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Libia, violenti scontri a sud di Tripoli

Libia, violenti scontri a sud di Tripoli

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“Violenti scontri” si registrano “nella zona sud di Tripoli”. Lo riferisce il portale di notizie The Libya Observer dopo che l’Esercito nazionale libico (Lna) del generale Khalifa Haftar ha rivendicato un’avanzata “a sud e a est di Tripoli”. Il portale di notizie The Libyan Address, vicino a Haftar, ha riferito che ieri l’Lna ha effettuato raid aerei a sud di Tripoli. Il generale ha annunciato il 4 aprile la sua offensiva che punta alla capitale libica.

Bomba Lione, trovate tracce di ’madre di Satana’

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Nella bomba esplosa ieri a Lione sono state trovate tracce di perossido di acetone (Tatp), un esplosivo usato in molti attentati rivendicati dallo Stato Islamico Lo hanno riferito fonti dell’inchiesta a France Info. Detto ’madre di Satana’ è un esplosivo relativamente facile da realizzare, ma molto instabile. Fu utilizzato fra l’altro per le cinture esplosive degli attentati del 13 novembre 2015 a Parigi. Fonti degli inquirenti riferiscono anche che è stato isolato un Dna fra i resti dell’ordigno, ma al momento non è chiaro se si tratti del misterioso attentatore.

L’inchiesta è stata affidata alla procura anti terrorismo di Parigi. In una conferenza stampa il procuratore Remy Heitz ha confermato oggi che non è arrivata nessuna rivendicazione per la bomba, che ha causato 13 feriti leggeri. La caccia all’attentatore, ha precisato il magistrato, coinvolge un centinaio di uomini. Grazie alle telecamere è stato ricostruito l’itinerario in bicicletta dell’uomo che ha depositato il sacchetto di carta con la bomba, poco prima dell’esplosione alle 17.30 davanti a una panetteria.

La Police Nationale francese, attraverso il proprio account Twitter, ha diffuse nuove immagini del sospettato. L’uomo, sui 30 anni, indossava una camicia verde scuro con le maniche arrotolate, un bermuda, uno zaino scuro ed era in bicicletta. “Il volto era nascosto dietro un berretto kaki e occhiali da sole”, ha riferito il procuratore Heitz.

Spagna, 4 italiani arrestati per un pestaggio: video choc

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Quattro italiani sono stati arrestati dalla polizia a Cadice dopo una rissa in cui è rimasto ferito gravemente un ragazzo spagnolo. Lo scrive il quotidiano locale Diario de Cadiz, secondo il quale gli arrestati sarebbero studenti del programma Erasmus. Il sito del quotidiano mostra un video della rissa, in cui si vede un ragazzo raggiunto da un pugno, che cade a terra e viene successivamente colpito alla testa con un calcio.

Secondo il giornale, la prognosi del ferito è ancora riservata e bisognerà aspettare le prossime 48 ore per capire se la vittima potrà riprendersi completamente. Il giudice aspetterà il decorso per decidere se imputare al responsabile del calcio il reato di lesioni gravi o tentato omicidio.

ATTENZIONE…IMMAGINI FORTI

La rissa è scoppiata alle 06.15 del mattino sulla banchina del porto, per motivi ancora non chiariti, fra due gruppi di italiani e spagnoli. Nel video si vedono anche una ragazza che urla spaventata, mentre un’altra cerca successivamente di rianimare il ferito a terra privo di sensi.

Everest sovraffollato, strage di alpinisti

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E’ strage sull’Everest, dove in pochi giorni hanno perso la vita 10 alpinisti. Secondo quanto hanno reso noto le autorità britanniche, un inglese di 44 anni, Robin Haynes Fisher, è deceduto questa mattina a 8.700 metri mentre scendeva dalla vetta. “E’ crollato a soli 150 metri dal picco. Le nostre guide hanno cercato di aiutarlo ma è morto poco dopo”, ha dichiarato Murari Sharma di Everest Parivar Expedition.

Solo poche ore prima era arrivata la conferma della morte di un altro alpinista, il 56enne irlandese Kevin Hynes, deceduto nella sua tenda a 7.000 metri ieri mattina, dopo aver rinunciato alla vetta ed essere tornato indietro a causa del sovraffollamento. Lo stesso giorno, la guida nepalese Dhurba Bista, 33 anni, è deceduta al campo base, dopo essersi sentita male al campo 3 a 7.200 metri mentre guidava una spedizione.

Un secondo irlandese, il professore Séamus Lawless, si presume morto dopo essere caduto sulla montagna la scorsa settimana. Le operazioni di ricerca per recuperare il suo corpo sono ancora in corso.

Il bilancio totale delle vittime in questa stagione sulla vetta più alta del mondo, parla di 10 vittime, sei solo negli ultimi due giorni. Tra le altre persone che hanno perso la vita questa settimana ci sono quattro persone dall’India, un austriaco (morto sul versante tibetano del picco) e un americano.

Non è chiaro se il sovraffollamento della cima e i tempi lunghissimi di attesa siano le cause dei decessi, ma secondo gli esperti passare molte in alta quota, dove l’aria è così rarefatta che ogni piccolo sforzo richiede un enorme dispendio di energie, può aver contribuito.

Mercoledì c’è stata una finestra di bel tempo quasi senza precedenti e in 250 hanno provato a scalare l’Everest: sono arrivati in cima in 200, stabilendo il nuovo record di ascensioni in un giorno. Virale ormai la foto scattata da Lydia Bradey, alpinista neozelandese e prima donna a toccare gli 8.848 senza ossigeno supplementare, in cui si vedono decine di persone in fila nella cosiddetta “zona della morte”.

Sarebbe proprio qui che il 27enne indiano, Nihal Bagwan, che faceva parte di una spedizione di due membri, ha accusato un malore. “Gli sherpa lo hanno riportato al campo 4 dove è spirato”, ha raccontato Keshav Paudel dell’agenzia Peak Promotion. Anche Kalpana Das, una donna indiana di 53 anni che faceva parte di una spedizione femminile di tre paesi, era riuscita ad arrivare sulla cima, ma è morta giovedì durante la discesa.

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26 Maggio 2019