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Bankitalia, via libera a nomine

Bankitalia, via libera a nomine

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Via libera alle nomine di Bankitalia. A quanto apprende l’Adnkronos, il Consiglio dei ministri avrebbe dato l’ok alla nomina dei 4 membri del direttorio. Si tratta di Fabio Panetta, direttore generale, Daniele Franco, Alessandra Perrazzelli e Federico Signorini. Nel corso della riunione, si apprende da fonti della Lega, si è dato il via libera alle nomine “con riserve sulle nomine esterne che non valorizzano le tante risorse interne”. A giorni, spiegano le stesse fonti, “sarà presentata dalla Lega una proposta di riforma di Bankitalia”.

L’accordo è arrivato a ridosso della scadenza del rinnovo delle nomine, prevista per il 10 maggio. Via libera anche a Gerarda Pantalone come nuovo prefetto di Roma. Una nomina, quest’ultima, che ha riscontrato soddisfazione nella Lega.

Più in generale, nel corso del Cdm, si apprende da fonti del Carroccio, si è registrato un “clima positivo e costruttivo” all’interno del governo.

Per quanto riguarda invece la discussione sulle autonomie, le stesse fonti spiegano che nella riunione è stato fatto un “passo avanti” e che le intese sulla riforma saranno portate nel prossimo Cdm. Ma dal M5S arriva lo stop. Sul tema, a quanto apprende l’Adnkronos, la ministra per le Autonomie Erika Stefani avrebbe messo sul tavolo della riunione un dossier, giudicato precario da autorevoli fonti M5S presenti in Cdm. E anche l’annuncio di un approdo nel prossimo Consiglio dei ministri delle intese sulla riforma sarebbe stato lasciato cadere nel corso della riunione, raccontano.

’’Ne ha parlato Salvini – viene spiegato – ma la sua proposta è caduta nel vuoto’’. Il premier Giuseppe Conte avrebbe così proposto un tavolo ad hoc per sciogliere i nodi. Soltanto una volta trovata la quadratura, viene spiegato, la legge caldeggiata dalla Lega approderà in Cdm. Sulle autonomie, il M5S avrebbe frenato la fretta della Lega: “Le priorità sono altre, come il salario minimo e il taglio degli stipendi dei parlamentari’’, viene rimarcato.

Nessuna decisione, invece, sulla vicenda di Armando Siri, il sottosegretario leghista ai Trasporti, indagato per corruzione. La vicenda non sarebbe stata nemmeno sfiorata nel corso della riunione.

Pil, Italia fuori da recessione: mini-ripresa +0,2%

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(Luana Cimino) – Italia fuori dalla recessione con un rimbalzo di un paio di decimali. Il governo esulta, l’opposizione attacca e gli analisti parlano di “stagnazione“, davanti alla stima sul pil diffusa dall’Istat a +0,2%, la prima sotto segno positivo dopo due trimestri di contrazione.

La previsione dell’Istituto di statistica vede il prodotto interno lordo, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, in aumento appunto dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,1% rispetto allo stesso periodo del 2018. La variazione acquisita per il 2019 è pari a +0,1%. Siamo di fronte ad un “moderato recupero che ha interrotto la debole discesa dell’attività registrata nei due trimestri precedenti” entrambi chiusi con -0,1%, rileva l’Istat, osservando che nel complesso, “l’ultimo anno si è caratterizzato come una fase di sostanziale ristagno del pil, il cui livello risulta essere nel primo trimestre del 2019 pressoché invariato rispetto a quello di inizio del 2018”.

Una lieve ripresa che, secondo il ministro dell’Economia Giovanni Tria, farebbe ben sperare per il dato annuo. “L’Italia è fuori dalla recessione”, sottolinea. “In un clima di cauto ottimismo – aggiunge – il dato del primo trimestre lascia intravedere che la previsione di crescita annuale (0,2% in termini reali) indicata nel Def possa essere raggiunta e anche superata, se il contesto internazionale sarà moderatamente favorevole”.

