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Sovranisti a Milano

Sovranisti a Milano

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Sfilano pacifici per le vie della città. La pioggia non li ferma. Poi, alla spicciolata, iniziano a riversarsi su piazza del Duomo, riempiendola di bandiere, palloncini colorati e striscioni. ’Prima gli italiani’, ’Salvini premier’, ’Salvini ministro dei sindaci’. Il popolo dei sovranisti invade Milano in quello che è stato ribattezzato il ’Salvini-day’, il giorno nel quale il vicepremier e ministro dell’Interno ha incontrato i leader sovranisti europei, da Le Pen a Wilders per chiudere la sua campagna per le prossime europee. La piazza esplode. Il primo a salire sul palco è proprio Salvini, che saluta i militanti in piazza, ricordando Giovanni Cavatorta, sindaco di Viadana, scomparso oggi.

IL DISCORSO DI SALVINI – Il leader del Carroccio chiede un “applauso per questi eroi che ogni giorno combattono contro le difficoltà”, poi chiama sul palco i presidente della Regione Lombardia e Veneto, Attilio Fontana e Luca Zaia. “Eccoli i governatori più amati d’Italia e grazie per immenso lavoro – esordisce -. Questa è una giornata eccezionale e vi dico grazie per essere qua a cambiare la storia insieme a noi”.

Contro i detrattori, sottolinea che “in questa piazza non ci sono fascisti, razzisti, fascisti. La differenza è tra chi guarda e parla di futuro e chi invece parla di passato perché non ha un’idea di futuro. Qua non c’è l’ultradestra ma il buonsenso”. E ancora: “Qua c’è l’Europa originaria di cui parlava uno dei più grandi uomini della storia dell’umanità”. Ricorda San Giovanni Paolo. Cita il cardinale africano Robert Sarah, per ribadire che “bisogna fare di tutto perché tutti gli uomini possano restare nel Paese dove sono nati”. E Oriana Fallaci, “una madre dell’Europa”. Poi si rivolge a Papa Francesco, che “oggi ha detto ’meno morti nel Mediterraneo’”. “Io dico che la politica di questo governo sta azzerando i morti nel Mediterraneo con orgoglio e carità cristiana” afferma Salvini. Mentre dalla piazza si alzano i fischi a Bergoglio. E ancora, dedica un pensiero a Giovanni Falcone, nel giorno dell’ottantesimo compleanno, “alla sua scorta e a tutte le vittime dell’antimafia”.

Non intende mollare. E lo ribadisce a più riprese: “Più mi dicono rallenta più vado avanti per difendere il mio Paese e la vita di un intero Continente”. Gli estremisti, per il leader del Carroccio, “sono quelli che hanno governato l’Europa per venti anni”. “L’Europa – incalza – è stata tradita dalle elite e dai poteri forti che hanno occupato l’Europa in nome delle finanza del dio denaro e dell’immigrazione senza controllo”.

“Se serve per voi, per l’Italia, per i miei figli, io do la vita – incalza -. Non mi fermo davanti a niente e nessuno: e’un impegno d’onore. Qualcuno mi dice: rallenta. Ma più mi dicono rallenta, più vado avanti per il mio Paese col sorriso e la convinzione di essere nel giusto”.

Quanto alle europee, non ha dubbi: “Se fate di noi il primo partito in Europa la politica sui migranti la portiamo in tutta Europa e non entra più nessuno senza permesso”. E ancora: “Il tempio della democrazia è il Parlamento europeo e lì potremo essere maggioranza lasciando finalmente a casa la sinistra dopo anni di disastri”. Tuona contro “le elite contro i popoli, i comitati d’affari contro i lavoratori, i banchieri e i risparmiatori, i pochi che guadagnano tanto e i tanti che stanno perdendo tutto. Siamo Davide contro Golia ma a volte i piccoli se sono determinati, sconfiggono i poteri forti anche se sono pieni di soldi e arroganza. Stiamo facendo la rivoluzione dei piccoli – dice -. il 26 maggio andiamo a riprenderci l’Europa e la cambiamo da cima a fondo”.

Rispolvera anche il rosario, come fece l’anno scorso sempre dal palco di piazza del Duomo prima delle elezioni: “Mi affido al cuore immacolato di Maria che ci porterà alla vittoria” dice stringendo in mano un rosario. “Ci affidiamo – afferma ancora – ai patroni di questa Europa: San Benedetto da Norcia, Santa Brigida di Svezia, Santa Caterina da Siena, ai Santi Cirillo e Metodio, a Santa Teresa Benedetta della Croce. Affidiamo a loro il futuro, la pace e la prosperità dei nostri popoli”. Infine, spazio anche per la flat tax: “E’ un momento che richiede coraggio, visione. L’unico modo per rilanciare il lavoro e combattere l’evasione fiscale è diminuire le tasse. E questo faremo. Al 15 per cento, perché volere è potere”.

