di poter essere impopolare”. Tutto questo, però, “non giustifica tutto quello abbiamo vissuto in questi ultimi mesi e che hanno subito la mia famiglia e contro alcuni eletti”. “Siamo un Paese dove si può bestemmiare, dire il peggio possibile al presidente della Repubblica. Non ci dobbiamo abituare all’odio e alla mancanza di rispetto. E’ un passo indietro nella morale civica e nell’educazione che non dobbiamo accettare”, sottolinea Macron aggiungendo che “non diventerò quello che cerca di piacere. Non renderebbe un servizio al nostro Paese”.

Macron respinge l’ipotesi di rendere obbligatorio il voto. “Non si risponde ad una crisi democratica con la costrizione”, sottolinea il Capo dello Stato francese che in merito al voto bianco non va contabilizzato. “Ci possono essere dei progetti che non ci piacciano totalmente durante le elezioni ma dobbiamo scegliere. E’ una scelta importante”, rileva Macron. Il presidente della Repubblica non raccoglie la proposta di alcuni Gilet gialli che volevano un Referendum d’iniziativa. “Non lo auspico. Ma possiamo migliorare il meccanismo del referendum semplificandolo”, sottolinea Macron.

LE MISURE – “Voglio una riduzione delle imposte per chi lavora riducendo significativamente l’imposta sul reddito” dice, chiedendo ai francesi di “lavorare di più” per finanziare il taglio delle tasse che il governo si appresta a varare. Macron si è detto anche “favorevole” all’introduzione di una quota del 20% di proporzionale per l’elezione dell’Assemblé Nationale, la Camera dei Deputati francesi e ad un taglio del numero dei parlamentari compreso fra il 25 e il 30%. Ma non solo. Tra le misure annunciate oggi dal presidente della Repubblica francese c’è anche quella di voler aumentare a 1.000 euro al mese la pensione minima per chi ha fatto una carriera completa. Inoltre Macron ha spiegato “che fino alla fine del mandato nel 2022 non ci saranno nuove chiusure di ospedali o scuole senza l’accordo dei sindaci”.”Penso che bisognerà sopprimere l’Ena”, la Scuola Nazionale dell’Amministrazione, ha concluso, “non per piacere ma per fare qualcosa che funziona meglio”.

Kamikaze milionari

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Sono nove i terroristi kamikaze che si sono fatti esplodere negli attentati di Pasqua in Sri Lanka e fra loro vi sono una coppia sposata e due fratelli. Lo ha reso noto il portavoce della polizia, Ruwan Gunasekera, spiegando che otto dei kamikaze sono stati identificati. L’unica donna del gruppo, moglie di uno dei kamikaze, si è fatta saltare in aria quando la polizia è arrivata alla sua abitazione.

Fra le 60 persone arrestate, c’è anche Mohamed Ibrahim, facoltoso uomo d’affari che è il padre di almeno due dei terroristi. L’uomo è il proprietario di una casa nel quartiere di Dematagoda a Colombo, dove la polizia ha condotto un raid poche ore dopo gli attentati. Tutti i terroristi provenivano da famiglie di classe media o alta ed erano istruiti. Uno di loro aveva compiuto studi in Gran Bretagna e Australia.

Secondo il ministro della Difesa dello Sri Lanka, Ruwan Wijewardene, i terroristi fanno parte di un gruppuscolo dissidente che si è staccato dal National Thowheed Jamaath, un oscuro gruppo estremista islamico. Il leader del gruppuscolo dissidente si è fatto esplodere all’hotel Shangri-La. Al momento non è chiaro il ruolo dello Stato islamico, che martedì ha rivendicato l’attentato. Wijewardene parla di un collegamento con l’Is “tramite l’ideologia e forse il finanziamento”, ma su quest’ultima parte è ancora in corso l’indagine.

Intanto le autorità dello Sri Lanka hanno corretto il bilancio delle vittime degli attentati di Pasqua. I morti sono “circa 253”, ha riferito il ministero della Sanità, secondo quanto riporta la Bbc. In precedenza, il bilancio era di oltre 350 morti. Il ministero ha attribuito la responsabilità a un “errore di calcolo”.

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26 Aprile 2019