Da Tunisi, dove si trovano per un vertice intergovernativo, arriva il commento del premier Giuseppe Conte e del vice premier Luigi Di Maio. “L’Italia torna a crescere e questo ci conforta sulla bontà della nostra politica economica in un contesto internazionale molto difficile e senza che siano ancora considerati gli effetti delle nuove misure adottate. Nel secondo semestre l’economia crescerà in modo consistente”, afferma il presidente del Consiglio.

“L’Italia fuori dalla recessione dimostra che la direzione intrapresa dal governo è quella giusta. Andiamo avanti come un treno verso il cambiamento”, sottolinea Di Maio. “C’è un Pil in linea con quello che avevamo previsto nel Def che abbiamo varato”, aggiunge Di Maio osservando, inoltre, che “l’Italia oggi è capofila per produzione industriale con +0,8% contro -2 della Germania”.

Per il vicepremier Matteo Salvini “i dati positivi sul pil, sul lavoro e sulla ripresa economica impongono al governo una doverosa e sostanziale riduzione delle tasse. È obbligatorio realizzare al più presto la flat tax per imprese, lavoratori e famiglie, come da contratto di governo, senza dubbi o ritardi”, sottolinea il leader della Lega.

Ma l’opposizione va all’attacco. “L’Istat certifica che l’economia italiana è sostanzialmente ferma, ma i cantori del governo oggi festeggiano e celebrano un’uscita tecnica dalla recessione”, scandisce Roberto Gualtieri (Pd), presidente della commissione Affari Economici e Monetari all’Europarlamento. “L’Italia resta il fanalino di coda dell’Europa per livello di crescita”, sottolinea Renato Brunetta, osservando che “l’Italia è ferma, mentre il resto dell’Europa torna a crescere”.

Anche per gli analisti internazionali il bicchiere è mezzo vuoto. “Una rondine non fa primavera”, dice all’Adnkronos Daniel Gros, direttore del Centre for european policy studies di Bruxelles. “Non si può prendere solo questo trimestre: bisogna guardare a quelli precedenti, che erano negativi. La media sull’ultimo anno è sempre più o meno zero”, spiega. Gli fa eco Cinzia Alcidi, capo dell’Unità di Politica economica del Ceps. “Sarei cauta a parlare di ripresa visto che ci troviamo davanti a dati trimestrali”, sottolinea. “Si tratta di incrementi ai decimali che – conclude – in generale indicano una situazione di stagnazione e questo è il messaggio di fondo”.

Siri in panchina?

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Bocche cucite sul colloquio avvenuto ieri in serata tra il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il sottosegretario ai Trasporti Armando Siri, indagato per una presunta corruzione nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti nell’eolico, un’inchiesta che ha messo a serio rischio la permanenza del leghista nel governo giallo verde. A quanto apprende l’Adnkronos, il colloquio sarebbe stato lungo, durato ore e ore, con un premier attento ad ascoltare la versione del sottosegretario per comprendere meglio la vicenda che lo vede coinvolto in prima persona.

E benché Conte abbia tenuto il massimo riserbo e rinviato una decisione che molti attendevano già stasera- “siamo nel pieno di un percorso. La mia giacca non si lascia tirare più di tanto”, ha dichiarato da Tunisi – la convinzione che circola tra i beninformati è che il tempo per Siri stia per scadere, costretto alla ’panchina’ finché l’indagine a suo carico non verrà chiarita.

La vicenda che vede coinvolto il sottosegretario starebbe sfibrando ulteriormente i rapporti, già ai minimi storici, tra i due vicepremier: l’attesa prova di disgelo a Tunisi non sarebbe mai andata in scena. “Io mi fido del presidente del Consiglio”, ha tagliato corto Di Maio rispondendo a chi gli chiedeva un commento sul caso Siri e sull’invito del premier a pazientare. Il boccino è nelle mani di Conte, che per sciogliere pubblicamente la riserva potrebbe attendere la deposizione del sottosegretario, attesa a giorni.