GLI ALTRI LEADER – Sul palco con Salvini, prendono la parola gli altri protagonisti della giornata, come George Meuthen, europarlamentare ed esponente di Alternative fuer Deutschland, lo slovacco Boris Kollar, leader del partito sovranista Sme Rodina, Jaak Madison, vicepresidente del partito conservatore estone, Veselin Mareshki, vicepresidente del Parlamento bulgaro e Gerolf Annemans, europarlamentare e presidente del Menf e Marine Le Pen, capo di Rassemblement National.

“Oggi siamo qui per dire basta a questa Europa, a questa oligarchia che ci governa attraverso la diluizione e la dissoluzione delle nostre nazioni – dice Le Pen -. Basta a un’Europa che fa soffiare sui nostri Paesi i nefasti venti della globalizzazione che provocano solo schiavi e disoccupati”.

LA PIAZZA – In prima fila in piazza sono tante le bandiere bianche con il simbolo del Carroccio e quelle blu intenso con la scritta ’Prima l’Italia’, lo slogan che guida la campagna al voto. In un angolo di piazza Duomo c’è anche un gazebo con la vendita dei gadget del partito di governo, tanti anche i palloncini colorati distribuiti ai sostenitori di un’Europa sovranista. Solo tra un’ora circa arriverà in piazza la maggior parte dei sostenitori.

LA CONTRO-MANIFESTAZIONE – Le proteste però non mancano. Oltre al contro-corteo per le vie di Milano e alle decine di lenzuoli stesi sui balconi per le cosiddetti ’balconiadi’, uno striscione di circa sei metri con la scritta ’Restiamo umani – Stay human’ è stato srotolato da un uomo vestito da Zorro dal balcone di un palazzo di fronte al palco. Striscione che è stato in seguito rimosso.

Sempre in piazza, chiuso dalle transenne e circondato dalla polizia, un centinaio di persone fischia il leader della Lega. I contestatori sono posizionati alla sinistra del Duomo e in fondo alla piazza, urlando: “Vergogna, bugiardo”. All’inizio della manifestazione, racconta una contestatrice di 23 anni, Ilaria Monti, alcuni giovani contestatori, per lo più ragazze di vent’anni, sono state avvicinate dai militanti leghisti che hanno cercato di impedire loro di esporre i loro cartelli.

La ragazza ha in mano il suo cartello rimesso insieme con lo scotch, con scritto: “Anche noi siamo stati migranti”. Anche un altro cartello, con la scritta “Milano città aperta”, è stato strappato e buttato. Ma Ilaria spiega anche: “Hanno smesso quando è arrivata la polizia a coprirci e difenderci”. A una delle ragazze del gruppo sono stati chiesti i documenti.

’’Questi sovranisti si possono prendere l’Italia, l’Europa, il mondo , ma non Milano – ha detto il sindaco meneghino, Giuseppe Sala -. Milano ha già dovuto sopportare e veder nascere qualcosa che è nato sul me ne frego. Ecco, posto che questi stanno facendo del me ne frego una loro bandiera, credo che Milano resisterà’’.

Va all’attacco Luigi Di Maio : “Le piazze si rispettano tutte, soprattutto quando sono pacifiche. Spero che Salvini abbia chiesto a Le Pen e Orban e ai leader sovranisti di prendersi i migranti, perché fanno i sovranisti con le frontiere dell’Italia. Questa politica che abbiamo adottato è figlia dell’egoismo di paesi europei come quelli sovranisti” dice il leader grillino in una diretta Fb.

Confindustria: “Salvini e Di Maio si chiariscano”

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“E’ venuto il momento che i leader dei due partiti si chiariscano” perché “abbiamo bisogno di una visione di medio termine del Paese e un obiettivo sul quale spingere”. Così Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, interviene durante l’assemblea di Confagricoltura a Milano in merito alle tensioni che stanno agitando l’alleanza di governo, con i continui battibecchi tra vicepremier.

“La politica dovrebbe avere il senso del limite” e abbassare i toni, secondo Boccia, che si augura che le dichiarazioni politiche piuttosto accese delle ultime settimane “siano un linguaggio frutto di ubriacatura elettorale. Dopo le elezioni abbiamo da affrontare una manovra non affatto marginale, dobbiamo pensare a una visione del Paese, andare oltre quella manovra e decidere cosa vogliamo essere”.

