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Di Maio deluso

Di Maio deluso

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E’ solo una bozza ma sono molto deluso dal decreto sicurezza, perché non dice nulla sui rimpatri”. Così il vicepremier e ministro Luigi Di Maio, a margine dell’iniziativa un ’Assegno per figlio’ sul dl in 12 articoli, annunciato da Matteo Salvini. “Il tema ora non sono gli arrivi – ha aggiunto – quelli li abbiamo fermati, grazie alle politiche migratorie fatte dal ministero dell’Interno e dal governo. Ora, quando arriva una nave con persone a bordo, la maggior parte di queste persone va negli altri Paesi europei”. “Il tema vero – ha continuato Di Maio – è sui rimpatri, sui quali siamo pronti a dare una mano al ministro dell’Interno. Io non faccio il ministro dell’Interno, ma non può essere sempre colpa degli altri. Scrivere una lettera al presidente del Consiglio, al ministro degli Esteri e dire ’sui rimpatri dobbiamo fare di più’ mi sembra una iniziativa ingiusta”.

Serve “un vero e proprio salto di qualità nella politica estera italiana nella sua collegialità, investendo profili di natura economico-commerciale e di politica estera tout court, ambiti che naturalmente travalicano le competenze del mio dicastero”, ha scritto Salvini in una lettera al premier Giuseppe Conte e al ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi per sollecitare un’azione collegiale per stipulare nuovi accordi bilaterali sui rimpatri. “Per quanto di competenza del ministero dell’Interno, buoni risultati sono stati ottenuti anche sul piamo dei rimpatri dei migranti non aventi diritto nei rispettivi Paesi di origine”, afferma ancora Salvini sottolineando che “nel 2019 in Italia i rimpatri superano gli arrivi, ma è ben chiaro che il problema travalica i confini nazionali e deve essere affrontato a livello generale, prevedendo dei meccanismi di condizionalità vincolante nelle relazioni coi Paesi terzi, tanto a livello Ue che sul piano bilaterale”.

“Il lavoro da fare ora sono gli accordi di cooperazione internazionale per i rimpatri e, per fare questo, la peggior cosa – ha dichiarato Di Maio – è andarsi ad alleare con Orban che ti dice di tenerti i migranti in Italia. Quindi non vorrei che il decreto bis sulla Sicurezza servisse a coprire il caso Siri e per coprire quello che è successo sulla corruzione in queste ultime tre settimane”.

Su Facebook il capo politico dei 5 Stelle aveva scritto: “L’importante, e questo non è un dettaglio, è che ognuno sappia però assumersi le proprie responsabilità. Se nel mondo del lavoro qualcosa non funziona io non me la vado a prendere con il presidente Conte o con qualcun altro. Il Decreto Dignità del MoVimento, al contrario, ha già dato ottime risposte e sono convinto che il reddito di cittadinanza ne offrirà altrettante”. “Insomma, ognuno pensi al suo e lo faccia col massimo dell’impegno. Non può essere colpa sempre degli altri, suvvia. E mi riferisco ai rimpatri. Questa è un po’ la scusa dell’alunno che non ha fatto i compiti a casa. Se c’è uno stallo, il MoVimento 5 Stelle è felice di dare il suo contributo e di aiutare. L’obiettivo è il risultato!”, ha sottolineato il vice premier. “Ma lasciatemi anche dire che il senso di responsabilità in questo momento è ancor più importante per l’Italia. Servono moderazione e intelligenza per fare le cose bene, per aiutare le imprese, per sostenere la crescita e lo sviluppo. Se invece il fine è prendere qualche titolo di un giornale allora non va bene, perché io la vedo come una presa in giro”, scrive ancora Di Maio.