Rottamazione ter, Lega in pressing

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La rottamazione ter chiude con oltre un milione di domande. A cui si aggiungono le 300.000 richieste per il saldo e stralcio. Oggi è l’ultimo giorno per partecipare alla sanatoria che, nella sua versione originale, interessava i carichi affidati agli agenti della riscossione dal primo gennaio 2000 al 31 dicembre 2017. Grazie alle modifiche, introdotte con diversi provvedimenti, i termini del condono sono stati riaperti anche per chi aveva aderito alla rottamazione bis ma poi era rimasto indietro con i pagamenti, perdendo il diritto di fare pace con il fisco pagando solo i tributi (senza sanzioni e interessi).

Già da diversi giorni, da più parti, arrivano le richieste di riapertura dei termini. In particolare, all’interno del governo, è la Lega che spinge per prevedere un’altra finestra. L’idea, spiegata per primo dal vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, sarebbe quella di inserire un emendamento al decreto legge crescita. Il provvedimento contiene già norme che vanno in questo senso: è prevista infatti la possibilità di estendere la sanatoria anche alle multe (auto, motorini, ecc.) e, in generale, a tutti i prelievi degli enti locali e territoriali (Tasi, bollo veicoli, addizionali comunali e regionali, ecc.).

Se fosse accettata la proposta, come illustrata anche da altri esponenti del Carroccio, tra cui il viceministro dell’Economia, Massimo Garavaglia, non si tratterebbe di una proroga effettiva, in quanto le domande potrebbero essere accolte di nuovo solo dopo l’approvazione definitiva del decreto legge da parte del parlamento.

Il dl, che dovrebbe essere in dirittura d’arrivo per la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, deve essere approvato entro 60 giorni (quindi la fine di giugno). Un’eventuale riapertura della rottamazione ter potrebbe avvenire solo in seguito alla pubblicazione in Gu, con le modifiche approvate dalle camere, e quindi verosimilmente non prima di luglio. Il ministero dell’Economia, come di consueto, ha fatto sapere che non è prevista una proroga (anche per non perdere le possibili adesioni da parte dei contribuenti che, sapendo di avere più tempo, potrebbero decidere di aspettare per presentare le domande).

L’estensione della sanatoria è un’esigenza avvertita da più parti. Secondo i commercialisti le numerose domande arrivate hanno ’’creato una serie di problemi’’ che si sono sommati ad altre ’’motivazioni palesemente legate alle inefficienze della Pa”. Poi c’è l’Istituto nazionale tributaristi, che ha scritto una lettera al ministro dell’Economia, Giovanni Tria, per spiegare che ’’un maggior lasso di tempo darebbe a contribuenti e consulenti la possibilità di superare le problematiche causate da vari intoppi sia di carattere informatico, sia di carattere interpretativo’’.

Anche il Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro ha pensato di inviare una missiva al titolare del dicastero di via XX settembre, per mettere in luce i malfunzionamenti della piattaforma online dell’Agenzia delle entrate per la presentazione delle domande di rottamazione ter e di saldo e stralcio, chiedendo una proroga dei termini.

Regeni, ok a commissione inchiesta

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Via libera all’istituzione della commissione di inchiesta sulla morte di Giulio Regeni. La Camera ha dato l’ok con 376 voti a favore, 54 astenuti e nessun contrario. Tutti i gruppi hanno votato a favore, solo Fi si è astenuta. L’organismo parlamentare sarà chiamato a far luce sulla morte del ricercatore barbaramente ucciso in Egitto.

“Sono molto soddisfatto per l’approvazione della legge, è un passo successivo per accertare la verità, che significa che il nostro Paese, il nostro Parlamento, la nostra Camera dei deputati non si fermeranno mai perché vogliamo giustizia per il nostro Giulio, ucciso in Egitto” ha detto all’Adnkronos il presidente della Camera Roberto Fico . “Con la famiglia Regeni è tanto che ci sentiamo – risponde il presidente a chi gli domanda se oggi sentirà i genitori di Giulio – La commissione dovrà fare un lavoro faticoso, difficile, ma so che saranno tutti in grado di farlo al meglio e al massimo delle capacità”.

