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Strappo sullo sblocca cantieri

Strappo sullo sblocca cantieri

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L’incontro a Palazzo Chigi sullo Sblocca cantieri sì è concluso con un nulla di fatto. Secondo quanto si apprende nessuna intesa sarebbe stata trovata sull’emendamento della Lega per la sospensione del codice degli appalti.

La Lega, a quanto apprende l’Adnkronos da fonti di governo presenti a Palazzo Chigi, si sarebbe rifiutata di ritirare l’emendamento che sospende per due anni il codice degli appalti. Si tratta di una proposta di modifica al dl sblocca cantieri arrivata dopo la riunione di governo di martedì scorso per decidere gli emendamenti governativi al provvedimento, ragione per cui il premier Giuseppe Conte aveva chiesto un chiarimento alle due forze di maggioranza.

Il viceministro all’Economia, Massimo Garavaglia, raccontano, incalzato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte a entrare nel merito dello stop momentaneo al codice degli appalti, avrebbe opposto un netto no. Un rifiuto, il suo, che avrebbe generato una forte irritazione nel premier che, a quanto si apprende, avrebbe detto ai presenti: “Allora per me la riunione finisce qui”.

“E’ una questione di metodo, così non va bene” avrebbe affermato ancora Conte. E poi: “E’ una cosa che avevamo già archiviato”. Dopo circa un’ora di discussione con i membri leghisti del governo presenti a Palazzo Chigi, il premier, “decisamente contrariato”, ha alzato le mani, dicendo che non c’erano margini per continuare a discutere. Così è andato via, facendo saltare anche la riunione prevista successivamente sul dl Crescita, fermo alla Camera.

A questo punto il decreto sblocca cantieri rischia di non tagliare il traguardo. I tempi per l’approvazione infatti sono strettissimi: 17 giugno la deadline, ma il dl deve passare anche alla Camera. Il sospetto che aleggia ora a Palazzo Chigi è che la Lega stia cercando un casus belli per rompere, e lo sblocca cantieri, col suo percorso accidentato, potrebbe essere la misura giusta per far saltare il banco.

“In pensione con 7 anni di scivolo”

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In pensione con 7 anni di scivolo. E’ quanto prevede un emendamento al decreto legge crescita, presentato dai relatori nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera. La proposta di modifica introduce il ’contratto di espansione’ che consente alle imprese con un organico superiore a 1.000 unità, che intendono avviare processi di reindustrializzazione e riorganizzazione, di adottare particolari misure, come la possibilità ’’per i lavoratori che si trovino a non più di 84 mesi dal conseguimento della pensione’’ di vedersi riconosciuto un’indennità ’’commisurata al trattamento pensionistico lordo’’ maturato al momento della cessazione del rapporto di lavoro.

La misura, in via sperimentale per gli anni 2019 e 2020, riguarda le aziende impegnate in ’’una strutturale modifica dei processi aziendali finalizzati al progresso e allo sviluppo tecnologico delle attività’’. Per rispondere all’esigenza di ’’modificare le competenze professionali in organico’’ sarà possibile procedere all’assunzione di nuove professionalità e, allo stesso tempo, riconoscere un’indennità di prepensionamento per coloro che raggiungeranno i requisiti per andare in pensione nei successivi 7 anni.

Le opposizioni, intanto, sono andate all’attacco contro i relatori del decreto legge crescita, accusati di non saper illustrare il pacchetto di emendamenti presentato nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera. Le proposte di modifica, 13 in tutto, sono state presentate poco prima della ripresa dei lavori, dopo la pausa del fine settimana. Il Partito democratico chiede quindi di rinviare la seduta, per consentire di esaminare i testi e presentare i subemendamenti entro il termine fissato per le 18 ma i due relatori, Giulio Centemero (Lega) e Raphael Raduzzi (M5s), dicono di essere pronti a illustrare le norme presentate, così da evitare l’interruzione.

Inizia così un botta e risposta tra Cementero e Raduzzi, che tentano di spiegare i contenuti degli emendamenti, e le opposizioni, in particolare Maria Elena Boschi (Pd) e Luigi Marattin (Pd), che chiedono chiarimenti sugli effetti finanziari, sulla coerenza degli argomenti trattati rispetto al decreto legge e sul significato delle norme.

Salva Roma, Raggi: “Pazienza finita”

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“Sul ’taglia debito’ o ’salva Roma’, come lo vogliamo chiamare, voglio dire solo una cosa: dicano subito se preferiscono continuare a salvare le casse delle banche invece che difendere i risparmi dei romani e degli italiani. La nostra pazienza è finita”. Lo ha detto la sindaca di Roma Virginia Raggi sul nuovo testo del provvedimento (VIDEO), a margine della presentazione della terza edizione della ’Notte Bianca dello Sport’.
Torna Notte Bianca dello Sport – Una notte dedicata allo sport, all’intrattenimento, al divertimento e all’inclusione sociale. Torna, per la terza edizione, la Notte bianca dello sport. Dal primo pomeriggio dell’8 giugno fino a notte fonda in circa trenta impianti della città, 24 comunali e gli altri privati, sarà possibile gratuitamente provare sport nuovi e non. Dalla discesa notturna a pagaia del Tevere all’hockey sull’erba ma anche acqua fitness, nuoto, fitness. ’’ Pensiamo che lo sport debba essere proposto con un modello diffuso, di base, testando e provando nuove discipline si può conoscere qualcosa di nuovo che può portare giovani a crescere e a diventare campioni’’, ha detto la sindaca di Roma Virginia Raggi, presentando l’iniziativa alla Piscina delle Rose all’Eur, uno dei nuovi impianti che ha aderito all’iniziativa.

’’Abbiamo lavorato per la Riorganizzazione degli impianti comunali che abbiamo cercato di rimettere in ordine e pian piano stiamo ripartendo. Sport va conosciuto anche in orari non consoni con modalità più simili al ludico, in più lo sport è socializzazione, annullamento di confini e barriere, un modo per creare legami. Già Giovenale pregava gli dei per dare mente sana in corpo sano’’.

Berlusconi: “Governo al capolinea”

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“Invece di parlarsi e di chiarirsi faccia a faccia coi suoi vicepresidenti, Giuseppe Conte ha convocato una conferenza stampa per chiedere a loro se intendono proseguire con l’esperienza di governo o meno. È un altro esempio di quel teatrino della politica che noi di Forza Italia abbiamo sempre considerato inaccettabile, che fa diminuire la fiducia dei cittadini nella politica e nei politici. È chiaro a tutti gli italiani che questa esperienza di governo è arrivata al capolinea, che l’esperimento è fallito e che i danni conseguenti vengono scaricati sui cittadini”. Lo afferma il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi su Facebook, che chiede al premier di “prendere atto della situazione e del risultato elettorale delle Europee e di farsi da parte”.

Il premier Giuseppe Conte si faccia da parte “per consentire la creazione di un governo che sia espressione della maggioranza e dell’anima degli italiani, di un governo cioè di centro-destra – ha sottolineato Berlusconi -. Se questo non fosse possibile con gli attuali assetti del Parlamento, siamo naturalmente pronti a elezioni anticipate che, ne siamo certi, il centrodestra unito vincerebbe sicuramente”.

Renzi attacca Conte

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“Quando un premier parla alla Nazione dice qualcosa di importante. La conferenza di Conte segna una figuraccia per le Istituzioni: mai si era palesata così evidente la figura di un premier che non decide, non conta e non governa”. Lo scrive su twitter Matteo Renzi, commentando il discorso del presidente del Consiglio durante la conferenza stampa convocata oggi a Palazzo Chigi.

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4 Giugno 2019