Salvini rilancia la naja

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Matteo Salvini rispolvera la leva obbligatoria. “Da milanese sono orgoglioso di questa invasione pacifica, educata, rispettosa e civile delle penne nere – ha detto il ministro dell’Interno all’adunata degli Alpini in corso a Milano -. Continuo a ritenere da ministro e da italiano che la proposta dell’Associazione nazionale alpini di introdurre anche per un periodo più breve una forma di servizio civile, servizio militare, servizio nei pronto soccorso o nei pronto intervento, protezione civile sarebbe utile per tanti ragazzi e ragazze”.

Sarebbe un peccato che si andasse a spegnere questa splendida esperienza – ha sottolineato Salvini -. Quindi, lo offriamo alla riflessione di tutto il Parlamento e di tutto il Paese. Io feci 12 mesi da fante. Magari 12 mesi oggi no, però, sei mesi con nozioni di pronto soccorso, protezione civile e pronto intervento, magari nel Corpo degli alpini, servirebbe a molti ragazzi e a molte ragazze per imparare rispetto, sacrificio, disciplina, onore, sudore e fatica. Quindi, ci riproveremo”.

Poi, a chi gli chiedeva se intendesse la leva volontaria o obbligatoria, Salvini ha replicato: “Obbligatorio, servizio civile o militare. Uno può scegliere, però, sei mesi dati alla collettività male non farebbero“. Per poi aggiungere: “C’è già un progetto di legge della Lega depositato da tempo con l’opzione servizio militare o civile, uno può scegliere, con nozioni di protezione civile, pronto intervento, antincendio. Quindi, non alla guerra ma essere operativi e svegli come quando c’è un terremoto. Temo – conclude Salvini – che siamo gli unici a sostenerla però ci riproviamo”.

Parole che hanno suscitato la protesta di una coppia di ragazzi, tra cui una studentessa universitaria, che sono stati identificati per aver contestato la proposta sostenuta da Salvini. “Non vogliamo il servizio militare non lo vogliamo, vogliamo un altro tipo di educazione” hanno detto i due contestatori che hanno accompagnato le frasi con dei ’buuuu’ e ’vergogna’. La coppia è stata subito identificata dalla Digos. La mini contestazione è avvenuta tra gli stand della manifestazione in piazza del Cannone.

Conflitto di interessi, la proposta del M5S

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La legge sul conflitto di interessi “la presentiamo domani mattina“. Lo ha detto il vice premier Luigi Di Maio in un comizio a Pescara, precisando di non voler “fare una legge contro qualcuno”. “Quando qualcuno pensa al conflitto di interessi pensa a una sola persona – ha sottolineato il capo politico del M5S – invece sono tanti, sono quelli che gli hanno fatto opposizione per anni che avevano i più grandi conflitti di interessi”. “Ma tutti avevano un po’ paura, ma lui – ha detto Di Maio, mostrando su uno schermo le immagini di Silvio Berlusconi – è sicuramente quello che ha più paura di tutti”

Il pacchetto M5S sul conflitto di interessi comprende la legge Macina sul conflitto di interessi in senso stretto, la legge Dadone sulle incompatibilità parlamentari, e la legge Silvestri per le lobby trascorrenti. Si tratta, a quanto si apprende da fonti M5S, “di tre proposte per regolare definitivamente il conflitto di interessi e fare quello che il Pd e la politica non sono mai riusciti a fare in 30 anni di governi”.

LIMITE DEI DUE MANDATI – In base all’art. 3 della proposta di legge M5S, parte del pacchetto sul conflitto di interessi, “non sono eleggibili coloro che hanno esercitato per due mandati, anche non consecutivi, la carica di membro del Parlamento”.

