Traduci

Spagna, vince Sánchez

Spagna, vince Sánchez

cms_12647/psoe_afp.jpg

La Spagna ha votato per la difesa dei diritti e delle libertà, dell’uguaglianza e della giustizia sociale, per un Paese che guarda al futuro e vuole continuare a progredire. Grazie agli oltre7.300.000 spagnoli e spagnole che hanno fatto affidamento sul Psoe”. Così, in un tweet, il leader socialista Pedro Sánchezdopo i risultati delle elezioni in Spagna.

Con il 99,9% dei voti scrutinati i socialisti ottengono 123 seggi alla Camera, seguiti dal Partito Popolare – al suo peggior risultato di sempre – con 66 seggi. Poi Ciudadanos con 57 seggi, Podemos con 42 e l’estrema destra di Vox con 24.

Il voto segna la prima volta di un partito di ultradestra nel Parlamento, ma la sua avanzata è inferiore alle previsioni dei sondaggi. Chiaro vincitore, Sanchez avrà però bisogno di alleati per raggiungere la soglia dei 176 seggi necessari per governare, per la quale non basteranno i deputati della sinistra radicale di Podemos.

I socialisti hanno vinto in una tornata elettorale che ha visto il crollo storico dei popolari. Come, di storico, c’è l’ingresso in Parlamento dell’estrema destra; ma ora la Spagna deve trovare una maggioranza per formare il governo e, ancora una volta, saranno i partiti indipendentisti a ricoprire un ruolo importante nel rebus delle alleanze.
Il Paese iberico è arrivato al voto dopo un periodo di difficile stabilità politica: nel dicembre 2015, infatti, l’arrivo in parlamento di due nuove forze anti-casta (Podemos e Ciudadanos) ha contribuito a frammentare il Parlamento, tanto che è stato necessario ripetere le elezioni a giugno 2016 di fronte all’impossibilità di formare un esecutivo. Da allora si sono succeduti due governi di minoranza, guidati prima dal popolare Rajoy e poi da Sánchez.

Gru crolla su campus Google

cms_12647/gru_seattle_polizia_twitter.jpg

Quattro persone sono morte e altre quattro sono rimaste ferite dal crollo di una gru sul Campus Google di Seattle. L’incidente è avvenuto sabato pomeriggio, all’incrocio tra Mercer Street e Fairview Avenue. La gru è crollata schiacciando delle auto vicino al cantiere edile in una strada nel distretto South Lake Union, hanno riferito i vigili del fuoco di Seattle. Le vittime sono due autisti della gru e due persone che viaggiavano su auto separate.

Tra i feriti, invece, ci sarebbero una donna e il suo bambino e un uomo di circa 20 anni che sono stati portati in ospedale. L’incidente si è verificato alle 15.30 locali. L’edificio in costruzione, che ospiterà il nuovo campus di Google e circa 150 nuovi appartamenti è stato gravemente danneggiato.

Barbecue in strada, sparatoria a Baltimora

cms_12647/usa_police_afp.jpg

Un morto e sette feriti. E’ questo il bilancio di una sparatoria avvenuta a Baltimora, una delle città americane con il più alto tasso di violenze, legate soprattutto al traffico di droga. A quanto riferisce il ’Washington Post’, un uomo ha aperto il fuoco contro un gruppo di persone che stavano facendo un barbecue in strada verso le cinque del pomeriggio.

Arrivato sul posto, il nuovo capo della polizia, Michael Harrison, ha affermato che la sparatoria appariva “estremamente mirata”, ma non ha fornito altri dettagli. Un uomo è morto sul posto, mentre altre sei persone ferite sono state ricoverate. Successivamente un settimo ferito, colpito ad una gamba, si è presentato in ospedale. Baltimora, in Maryland, è una delle più povere fra le grandi città americane e ha un alto tasso di criminalità. Negli ultimi due anni vi è stata una media annua di 300 omicidi.

Spari e terrore a San Diego

cms_12647/san_diego_3_afp.jpg

Una donna morta e tre persone ferite, tra cui un rabbino e una bambina. E’ il bilancio della sparatoria avvenuta ieri in una sinagoga a Poway, in California, un tranquillo centro residenziale di livello medio alto con 48mila abitanti. L’attacco si è verificato alle 11.30 locali, nell’ultimo giorno della cerimonia per la festività di Passover, la Pasqua ebraica. Al momento dell’attacco nella sinagoga erano presenti almeno 100 persone.