Il punto, per Fico, “è che oggi, dopo tre anni, dovrebbero esserci la verità, la giustizia e non la commissione di inchiesta, ma purtroppo, siccome non ci sono state, dobbiamo andare avanti e usare ogni strumento”. La commissione sarà incisiva? “Certo”, si dice convinto il presidente della Camera. “Nonostante un grande lavoro fatto quest’anno -aggiunge- l’Egitto non ha iniziato nemmeno un processo ed è per questo che oggi la commissione d’inchiesta assume un significato ancora più grande”.

“Per me – attacca ancora Fico – le parole di Al Sisi non hanno alcun senso, alle parole devono seguire i fatti, se non seguono i fatti rimangono solo parole. Sono tre anni che ci sono solo parole, quindi le parole non le ascolto più, voglio i fatti”.

L’istituzione della commissione d’inchiesta sull’uccisione di Giulio Regeni “è un messaggio a chi pensa che lo Stato italiano, il Parlamento italiano si dimentichino di Giulio Regeni. Invece andiamo avanti fino in fondo per ottenere la verità per un nostro ragazzo torturato e ucciso”. continua il presidente della Camera. “Il Parlamento non si fermerà mai e oggi il voto senza voti contrari di quest’Aula lo afferma in modo chiaro e forte”.

Dell’eventuale rottura dei rapporti commerciali con l’Egitto in assenza di risposte sull’uccisione di Giulio Regeni, “se ne sta occupando il governo e anche il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, sta lavorando e lavora in questo senso” afferma Fico.

I genitori di Giulio Regeni “non li ho sentiti, ma sono due persone che stanno dando un grande esempio a tutto il nostro Paese, di fermezza, di coraggio, di sobrietà – conclude il presidente della Camera – un valore aggiunto per il nostro Paese e per il nostro Stato”,dice ancora.

Berlusconi operato

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Silvio Berlusconi è stato operato per un’occlusione intestinale, l’intervento è riuscito e presto il leader di Forza Italia sarà dimesso. “Il presidente Silvio Berlusconi nella notte del 29 aprile ha accusato sintomi addominali – fa sapere una nota -. Una tomografia computerizzata ha rilevato uno stato occlusivo a carico del piccolo intestino”.

Il presidente Berlusconi “è stato sottoposto in serata a laparoscopia esplorativa che ha permesso di diagnosticare e trattare l’occlusione intestinale da volvolo ileale su una briglia aderenziale dovuta ad un intervento di colecistectomia eseguito 40 anni fa”. “L’intervento è correttamente riuscito ed è stato risolutivo. Il presidente è ora in salute e sarà dimesso nei prossimi giorni”.

A seguirlo come sempre è il suo medico personale Alberto Zangrillo, primario di Terapia intensiva cardiochirurgica dell’ospedale. Le prossime ore saranno di riposo totale per Berlusconi, che ha ricevuto la visita del fratello Paolo.

Berlusconi “sta bene”, ha detto Licia Ronzulli, a margine dell’incontro a Villa Gernetto, a Lesmo, con i candidati alle europee per Forza Italia. Il leader di Fi “è stato sottoposto a terapia antalgica” al San Raffaele e “sta benissimo, parla al telefono e coordina – ha aggiunto Ronzulli -. Ha provato a venire qui, ma Zangrillo è stato categorico”.

In serata, lo stesso leader di Fi ha diffuso un messaggio sui social ringraziando “tutti per l’affetto e per i tanti messaggi ricevuti”, sottolineando di stare “in forma e pronto per questa campagna elettorale“.

“Auguri di pronta guarigione a Silvio Berlusconi!” sono arrivati dal vicepremier e ministro dell’interno Matteo Salvini che oggi ha telefonato in ospedale per avere notizie e portare i suoi saluti al Cav.

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1 Maggio 2019