FUORI CHI HA SOCIETA’ DA OLTRE 10 MLN – Qualsiasi cittadino candidato ad assumere o assuma la carica di parlamentare nazionale o europeo “si trova in una condizione di conflitto di interessi qualora sia proprietario, possessore o abbia la disponibilità di partecipazioni superiori al 5 per cento del capitale sociale, ovvero anche inferiore a tale percentuale in caso di società con un volume di affari superiore a 10 milioni di euro annui o comunque superiore al 3 per cento del volume di affari complessivo nel mercato di riferimento in ambito nazionale”. E’ quanto si legge all’art.2 della proposta M5S, a prima firma Macina, sul conflitto di interessi. In particolare, prosegue la proposta, “una società o impresa che: a) ha rapporti contrattuali o negoziali di qualsiasi natura con una pubblica amministrazione; b) svolge la propria attività in regime di autorizzazione, accreditamento o concessione, licenza d’uso o comunque in base a titoli della stessa o analoga natura, rilasciati o conferiti da un’amministrazione pubblica statale, da istituzioni o enti pubblici nazionali ovvero da una regione o da una provincia autonoma, nonché da qualsiasi organo o ente della pubblica amministrazione; c) svolge la propria attività in forza di un contratto disciplinato dal codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50; d) è titolare di diritti esclusivi o opera in regime di oligopolio o monopolio; e) opera in settori strategici per l’interesse nazionale, quali la comunicazione, l’informazione, l’energia, le infrastrutture, i trasporti, gli altri servizi pubblici o la difesa”. Sussiste altresì un conflitto di interessi “qualora la proprietà, il possesso o la disponibilità di partecipazioni siano relative a una società o impresa che: a) ha sede all’estero o appartenente a un gruppo multinazionale; b) è controllata o gestita per interposta persona o attraverso società fiduciarie, nonché enti di gestione finanziari, operativi e non operativi; l’interposizione di persona sussiste quando il soggetto controllante o gestore è il coniuge, il convivente di fatto, un parente fino al quarto grado o un affine fino al secondo grado; c) è costituita con capitale privato o misto; d) è stata istituita, acquisita o costituita mediante fusione per accorpamento con atto normativo statale o regionale, ovvero ai sensi delle disposizioni della legge 23 agosto 1988, n. 400, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, o dell’articolo 114 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267; e) è costituita in forma cooperativa o consortile, compresa l’associazione temporanea di imprese come disciplinata dal codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50. 3. Sussiste altresì un conflitto di interessi se i soggetti di cui al comma 1 ricoprono una carica di rappresentanza legale o di natura dirigenziale, gestionale, amministrativa, di controllo o di vigilanza in una società o impresa a capitale pubblico ovvero in una delle società o imprese indicate ai commi 1 o 2”.

DUE ANNI SENZA STIPENDIO MAGISTRATI NON ELETTI – “I magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari, esclusi quelli in servizio presso le giurisdizioni superiori, anche in caso di scioglimento anticipato della Camera dei deputati e di elezioni suppletive, non sono eleggibili se hanno svolto le loro funzioni in un periodo compreso nei sei mesi antecedenti alla data di accettazione della candidatura”. E’ quanto si legge in una delle proposte del pacchetto M5S sul conflitto di interessi, incompatibilità e ineleggibilità. Tali soggetti “non sono in ogni caso eleggibili se, all’atto dell’accettazione della candidatura, non si trovino in aspettativa non retribuita” e inoltre “i soggetti di cui al comma 1 che sono stati candidati e non sono stati eletti non possono esercitare le loro funzioni per un periodo di ventiquattro mesi, né percepire alcuna retribuzione ad esse relativa”. Infine, “i soggetti di cui al comma 1 che sono stati candidati e sono stati eletti non possono esercitare, dopo la cessazione dal mandato elettivo, le loro funzioni né percepire alcuna retribuzione ad esse relativa, per un periodo di cinque anni”.

SALVINI, “LA GENTE VUOLE MENO TASSE” -“Mi hanno detto che Di Maio vuole la legge sul conflitto di interessi” ha detto il vicepremier. “Va bene tutto, ma la gente mi chiede: riduceteci le tasse e eliminate gli studi di settore”.

E’ morto Gianni De Michelis

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E’ morto a 78 anni Gianni De Michelis, ex ministro degli Esteri e figura di primo piano del Psi. Lo annunciano fonti parlamentari. Protagonista della Prima Repubblica, De Michelis era nato a Venezia il 26 novembre 1940, ed è stato segretario nazionale del Nuovo Psi, aderendo in seguito alla Costituente del Psi e successivamente a ’Riformisti italiani’, il progetto di Stefania Craxi.