IL KILLER – In manette è finito John Earnest, un 19enne residente a San Diego. La polizia ha setacciato i post sui social media pubblicati dal ragazzo, dove ha trovato anche ’un manifesto’, come ha spiegato lo sceriffo della contea di San Diego, William Gore. Nel documento, pubblicato ieri online Earnest si descriveva come “suprematista bianco” e “antisemita” e annunciava di voler uccidere degli ebrei. Nel documento, scrive il Washington Post, Earnest rivendica di aver dato fuoco un mese fa ad una moschea nella località californiana di Escondido, a poche miglia dalla sinagoga in cui è avvenuta ieri la sparatoria.

Il 19enne dedica l’attacco alla moschea a Brenton Tarrant, l’australiano accusato dell’attacco di marzo in due moschee di Christchurch in Nuova Zelanda. Il suo manifesto ricalca in parte quello che era stato diffuso online da Tarrant. Nel suo delirante documento, Earnest fa riferimenti alla sparatoria di Christchurch, quella di marzo nella sinagoga di Pittsburgh, oltre a Gesù Cristo e Adolf Hitler. In un post sulla piattaforma 8chan, un utente che sembra essere Earnest aveva diffuso il manifesto e annunciato l’intenzione di trasmettere in live stream le sue azioni su Facebook, fornendo anche un link. La piattaforma aveva però bloccato il profilo. Nel messaggio ci sono riferimenti al movimento “red pill”, diffuso su Internet, che è incentrato sull’antifemminismo e le idee della alt right.

Gli investigatori dell’Fbi e i detective della omicidi hanno interrogato il 19enne, che non avrebbe precedenti penali. Le autorità ritengono che Earnest abbia agito da solo. “Chiaramente è indagato per omicidio”, ha spiegato Gore in conferenza stampa. Diversi vicini hanno riferito al sito del San Diego Union Tribune di aver udito i colpi d’arma da fuoco. Alcuni residenti vicino al tempio ebraico sono stati evacuati dalle loro case e portati in una vicina scuola elementare, dove le autorità hanno istituito un centro di comando. All’interno della sinagoga era presente anche un ufficiale fuori servizio che ha risposto al fuoco. L’assalitore è stato poi fermato dalla polizia.

LE VITTIME – A perdere la vita è stata Lori Gilbert Kaye, una donna di 60 anni mentre tra i feriti si contano una bambina di otto anni e suo zio, che si erano trasferiti negli States dopo che la loro casa in Israele era stata colpita da razzi di Hamas, oltre al rabbino Yisroel Goldstein, che celebrava il rito. Nessuno di loro è in gravi condizioni. Lori è morta per le ferite riportate nella sparatoria. Secondo testimonianze riportate dal Jerusalem Post, la donna si è gettata davanti al rabbino, facendoli scudo con il suo corpo. Shimon Abitbol, un anziano infermiere israeliano, ha tentato invano di soccorrerla, racconta Times of Israel. Il marito è svenuto dopo averla vista a terra. Il rabbino, invece, colpito alle mani, ha coperto le ferite con il suo scialle di preghiera, e ha parlato ai fedeli cercando di riportare la calma.

“Questa non è Poway”, ha detto il sindaco Steve Vaus, ricordando un evento interreligioso tenuto nell’ultimo mese che ha riunito diverse persone della comunità. “Supereremo questa tragedia uniti”. Prima di lasciare Washington per una manifestazione nel Wisconsin, il presidente americano Donald Trump ha parlato di “crimine d’odio” esprimendo “le più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime”.La polizia di San Diego tiene sotto controllo per precauzione le altre sinagoghe dell’area.

I PRECEDENTI – La sparatoria è avvenuta a sei mesi esatti da quella dello scorso 27 ottobre nella sinagoga dell’Albero della Vita a Pittsburgh, dove morirono 11 persone, considerato il più grave attacco antisemita della storia americana. A sparare era stato un uomo, Robert Bowers, che aveva diffuso dichiarazioni antisemite su Internet ed è stato ferito dalla polizia che lo ha catturato.

Autore:

Data:

29 Aprile 2019