DEBITO/PIL – “Non usare l’Europa come alibi per non affrontare la situazione italiana – dice poi il presidente di Confindustria -, con il nostro debito pubblico non possiamo sforare il deficit per fare spesa ordinaria”. E per quanto riguarda “lo sforamento del 3%, non è una questione europea ma italiana: penso che nessun alleato ce lo consentirebbe. Questa è una questione tutta italiana e solo italiana”.

INCONTRO SFIORATO – I due vicepremier, entrambi invitati all’assemblea a Milano, non si sono incrociati per una manciata di minuti. Mentre il leader del Movimento Cinquestelle interveniva dal palco, il segretario della Lega era impegnato fuori a rispondere alle domande dei cronisti. Di Maio imboccava un’uscita laterale al termine del suo intervento, poco dopo il ministro dell’Interno entrava invece nell’ex salone delle grida a Palazzo Mezzanotte, prendendo posto in prima fila accanto al ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio. Entrambi i leader di governo hanno rassicurato, nei loro interventi, che l’esecutivo andrà avanti per i prossimi quattro anni.

SALVINI – “Sono arrivato all’orario in cui sono arrivato, rispettosamente quando sono ospite in casa altrui rispetto gli orari indicati da chi mi ospita” ha detto poi Salvini, rispondendo a chi gli chiede del mancato incontro con Di Maio. “Come fanno due a governare insieme se non si parlano?” ha replicato a chi gli ha chiesto come fossero i loro rapporti. “Lunedì c’è il Consiglio dei ministri, ci vedremo lì”.

Di Maio chiama prof sospesa

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Il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, ha telefonato a Rosa Maria Dell’Aria, la professoressa di italiano dell’istituto Vittorio Emanuele III di Palermo, sospesa per 15 giorni dall’insegnamento per non aver vigilato su un video realizzato da alcuni suoi alunni. Il vicepremier ha manifestato la sua contrarietà al provvedimento, ribadendo invece, a quanto si apprende, che il Miur dovrebbe occuparsi soprattutto delle condizioni delle scuole. “Farò di tutto – ha affermato il vicepremier nel corso del colloquio con la docente – perché lei venga reintegrata il prima possibile. Prima che lo Stato perda è bene che si ravveda”. Di Maio ha poi chiesto alla professoressa di mandare “un abbraccio ai ragazzi da parte sua”.

La stessa prof, in un’intervista a Repubblica aveva sottolineato che al ministro Matteo Salvini, che si è detto pronto a incontrarla, dirà “poche cose: il mio dovere di insegnante è quello di formare buoni cittadini, consapevoli e capaci di pensare con la propria testa, di confrontarsi e accettare anche le opinioni altrui. Questo ho sempre fatto e continuerò a fare finché sarò in servizio”. “Sono sorpresa. Io – ha detto la professoressa – non ho remore. Ma mi chiedo cosa voglia dirmi”.

“Il metodo che ho applicato in 40 anni di insegnamento non lo trovo sbagliato. Ruota attorno allo sviluppo del pensiero critico. Ciascuno – ha ribadito – ha il diritto di esprimere le proprie opinioni, basta che siano frutto di elaborazione libera e non di pregiudizio”. “Ognuno – ha sottolineato – ha il suo punto di vista. Ma nulla vieta, credo, che in una discussione un gruppo di lavoro possa esprimere una visione critica del decreto sicurezza. Altri ragazzi, parlando in classe, hanno invece difeso la normativa. Il mio ruolo è far discutere tutti, non censurare. Il lavoro è dei ragazzi, ma si basa su fonti culturali autorevoli. Su romanzi, ad esempio, che ho proposto io, secondo una metodologia di tutti gli insegnanti: come il libro che ha vinto il premio Strega giovani, ’Questa sera è già domani’ di Lia Levi, o come ’Il mare nero dell’indifferenza’ di Civati e Segre. Non sono testi rivoluzionari”.

Intanto, sono arrivate a oltre 53mila le firme raccolte dalla petizione per il reintegro della docente di Palermo lanciata su Change.org dal segretario del Pd, Nicola Zingaretti.

