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Sfuma accordo May-Corbyn

Sfuma accordo May-Corbyn

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Fine delle trattative con il governo conservatore per uscire dall’impasse politico della Brexit. I colloqui per tentare di trovare un compromesso “finiscono qui”, ha affermato il leader laburista, Jeremy Corbyn in una lettera indirizzata alla premier Theresa May. Le discussioni non possono proseguire a causa della “crescente debolezza e instabilità” del governo.

Questi nuovo sviluppi arrivano dopo che May si è impegnata a fissare una data per le sue dimissioni dopo il nuovo voto in Parlamento per la Brexit. E l’ex ministro degli Esteri Boris Johnson ha annunciato che si candiderà alla guida del partito conservatore

Nicholas Watt, ’frusta’ dei Tories, ha detto di aver rinunciato alla speranza di trovare un accordo con i laburisti perché questi, ha spiegato, “hanno dubbi sulla durata di un’intesa negoziata con un premier debole”.

Trump progetta il suo muro: tutto nero e di metallo

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Non cemento ma metallo. Di colore nero e con spuntoni in grado di provocare danno. E’ così, secondo il Washington Post, che Donald Trump vorrebbe il celeberrimo muro al confine con il Messico. Il presidente, scrive il quotidiano, condivide l’idea di realizzare una barriera metallica, costituita da una lunga serie di dissuasori collocati a brevissima distanza uno dall’altro.

Le ’’stecche’’, per usare un termine attribuito a Trump, dovrebbero essere dipinte di nero perché in questo modo potrebbero assorbire il calore durante la giornata e diventare ostacoli roventi. Il presidente avrebbe suggerito la soluzione cromatica, ai suoi collaboratori alla Casa Bianca e anche agli esperti del Dipartimento di Sicurezza Interna, anche per motivi estetici.

Insomma, The Donald vorrebbe una struttura funzionale ma, per quanto possibile, anche ’gradevole’. Le richieste, però, rischiano di far aumentare ulteriormente i costi dell’opera. ’’Una volta che lo dipingi, devi dipingerlo sempre’’, ha fatto notare un’anonima fonte dell’amministrazione.

Il presidente, inoltre, sembra particolarmente interessato alla forma dei dissuasori. Non dovrebbero avere l’estremità arrotondata ma dovrebbero essere appuntiti, per incutere timore e scoraggiare tentativi di scavalcamento. Il progetto di Trump, inoltre, prevede la riduzione dei varchi destinati ai veicoli: sono troppi e sono troppo larghi.

A febbraio, i democratici hanno accettato di votare lo stanziamento di 1,4 miliardi di dollari per la realizzazione della barriera. Una cifra nettamente inferiore ai 5 miliardi chiesti da Trump al Congresso. Il presidente, che vorrebbe realizzare 400 miglia di muro entro il prossimo anno, ha accelerato dichiarando l’emergenza nazionale e, bypassando il Congresso, ha destinato al progetto altri 2,5 miliardi di dollari provenienti dal budget militare.

India, premier in conferenza dopo 5 anni: “Niente domande”

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Dopo cinque anni, il premier indiano Narendra Modi si presenta per la prima volta in conferenza stampa. E non accetta domande. Il primo ministro si è accomodato accanto a Amit Shah, presidente del partito popolare (Bjp), definendosi un “soldato disciplinato” all’interno dello schieramento.

Modi ha sottolineato i risultati ottenuti dal governo negli ultimi 5 anni e si è detto fiducioso sulle possibilità del Bjp di riconquistare la maggioranza assoluta dei voti nelle elezioni che si chiuderanno tra 2 giorni. Poi, sono arrivate le domande.

“No, no, non a me”, ha detto Modi. “Non parliamo davanti al presidente”, ha aggiunto, chiedendo che i cronisti si rivolgessero a Shah. Il comportamento del premier è stato sottolineato con ironia da Rahul Gandhi, leader dell’Indian National Congress, principale partito di opposizione: “Complimenti, eccellente conferenza stampa”, ha twittato Gandhi.

Arnold e Greta per il clima

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“Congratulazioni Greta. Sei un’eroina. Non vedo l’ora di incontrarti a fine mese all’Austrian World Summit”. Così, in un tweet, Arnold Schwarzenegger dà appuntamento a Greta Thunberg all’iniziativa sul clima che l’attore ed ex governatore della California organizza nel suo Paese d’origine.

Nel suo ’cinguettio’ Schwarzenegger include anche il tweet della giovane attivista svedese con la prossima copertina di ’Time’ a lei dedicata. “Ci vediamo a Vienna” risponde la 16enne, simbolo della battaglia ambientalista contro i cambiamenti climatici.

Nell’intervista al magazine americano, Greta ha raccontato: “Prima non parlavo quasi in classe o con i miei compagni, ma ora parlo al mondo intero”. E poi ha ricordato come la sua protesta, iniziata lo scorso agosto davanti al parlamento di Stoccolma, fosse un modo per sfuggire alla depressione dovuto allo studio a scuola dei rischi del cambiamento climatico.

Diventata un simbolo mondiale, Greta ha spiegato alla rivista di non curarsi troppo delle critiche e gli attacchi ricevuti online: “Fa ridere quando l’unica cosa che fa questa gente è prenderti in giro. Parlare del tuo aspetto o la tua personalità, significa che non hanno altri argomenti o cose da dire”.

Morto l’architetto della Piramide del Louvre

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E’ morto a 102 anni I.M. Pei il celebre architetto americano, nato in Cina, diventato famoso in tutto il mondo per aver progettato la Piramide di vetro e metallo del Louvre negli anni ottanta. A dare la notizia della morte è stato Toh Tsun Lim, direttore della Pei Partnership Architects, lo studio dei figli dell’archistar. Nato a Guangzhou nel 1917, aveva lasciato la Cina a 18 anni per andare a studiare negli Stati Uniti, al Mit di Boston e poi ad Harvard. Dopo aver lavorato come ricercatore scientifico per il governo federale durante la seconda guerra mondiale, nel 1955 ha aperto il proprio studio di architettura.

Considerato come uno degli architetti più prolifici del 20esimo secolo ha realizzato opere di edilizia pubblica e privata in America del Nord, Asia ed Europa. Nel 1983 è stato insignito del Premio Pritzker, uno dei massimi riconoscimenti nel campo dell’architettura, per aver “dato a questo secolo alcuni dei più belli spazi interni e forme esteriori”, si leggeva nella motivazione.

Tra i committenti più famosi che ha avuto nel corso della sua carriera, oltre a François Mitterand per il Louvre, Jacqueline Kennedy per la John Fitzgerald Kennedy Library di Boston ed il collezionista e filantropo Paul Mellon per l’East Building della of the National Gallery of Art di Washington.

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18 Maggio 2019