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Trump incontra May

Trump incontra May

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Dopo l’intensa giornata di incontri con la Regina e la Royal Family, culminata con il banchetto di Stato a Buckingham Palace, oggi il presidente americano Donald Trump ha incontrato la premier uscente Theresa May. Il presidente statunitense ha invitato la premier britannica a non lasciare il suo incarico a Downing Street, per poter concludere l’accordo commerciale con gli Stati Uniti. Lo riferisce la stampa britannica, sottolineando l’espressione colloquiale – “stick around” (restare in zona) – con la quale il presidente Usa si è rivolto alla premier britannica.

“Credo che avremo un accordo commerciale molto, molto sostanzioso”, ha detto Trump nel corso dell’incontro con gli imprenditori a St James’ Palace al quale ha partecipato insieme alla premier May. “Resta in zona, facciamo questo accordo”, ha poi aggiunto il presidente rivolto alla premier.

May ha affermato che ci sono “enormi possibilità” per Londra e Washington di lavorare insieme in futuro, quando il Regno Unito sarà uscito dall’Unione europea. “C’è una grande partnership che credo potremmo far progredire ulteriormente, Naturalmente, con un buon accordo commerciale bilaterale”, ha detto la premier.

Nella capitale britannica, intanto, non si placano le polemiche per la visita di Trump. Migliaia di persone si sono radunate per fare il via alla manifestazione di protesta contro le “politiche divisive” del presidente Usa. E a Trafalgar Square è spuntata anche una gigantesca statua dell’inquilino della Casa Bianca in una posa assai poco presidenziale. ’Dump Trump’, questo il nome della scultura, ritrae Trump seduto su un water dorato, intento a lanciare i suoi famosi tweet.

Tiananmen, Cina contro Usa

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La Cina ha espresso “grande insoddisfazione e ferma opposizione ” alla dichiarazione con cui gli Stati Uniti, a trent’anni dalla repressione di piazza Tienanmen, hanno chiesto a Pechino di dichiarare quanti furono i manifestanti uccisi dai militarie e di liberare i dissidenti cinesi in carcere. Il comunicato del dipartimento di Stato è “frutto di pregiudizio ed arroganza”, è la replica arrivata con una dichiarazione dell’ambasciata cinese a Washington secondo la quale la posizione di Washington è “un affronto al popolo cinese ed una grave violazione della legge internazionale e delle norme di base che regolano le relazioni internazionali”.

“Il governo ed il popolo cinese hanno raggiunto il loro verdetto sull’incidente politico avvenuto tanto tempo fa alla fine degli anni ottanta” conclude la dichiarazione in cui si afferma che “in Cina si ha il miglior periodo di sempre per i diritti umani”.

Puigdemont all’Europarlamento come visitatore

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Carles Puigdemont, ex presidente della Catalogna, eletto eurodeputato con oltre un milione di voti, è entrato nella sede del Parlamento europeo in qualità di ospite dell’eurodeputato catalano Ramon Tremosa. Puigdemont si è poi seduto al bar del terzo piano insieme ad altre persone.

La settimana scorsa Puigdemont, che è in esilio nelle Fiandre perché la giustizia spagnola lo vuole arrestare, non era riuscito ad entrare nel Parlamento Europeo, del quale dovrebbe far parte, avendo ottenuto oltre un milione di voti. “La settimana scorsa aveva tentato di entrare come deputato normale – spiega l’europarlamentare Ramon Tremosa i Balcells, del Partit Demòcrata Europeu i Català (gruppo Alde), che lo accompagna – ma la Spagna ha bloccato i 54 eurodeputati. Alcuni deputati hanno perso il budget per entrare: è stato annullato, finché non andranno tutti a Madrid, nel Parlamento spagnolo”.

In realtà, continua Tremosa, “non era mai stato così: io sono stato due volte eurodeputato e la settimana dopo le elezioni avevamo tutto pronto. Un mese dopo, non prima, si andava a Madrid a fare il lavoro protocollare. Ora, per questa ragione, hanno fissato il 17 giugno come data, dicendo che è una conditio sine qua non per venire qui”. Oggi il leader catalano in esilio “è entrato in cinque minuti, come tutti gli altri visitatori. Puigdemont è un cittadino libero, può andare in tutta Europa: la giustizia spagnola ha ritirato i due mandati di cattura europei. Domenica scorsa ha preso oltre un milione di voti. Se la legge europea è una legge che conta, lui deve essere ammesso”.

Inoltre, l’ex presidente della Catalogna non ha “incontrato alcun membro della Lega finora” e ha visto “alcune dichiarazioni” del partito di Matteo Salvini “a sostegno del partito spagnolo Vox. Posso dire tante cose su Vox, ma nessuna positiva” ha detto lo stesso Puigdemont. I militanti di Vox, ha concluso, “sostengono l’eredità di Franco e sono fascisti”.

Incendio Notre Dame, piombo nel sangue di un bimbo

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Le autorità francesi hanno invitato le famiglie che vivono al centro di Parigi con bambini piccoli o donne incinte a sottoporsi a un’analisi del sangue per valutare il livello di piombo. E questo dopo che livelli troppo elevati di questa sostanza sono stati riscontrati in un bambino che abita nel quartiere dell’Ile de la Cité, dove sorge la cattedrale di Notre-Dame colpita dall’incendio del 15 aprile. L’Agenzia regionale della salute, responsabile del monitoraggio delle conseguenze dell’alto livello di piombo liberatosi in seguito all’incendio di Notre-Dame, ha scatenato un’indagine ambientale per identificare la o le cause del fenomeno riscontrato nel bambino e far luce su eventuali altri fattori in gioco, diversi dall’incendio.

Nel bimbo è stato rilevato un tasso di piombo nel sangue di oltre 50 microgrammi per litro, un quantitativo che richiede di verificare che i fattori all’origine dell’esposizione al piombo siano stati superati, oltre a un regolare monitoraggio del bambino. Il piccolo però al momento non richiede alcuna terapia medica, ha fatto sapere l’Agenzia sanitaria nazionale. In ogni caso “per precauzione” le famiglie con bimbi al di sotto dei 7 anni o donne incinte dell’Ile de la Cité sono state invitate a “consultare il proprio medico, che potrà prescrivere un’analisi del sangue per rilevare” il quantitativo di piombo, riferisce la stampa locale.

Francia, vietato distruggere prodotti invenduti

Vestiti, elettrodomestici o cosmetici dovranno essere riciclati o regalati

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Basta con la distruzione di vestiti, cosmetici ed elettrodomestici rimasti invenduti. Il governo francese ha annunciato una legge anti spreco che entro il 2023 imporrà di riciclare o regalare i prodotti non alimentari rimasti sugli scaffali. Il progetto, annunciato oggi il primo ministro Edouard Philippe come “una prima mondiale”, sarà inserito in una prossima legge sull’economia circolare che verrà portata in luglio al consiglio dei ministri. La Francia ha già varato nell’ottobre 2016 una legge contro lo spreco alimentare.

“La nostra idea non è di costringere le persone – ha detto Philippe, citato dai media francesi – ma di accompagnare le imprese nella gestione degli stock, della produzione, del riciclo dei prodotti”. “Il riciclo, l’economia circolare – ha aggiunto – sono elementi indispensabili per essere all’altezza delle sfide dello sviluppo sostenibile, la protezione del clima e della biodiversità”.

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5 Giugno 2019