Renzi: “Se cade governo si vota”

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(Mara Montanari) – “Dopo la partita di andata, c’è sempre una gara di ritorno. La partita è aperta. Alla faccia di chi pensa che il nostro tempo sia finito”. Matteo Renzi parla di Europee all’evento, organizzato dai Millennials a Roma. Ma forse non solo di questo. “Occhio a dare per scontate le cose. La fase che stiamo vivendo mi ricorda molto le ultime semifinali di Champions League: vedi la partita di andata e dici ’è fatta’. Valeva per la partita del Barcellona come per quella dell’Ajax e invece avete visto com’è finita…”. In prima fila c’è la ’sua’ candidata, la renziana della prima ora Simona Bonafè, capolista al Centro. Ci sono i turborenziani Anna Ascani e Luciano Nobili nella sala calda e affollata dalle parti di Villa Torlonia. Il portavoce dei tempi di palazzo Chigi, Filippo Sensi, e il candidato alle europee Nicola Danti. Renzi, di ritorno da una conferenza all’estero, ha voluto fare qui la prima delle iniziative elettorali nell’ultima settimana prima del voto. Lunedì sera a Milano ci sarà un evento con Carlo Calenda e forse un’altra iniziativa sempre nel capoluogo lombardo venerdì prossimo, proprio in chiusura della campagna. Un contributo, insomma.”C’è chi pensa che in questa fase io sia arrabbiato, nervoso. E’ invece questa è una fase in cui ho il tempo per imparare”. Certo, dice Renzi, “non ci dimentichiamo di quello che ci hanno fatto. Siamo stati insultati, sparati alle spalle. Hanno creato le condizioni per mandare al governo questi scappati di casa. Ma noi come rispondiamo? Con la lealtà. Perché noi abbiamo voglia di futuro e -insiste l’ex-premier- c’è ancora da giocare la partita di ritorno”. Una partita di ritorno, dopo le politiche del 4 marzo di un anno fa, che potrebbe non essere lontana. “Dicevano che doveva governare per 30 anni, ma il tempo di Salvini è già agli sgoccioli”, incalza Renzi. E se le cose precipitano, l’ex-premier è d’accordo con Nicola Zingaretti per il voto subito. “Non esiste un piano B per il governo”, dice ai giornalisti e conferma di “essere orgoglioso” di non aver fatto l’accordo con i 5 Stelle. “Lo rivendico con forza”. E ora la ruota sta già girando. “Il palloncino populista si sta sgonfiando. Di Maio dice che non voterà mai una manovra che aumenta debito. Tranquillo Giggino, lo hai già fatto… Lui gioca a fare il leader serio e istituzionale ma cambia idea continuamente. Anzi non ha idee, le prende in prestito e le cambia continuamente”. E con Salvini, dice, sono “finti litigi per prendere più voti possibile ma hanno la stessa cultura dell’odio a legarli”. Un “odio ingegnerizzato”. Quello della ’Bestia’ di Luca Morisi, innanzitutto. “Parte dei 49 milioni sono stati usati per creare” quel sistema che “è la più scandalosa macchina di propaganda sui social”. E non solo. “Come mai Salvini ha tanti like? Perché se li compra. Spende fino a 50mila euro”. Renzi su questo fa autocritica: “Colpa mia non aver colto la questione delle fake news. Mi sentivo all’avanguardia, ma non ho visto quel che stavo accadendo. Hanno distrutto la vita delle persone sui social”. Per questo l’ex-premier torna a chiedere una commissione d’inchiesta sulle fake news e rilancia l’evento a giugno dei Comitati Ritorno al Futuro. “Cercheremo di coinvolgere anche Carole Cadwalladr”, la giornalista britannica che ha pubblicato l’inchiesta su Cambridge Analytica. In attesa della partita di ritorno.

Sea Watch, “ok ad ancoraggio”

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Come apprende l’Adnkronos, è stato autorizzato l’ancoraggio della nave Sea Watch 3 alla fonda di Lampedusa, poco fuori il porto dell’isola. A bordo ci sono 47 migranti che annunciano di volersi togliere la vita. La nave aveva deciso di infrangere la diffida del Viminale e di superare le acque territoriali a circa 12miglia da Lampedusa.

SALVINI – Ribadisce il suo no all’ingresso in acque italiane il ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Abbiamo fatto sbarcare malati e bambini, ma resta il divieto assoluto alla Sea Watch3 di entrare nelle nostre acque territoriali” ribadisce. “Non cambiamo idea: porti chiusi per chi non rispetta le leggi, mette in pericolo delle vite, minaccia. Una Ong, peraltro straniera, non può decidere chi entra in Italia’’. Dal palco di Milano, poi, il vicepremier spiega: “Abbiamo fatto scendere neonati e malati, perché mai, mai io dirò a qualcuno voltati dall’altra parte, mentre un bambino rischia la vita. La vita è sacra e quindi bimbi, ustionati e malati da quella nave sono scesi però quella nave fino a che il ministro dell’Interno sono io in un porto italiano non entra”.

