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Libia, Moavero: “Mantenere dialogo con tutti”

Libia, Moavero: “Mantenere dialogo con tutti”

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L’Italia in Libia rivendica la necessità di dialogare con tutti, anche con il generale Khalifa Haftar. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, davanti alla commissione Esteri della Camera parlando della posizione del nostro Paese rispetto alla crisi libica. “Siamo esattamente nella posizione dell’intera comunità internazionale, che riconosce il governo Serraj, che peraltro è stato interlocutore anche della componente cirenaica dello scenario libico nei mesi scorsi”, ha ricordato il titolare della Farnesina. “Noi pensiamo – ha insistito Moavero – che bisogna mantenere un contatto di dialogo anche con tutti gli altri protagonisti dello scenario libico, anche con il generale Haftar che rimane un attore estremamente importante nella parte est del Paese”. Secondo il ministro, “se vogliamo svolgere qualcosa di positivo come Italia per la Libia, dobbiamo muoverci su un binario di dialogo inclusivo con tutte le componenti che abbiano una rappresentatività, che accettino il dialogo perlomeno con noi e poi cercare di rimetterli in dialogo tra di loro”. “Dialogo inclusivo e approccio all’inclusività non vuol dire essere ambigui e oscillanti” ha chiarito il titolare della Farnesina. “Non c’è equidistanza – ha sottolineato – nel momento in cui si riconosce con chiarezza un governo legittimo, si svolge un ruolo di conciliatori per riportare le diverse parti a parlare tra di loro”.

“Per ora – ha poi spiegato Moavero parlando davanti alla commissione Esteri – non si segnalano incrementi particolari nei movimenti di flussi migratori” in partenza dalla Libia e l’Italia resta “estremante vigilante”. “Ma per il momento – ha ripetuto – non si segnalano movimenti di carattere non solo emergenziale ma anche anormale o aticipità, ma il contesto è tale da poterli determinare”.

VITTIME – E’ di 392 morti e 1.936 feriti il nuovo bilancio dei combattimenti in Libia. Lo riferisce un tweet diffuso nelle ultime ore dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) in Libia. Il bilancio è aggiornato a ieri. Inoltre, si stima siano 50mila gli sfollati. Domani sarà trascorso un mese da quando il generale Khalifa Haftar ha annunciato l’offensiva dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna) per “liberare Tripoli”.

Venezuela, 3 minori morti nelle proteste

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Sono almeno cinque le persone rimaste uccise durante le nuove proteste in Venezuela. Lo rende noto una portavoce dell’ufficio dell’Onu per i diritti umani di Ginevra, precisando che tre delle vittime sono minorenni e che nelle proteste sono almeno 239 le persone rimaste ferite. Sale così a 49 il numero dei manifestanti uccisi in Venezuela dall’inizio dell’anno, ha riferito la portavoce Ravina Shamdasani.

“MOBILITAZIONE NAZIONALE” – Un fine settimana di “mobilitazione nazionale” in Venezuela per mettere fine all’”usurpazione” di Nicolas Maduro. Su Twitter il presidente ad interim Juan Guaidò ha fatto appello alla popolazione perché scenda in piazza in modo pacifico – tre giorni dopo l’inizio dell’”Operazione libertà” – e si mobiliti perché continuare le proteste in piazza “è l’unico modo per mantenere l’attenzione, la pressione… e dimostrare a coloro che ancora sostengono il dittatore che non ci sarà stabilità mentre continua l’usurpazione”. “Oggi 3 maggio – scrive Guaidò – assemblee in tutto il Paese per diffondere queste linee e convocare le prossime mobilitazioni. Sabato 4: mobilitazione nazionale pacifica davanti alle principali unità militari perché aderiscano alla Costituzione. Domenica 5: preghiera per i martiri e la libertà”. “Convoco tutti i settori del Paese perché chiedano la fine dell’usurpazione, il rispetto della Costituzione da parte delle Forze armate, la partecipazione all’Operazione libertà – chiede il presidente ad interim in un altro tweet – organizzando e realizzando un giorno di blocco o di protesta settoriale la prossima settimana”.

IL 6 MAGGIO L’INCONTRO POMPEO-LAVROV IN FINLANDIA – Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, e il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, si incontreranno il prossimo 6 maggio in Finlandia, dove è in programma il Consiglio Artico. A precisare la data dell’incontro, anticipato ieri, è stato oggi il viceministro degli Esteri russo, Sergei Riabkov. “Sì, lo confermiamo”, ha risposto a una domanda sull’incontro, secondo quanto riferito da Sputnik. Tra i temi che verranno affrontati, ha assicurato un rappresentante del Dipartimento di Stato americano, figura la situazione in Venezuela, oggetto di un colloquio telefonico tra i due mercoledì. Il ministro russo ha ammesso ieri che le posizioni di Mosca e Washington sulla crisi in Venezuela sono “incompatibili”. Malgrado questo “siamo disposti a parlare”, ha aggiunto.

Effetto Brexit su voto locale Gb

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L’effetto Brexit si fa sentire sulle urne in Inghilterra e Nord Irlanda. Netta sconfitta per i Tory, che hanno perso 480 seggi e la maggioranza in 19 consigli locali, e i Laburisti, meno 80 seggi, alle elezioni locali che si sono svolte ieri in Gran Bretagna. E i conteggi non sono terminati, la situazione per i due partiti che fino a ora hanno dominato la politica in Gran Bretagna potrebbe essere ancora più negativa: lo scrutinio delle schede è terminato solo in 115 consigli, con i risultati per altri più di cento ancora da definire. I Tory potrebbero arrivare a perdere mille seggi a scrutini completati, si prevede. Il voto di ieri è stato dominato dalla politica nazionale e lo stallo sulla Brexit e potrebbe essere una anticipazione su quello che accadrà alle elezioni europee.

Affonda barcone, 9 morti: 5 sono bimbi

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Un barcone con 17 migranti a bordo è affondato al largo della Turchia, nel Mar Egeo, provocando la morte di 9 persone, quattro donne e cinque bambini.

Lo ha riferito il sito del quotidiano ’Sabah’, citando la guardia costiera turca, secondo la quale cinque persone sono state soccorse ed altre tre risultano al momento disperse. L’incidente è avvenuto nelle acque davanti al distretto di Ayvalik, nella provincia di Balikesir, nel nord-ovest della Turchia.

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4 Maggio 2019