Nella sua carriera politica è stato deputato dal ’76 al ’94 e più volte ministro negli anni ’80 e ’90 (Partecipazioni statali, del Lavoro, degli Esteri). Dall’88 all’89 è stato anche vicepresidente del Consiglio e componente dei governi Cossiga, Forlani, Spadolini, Fanfani, Craxi, De Mita e Andreotti. Nel 2004 la sua ultima esperienza nelle istituzioni, venne eletto eurodeputato nella lista Socialisti uniti per l’Europa.

La carriera politica di De Michelis inizia a fine anni ’60 con l’ingresso nella Direzione del Psi, dove divenne anche responsabile dell’organizzazione. Poi la svolta con l’ascesa di Bettino Craxi, di cui diventa uno degli uomini più fidati. De Micheli è ministro degli Esteri negli anni della caduta del muro di Berlino, della prima guerra del Golfo, della dissoluzione dell’Unione sovietica. Nel 1992, inoltre, è uno dei firmatari del trattato di Maastricht.

Tra le sue passioni più grandi c’era quella per le discoteche. Tanto che scrisse anche il libro ’Dove andiamo a ballare stasera?’, una “guida a 250 discoteche raccomandabili, frequentabili, a cui poter rivolgersi con sicurezza per passare bene il proprio tempo e per spendere bene il proprio denaro’’ pubblicata nell’87. Travolto da Tangentopoli, fronteggiò 35 procedimenti a partire dal ’92. Negli ultimi anni ultimi anni De Michelis stava combattendo contro una malattia degenerativa.

Lo ricorda come “un eccellente uomo politico e uomo di Stato, un socialista coerente” Bobo Craxi , che all’Adnkronos lo ricorda come “uno degli uomini più intelligenti della Prima Repubblica, aveva una lungimiranza nella lettura delle vicende politiche, in particolare di natura internazionale. Per me è un grande dolore la sua scomparsa. E’ stato, nella vicenda tragica che ha coinvolto il Psi, uno degli uomini più vicini a mio padre” spiega.

“Per me, per tutti quelli della mia generazione, è stato di grandissimo insegnamento – prosegue Craxi -. Ha tenuto in mano la bandiera nel momento in cui sembrava non ci fosse più niente da fare, è stato coraggioso, leale e coerente con il vero ideale della sua vita”. “Mi riempie di tristezza il modo con cui ha finto la sua esistenza, era profondamente segnato dalle vicende degli anni ’90 sul piano fisico, ed era un lavoratore infaticabile e questo certo non ha contribuito alla sua salute”, conclude.

E’ dello stesso avviso anche sua sorella Stefania: “Se ne va una delle menti più lucide che ha attraversato la nostra Repubblica. Uomo di governo, ministro del Lavoro, ministro degli Esteri, ha sempre svolto il suo incarico con amore per il suo paese – dice Stefania Craxi all’Adnkronos -. E’ stata una delle figure di spicco del partito socialista che ha segnato la prima Repubblica. Ed è stato vicino a mio padre sempre, nella buona e nella cattiva sorte“.

“Con Gianni abbiamo diviso la vita di una comunità fatta di battaglie ideali, confronti politici e di momenti di condivisione amicale, di divertimento anche… Ricordo di essere andata anch’io a ballare con lui, cosa per la quale venne molto attaccato – continua Stefania Craxi con voce commossa – Tante volte anche quando si andava ai congressi capitava di concedersi momenti di svago, mi ricordo, ad esempio, che al congresso di Rimini andammo a ballare al Paradiso…”. Divertimento, sì, ma una vita interamente dedicata alla politica: “Lo ricordo come un grandissimo lavoratore: fu un ministro intelligente, capace, fantasioso. Erano uomini per cui la politica era tutto”.

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12 Maggio 2019