MELONI – “La Sea Watch pronta a entrare in acque italiane” twitta Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia. “Trasbordare i passeggeri e poi affondare la nave: questo farebbe un governo che intende difendere i propri confini. O anche stavolta la daremo vinta alle Ong?”.

GDF VERSO NAVE – Due mezzi della Guardia di Finanza stanno cercando di raggiungere via mare la nave Sea watch 3. Le imbarcazioni, come apprende l’Adnkronos, cercheranno di convincere l’imbarcazione della Ong a non avvicinarsi a Lampedusa. A seguire l’evolversi della situazione è anche il Procuratore aggiunto di Agrigento Salvatore Vella che ieri ha interrogato l’armatore e il capo missione della nave Mare Jonio che nei giorni scorsi è sbarcata a Lampedusa.

LE MINACCE DI SUICIDIO – Sulla nave la situazione è al limite. Alcune delle 47 persone, rimaste a bordo, a 15 miglia da Lampedusa, dopo che sono stati fatti scendere i bambini con i genitori e i casi più gravi, hanno minacciato il suicidio. A denunciarlo è il medico di bordo, Carolin, come annuncia l’Ong su Twitter. “Siamo molto preoccupati perché alcune delle persone rimaste a bordo di #SeaWatch parlano di suicidio”, si legge.

Il medico parla di “una condizione psicologica negativa: si sentono privi di valore, come se a nessuno importasse di loro. Una situazione che, assieme al mal di mare e all’assenza di speranza e prospettive sta rendendo le persone davvero vulnerabili”.

“Alcuni di loro dicono di voler auto-infliggere delle ferite o addirittura suicidarsi – denuncia ancora il medico – pur di far finire questa situazione. Dal punto di vista medico la situazione non è affatto buona, stiamo mantenendo un equilibrio molto fragile e precario in questo momento”.

Intanto, la nave Mare Jonio di Mediterranea ha lasciato nel tardo pomeriggio, grazie a un permesso della Procura di Agrigento, il porto di Lampedusa e si sta dirigendo al Porto di Licata per poter effettuare cambio equipaggio e rifornimento. La nave è ancora sotto sequestro dopo lo sbarco dei giorni scorsi. “Fuori dal porto l’incrocio con #SeaWatch3 e il saluto tra gli equipaggi”, scrive Mare Jonio su Twitter.

La commozione di Allegri

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“Futuro? Ora non so niente, domani bisogna andare in campo e festeggiare. Magari una pausa mi farà anche bene”. E’ quanto ha detto Massimiliano Allegri nella conferenza stampa d’addio alla Juventus. “Ho bisogno anch’io di riposare, ma dopo il 15 luglio magari comincia a venirmi voglia di lavorare”, aggiunge Allegri. “Così però mi fate emozionare. Il pianto no, ho già dato ieri” conclude. “Ho espresso il mio pensiero su cosa potesse essere il bene della Juve in futuro e la dirigenza ha fatto le sue valutazioni sulla cosa, decidendo che il prossimo allenatore non fossi più io. Non avevo fatto richieste alla società: ho capito prima che fisiologicamente dovevamo separarci”.

Il presidente della Juve Andrea Agnelli l’ha ringraziato, regalandogli una maglia con il numero 5 con scritto ’History Alone’. “Oggi non risponderò a nessuna domanda sull’allenatore della Juventus stagione 2019-20. Un allenatore ci sarà e su questo potrete stare tranquilli”. “Max ha messo insieme numeri incredibili, questi sono stati per me 5 anni bellissimi. Affetto, stima, riconoscenza, condivisione, fatica e soprattutto tante vittorie -prosegue il presidente bianconero-. Con Max siamo stati anche vicini di casa, condividendo il bar della colazione e tante cene. Io ho visto i suoi figli crescere e lui i miei”. “Tornando alla parte sportiva -aggiunge Agnelli-, la cavalcata fino a Berlino, l’anno successivo 15 vittorie consecutive tra ottobre e febbraio, il testa a testa col Napoli l’anno scorso e quest’anno il successo in anticipo, un percorso fantastico di cui la cosa che mi rende più orgoglioso è quella di aver trovato un amico sincero con cui potermi confidare su tanti argomenti”. “Sì, è stata la decisione più difficile da quando sono presidente. Era il momento giusto per chiudere un periodo straordinario anche se è stato difficile da capire”. “In questo momento non nascondo che ci sia un po’ di tristezza e commozione” conclude.

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Data:

19 Maggio 2019